Writing Therapy: la penna è il bisturi
Attenzione, questo post parla di scrittura terapeutica ma si rassicurano i lettori sul fatto che nessuna penna è stata maltrattata durante la sua stesura
Gli esseri umani hanno una strana, eppure fortemente radicata perversione: gli esseri umani vogliono capire le cose.
Esprimi una storia

C’è questo film in cui lei fa finta per quasi tutto il film di parlare solo russo ma non importa, almeno non del tutto, perché anche se non parla inglese come il tizio da cui si trasferisce trova comunque il modo per irretirlo, tradirlo, aspettare un figlio da lui, derubarlo, ingannarlo, innamorarsi di lui, alla fine partirci insieme ma a quel punto parlano pure la stessa lingua e quindi niente, a quel punto è tutto già così terribilmente normale.
Questo film si chiama Birthday Girl.
Ma non lasciarti fuorviare.
Questo post parla di ricorrenze e di racconti da soffiare come candeline e di desideri che sono pericolosi e belli e difficili e stupendi che si avverano solo se le candeline, invece di spegnerle col fiato, le spegni posando l’indice sopra la fiamma finché non smette di ardere.
“Hai un cervello in ottime condizioni, tanto vale usarlo”

Sai quei momenti in cui ti pare d’avere dappertutto il cervello?
Te lo senti tra i capelli, mentre ti pettini, resta impigliato tra i denti, della spazzola, le circonvoluzioni si annodano, fanno male quando le provi a disannodare, certe idee scolorano, si staccano e vanno a morire sui cappotti blu di pioggia e baci.
Te lo senti nelle gengive, ci si attaccano i denti, dormono contro la mucosa e-rosa della bocca d’oro e dici parole che non possono essere non pensate, perché hai il cervello nel legamento parodontale.
Te lo senti sotto i piedi, con l’umore che lo accarezza e le gomme da addentare, masticate, pestate, abbandonate sotto i banchi di scuole interrotte, come le strade, percorse coi piedi sotto cui senti pulsare sinapsi, su cui senti arrampicarsi pensieri.
Dato che tutto in te è testa tanto vale usarla.
La clinica degli scrittori

Il rimpianto infetta l’albero
Nuota
Isole dai crateri inevitabili
All’orizzonte
Nulla è familiare e nulla è estraneo
Poi
Toccare le giuste corde

Tu collezioni libbre di cerotti.
Sembrano opercoli.
Di pesci morti.
Io boccheggiando.
Affondo nei tragitti.
Sfranti.
Non troppo distanti per essere amanti.
Impressioni diaframmatiche (e altri echi)

Legheranno gli autunni
I soffi sofferti
Dei tuoi polsi scordati
Suonati nei miei versi
Saranno erose
Le mie caviglie
Senza radici e innestate
Nelle tue metastasi di primavera.
String-(i)-Mi
Mi sfiori le labbra e scovi la lebbra. È la pelle caduta nelle collutazioni per l’incoscienza delle costellazioni. Librille Libri salvati, libri baciati, libri sognati, libri recuperati, libri abbandonati, libri (mai) dimenticati, libri che sono diventati coralli, libri che hanno fatto troppi sbagli, libri per cui faresti tanti sbagli, ibri Leggi tutto
Scribiatra
Distruggendo mandorle Faremo esplodere Palloncini di paure Inconsapevoli C’è il leone nei ruggiti Tu Guardi le mosche? Piangono blu Quaranta giorni, quattro fasi, e in quattro e quattr’otto hai quarantaquattro gatti che ti regalano vite e ti seguono ovunque 40 giorni di terapia Dal 10 ottobre al 19 novembre 4 Leggi tutto



