
Ancora devi riprenderti dai post-umi della Pasqua, no? Che poi, in effetti, Pasqua chissà quando è finita per te. Niente è finito finché non è finito. Perché le fini sono fatte così: perseguono fini ignoti ai più così scelgono di giungere nei momenti che ritengono più adatti a raggiungere i loro scopi. Inutile tentare di tenersi stretti i momenti: la fine, di quell’esperienza, prima o poi arriva. E quasi sempre arriva quando meno te l’aspetti. Ma ora basta fare le teste d’uovo: è il momento di divorare 9 consigli a sfondo pasquale con la stessa velocità con cui dai fondo alla dispensa e divori le uova di cioccolata.
1) Una sorpresa fa sempre presa
Impegnati sempre non solo a sorprendere i tuoi lettori ma anche a sorprendere, per primo, te stesso. Circondati sempre di stimoli capaci di stupirti o farai istupidire la tua capacità di stupire.
2) Cova con impegno le tue uova
L’unico modo per vedere un tuo scritto, o qualsiasi altro tuo progetto, venire alla luce, è covarlo con amore e con impegno. Ci vuole pazienza e la capacità di dare valore anche alla “stasi creativa“: la gallina se ne sta ferma quando cova no?
3) Trova la tua cioccolata: ognuno ha la sua
Trova il tuo sapore preferito nel sapere. Non soltanto il tuo stile in ciò che tu stesso produci. Oltre a trovare il tuo gusto in ciò che scrivi devi anche trovare il gusto preferito nelle creazioni degli altri, negli spunti altrui di cui ti cibi.
4) Stai attento al tuo paniere
Proteggi sempre il tuo paniere pieno delle uova-progetto che hai con tanta premura covato. Proteggilo dagli altri, certo. Ma proteggilo anche da te stesso e dalla tendenza all’autosabotaggio che qualche volta si impossessa di te.
5) Smetti di preoccuparti di quella volta che hai “fatto una frittata”
Ok, hai sbagliato, e allora? Hai fatto un pasticcio ma al prossimo tentativo, se smetti di gonfiare le tue insicurezze, potrai dar vita a un soufflè gonfio al punto giusto.
6) Tieni sempre un coniglio pronto nel tuo cilindro
Gli avvenimenti, prima di accadere, non ti chiedono di certo il permesso. Così tu, per permetterti il lusso di saperti tirar sempre fuori da tutte (anche le più assurde) le situazioni devi saper tirare fuori, all’occorrenza, una soluzione inaspettata, un’idea che sia vincente anche se magari strampalata.
7) Non “mangiar l’uovo in corpo alla gallina”
Non avere fretta. Non costruire castelli su terreni che ancora non hai arato. Perché ancora il tuo desiderio di averli, questi terreni, non si è ancora avverato. Non precorrere i tempi perché, altrimenti, non arriverai come invece vorresti al traguardo della tua corsa.
8) Pensa all’uovo di oggi. Ma anche alla gallina di domani.
Creati degli obiettivi piccoli. Che siano a breve termine. Così che il raccogliere i frutti in “poco tempo” possa darti la giusta spinta per continuare a coltivare le tue passioni con passione non semplicemente immutata ma addirittura aumentata. Ma non dimenticare neanche l’importanza di avere una meta più grande, una destinazione più distante ma anche ancora più appagante a cui destinare i tuoi sforzi.
9) Tieni a mente che: “un’idea è come una brioche al cioccolato. Bisogna lasciarla raffreddare per vedere se è davvero buona”
Cosa aggiungere a questa appetitosa citazione di Serge Uzzan? Magari che “l’appetito vien mangiando”: quindi sì, le tue idee lasciale raffreddare per testarne la bontà, ma non smettere di sfornarle.
10 commenti
Daniele · Aprile 22, 2014 alle 8:26 am
Allora posso aggiungerne uno mio, oltre i tuoi condivisibili?
10) Meglio un uovo oggi o una gallina domani?
Non aspettare il prossimo tram, ché potrebbe non passare più. Cogli al volo l’opportunità di far sentire la tua voce.
Monia Papa · Aprile 22, 2014 alle 10:51 am
Non puoi aggiungere punti… “Devi” 🙂
10) Meglio un uovo oggi o una gallina domani?
Non aspettare il prossimo tram, ché potrebbe non passare più. Cogli al volo l’opportunità di far sentire la tua voce.
Come fare però a capire se si tratta realmente di un’opportunità di “far sentire la propria voce” e non di un uovo… Di cuculo?
Daniele · Aprile 22, 2014 alle 10:59 am
Bella domanda. Forse perché, dentro di te, senti che nell’uovo c’è vita, c’è qualcosa che vuole uscire e che deve uscire, soprattutto.
Monia Papa · Aprile 22, 2014 alle 12:24 pm
Un istinto materno/paterno verso il proprio progetto?
Bello pensare che c’è qualcosa che non solo vuole uscire ma che deve uscire
Ghostbox · Aprile 22, 2014 alle 12:06 pm
L’uovo di cuculo è davvero diabolico…ah ah. Grazie Monia per questo post-umo
dolce da superare 😀
Simone
Monia Papa · Aprile 22, 2014 alle 12:31 pm
Assolutamente! L’uovo di cuculo è… Terribile!
E sai cos’è ancora più terribile a ben pensarci?
Il fatto che io penso che tutti, almeno una volta nella nostra vita, abbiamo covato “uova di cuculo”.
Quando abbiamo allevato cuccioli di sogni non nostri, per esempio, ma non solo.
A volte, addirittura, penso che il cuculo siamo noi.
E penso che lo siamo tutte le volte che castriamo il nostro modo di essere uccelli per volare in un cielo che ci siamo convinti essere quello giusto per noi.
Ma in cui in realtà ci si sente sacrificati perché non ci appartiene neanche un po’.
Insomma, meglio non essere né cuculo né agnello sacrificale: diventiamo tutti dolcissime colombe! 😀
Grazia Gironella · Aprile 22, 2014 alle 7:38 pm
Aggiungerei: non avere paura di buttare via il tuo uovo se ti accorgi che dentro non c’è vita. Io sono così ostinata che rischio di covare per mesi un uovo che non mi convince più. 😉
Monia Papa · Aprile 23, 2014 alle 3:34 pm
Sai che mi hai fatto venire in mente, mia cara Gironella (sono sempre attratta dai cognomi simpatici. Sarà compensazione.)?
Mi hai fatto pensare a uno di quei metodi per saggiare la freschezza delle uova.
Così come un uovo fresco, se agitato vicino all’orecchio, non fa nessun rumore così, a volte, i nostri progetti sembrano sordi ai nostri sforzi e non in grado di far sentire la loro voce.
Ma, in realtà, a “farsi sentire” non è necessariamente l’uovo migliore: forse che allora in un uovo-progetto manchi davvero la vita quando esso smette di dare qualcosa alla nostra di vita?
Non so se è vero che “gallina vecchia fa buon brodo” ma so che hai ragione tu sul fatto che “da un uovo non convincente non nasce un progetto vincente” 🙂
Grazia Gironella · Aprile 22, 2014 alle 7:41 pm
Però, rileggendo tutto, mi dico anche: mamma mia, da quante cose deve guardarsi, e quante cose deve inseguire lo scrittore! Ci siamo scelti (o siamo stati scelti da) un “passatempo” davvero complicato.
Monia Papa · Aprile 23, 2014 alle 3:35 pm
“Ci siamo scelti (o siamo stati scelti da) un “passatempo” davvero complicato.”
Sarà che siamo sfacciatamente sfaccettati e la scrittura fa illuminare di sorrisi tutte le nostre facce? 😀
(Stupenda l’immagine del “passatempo” che sceglie noi. Grazie!)