Un uomo… Un angelo

un uomo... un angelo
Ci sono cose che passano a cadenza regolare, come i treni, e ci sono cose che, fortunatamente, non passano mai: la solidarietà che nel cuore di certi uomini ha deciso di stazionare perpetuamente, per esempio. Quand’è che due vite che sembrano correre lungo due binari paralleli possono incontrarsi e spingere chi legge a fermarsi… A riflettere?
(Il successo che sta riscuotendo il Calamorso è tale che mi ha un po’ colta di sorpresa come il fischio del treno coglierebbe di sorpresa qualcuno che non stava proprio dormendo, ma era un po’ assopito, e che col fischio del treno si è proprio svegliato.  Perfettamente in tempo per scoprire che ciò che c’è fuori dal finestrino è perfino meglio dei suoi sogni a occhi chiusi. Le immagini, sia di questo racconto che del primo racconto che ha concorso per il Calamoquio, le ho selezionate io ma ribadisco, come memento per i futuri autori, che l’autore stesso può inviarmi un’immagine, purché sia larga 600 px e, naturalmente, purché sia nello stile dei Calamisti.)
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Tutte le traiettorie portano al #BOOKaniere

Tutte le traiettorie portano al #BOOKaniere
Ci sono esseri umani che sono pianeti finché qualcuno non si accorge che sono troppo aridi perché qualcuno abiti dentro di loro. E poi ci sono persone che sono globi di terra sparati a caso nell’universo finché tanta gente non si rende conto che hanno tanta acqua da offrire. E allora quella persona più che popolare diventa (una terra) popolata.
Ci sono storie che nascono quando vengono mandate in orbita certi personaggi e vengono spediti a spasso per una galassia di eventi seguendo binari inconsueti per una destinazione che lo scrittore probabilmente non conosce. Ma il lettore sì. (Come tutte le traiettorie che portano al #BOOKaniere a dispetto di tutte le cose che non scrivi.)
E tu intanto la prendi. Anche se la prendi male. La prendi male. Sempre. Ma la prendi a modo tuo. Con quella presa stretta ma non salda, coi segni che ti restano e restano tanto che sembrano ormai essere segni di qualcosa che c’è sempre stato. La prendi male ma la lasci bene. La vedi scivolare, prendere velocità, la lasci fare e poi la raccogli prima che abbia bisogno di essere raccolta.
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Ma guarda un po' che coincidenza!

Ma guarda un po' che coincidenza!
Il primo Calamorso ha visto la luce pochissimi giorni fa ma ecco che il primo racconto scritto per vincere l’ammirazione dei Calamisti e un Calamoquio è già qua. Di treni che ti sfrecciano davanti e pensieri che vanno indietro eppure nel loro riesumare memorie ti fanno rinascere facendoti fare un balzo in avanti… Ecco di che cosa in questo primo racconto in concorso si parlerà.
(Ricordo all’autore/autrice di questo racconto e agli autori/autrici dei successivi che conto sulla loro collaborazione affinché le loro identità restino segrete… fino a quando non lo dirò io!)
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