Mai sanguinare davanti a uno squalo

  Questo è ciò che ti sei perso, se ti sei perso, del racconto Ketamina L’invito a emergere con me da/con un’anestesia dissociativa in forma scritta Unicorni e l’annuncio del racconto a sorpresa per il 33esimo complimese Dodici segreti svelati direttamente da uno dei personaggi di Ketamina Che per averlo, Leggi tutto

Lettera aperta al te stesso che eri

racconto

Ehi,
chi parla, per quanto piano, vuole comunque essere sentito. Io invece ti scrivo perché voglio solo essere ascoltata. Lo sai che quel gradino dove adesso stai appoggiando la schiena imparerà il nome delle tue coste e di chi te le farà fremere in un sussulto? Un giorno su queste stesse scale ti siederai con indosso i jeans che hanno resistito alle presse dei baci e all’alienazione delle chiamate lunghe ore come i loro illustri predecessori hanno resistito alle fabbriche e ai tappi da avvitare, sempre uguali. Avrai quegli occhi troppo grandi che metti su quando la luce non ti basta e alla tua amica andrà di traverso l’insalata per quella notizia inaspettata. Lo sai che a un certo punto non succederà che sarai esattamente come fantastichi? Hai letto bene, Non. Perché nessun punto della vita ha questo potere di infilarti dentro una fonte miracolosa e tirartene fuori nuovo di zecca, come una versione riveduta e corretta di quel lago di quel film strano. Lo hai già visto questo film? Un giorno lo racconterai spezzandoti l’unghia dell’anulare destro con il canino sinistro e ti sentirai così profondamente la persona sbagliata nel posto sbagliato da sognare soltanto questo gradino in questo posto per poterti sedere e tornare a respirare. Scusa se ti rubo il vezzo di scrivere. Ma è tanto tuo quanto mio. Anzi è più mio perché io è da più tempo che me lo porto addosso come si fa con un morso che quando è inverno puoi nascondere, con le dita tiri giù la manica, come quella volta che sul polso avevi scritto il nome di lui e non importa quanto a lui piacessi tu: a lei piaceva lui e tu a lei volevi troppo bene per ferirla. Ok, scusa anche questo, non hai ancora imparato a non tergiversare. Ora però slaccia le gambe, mettiti comoda sì ma pronta a fuggire se quello che stai per ascoltare dovesse farti troppo male. Nessuno viene mai dal futuro a darti le istruzioni per l’uso. Ma forse a volte sì.

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