I cuoricini: Twitter non è un uccello per diabetici (#TeamStellina)

twitter cuoricini
Come quando la ragazza in quel film, sì, quella con gli occhiali spessi e i capelli legati e quell’abbigliamento un po’ così, sì, proprio quella lì, a un certo punto del film si toglie gli occhiali, si scioglie i capelli e diventa tale e quale a quella che all’inizio del film ti hanno portato a odiare. A quell’altra. Quella a cui non sarebbe dovuto essere un obiettivo finire con l’assomigliare. Alla fine, pure nelle migliori famiglie, può finire come in una banale commedia americana: ingoiamo bocconi amari con calici pieni di volemose bene che è un vino scadente, lo so io, lo sai tu mangiando idee originali come le fettuccine Alfredo.
Twitter, ti amo, ma non mi piaci più.
Attenzione, la lettura delle righe che seguono è sconsigliata a:

  • Kappisti anonimi ke ci sn e c fnn
  • Astronomi gelosi delle loro stelle
  • Aspiranti starlette che lovvano cose e leggono l’oroscopo sbagliando segno
  • Incomprensibili sostenitori del malefico cuoricino che ha sostituito la stellina dopo un’onorata carriera. Soprattutto voi, sì, parlo propio con voi. Mi avete diluso.

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Certe storie sono come un barbiturico

20th May 1936:  An example of a wire cage which a council in London propose to fix to the outside of their tenement windows, so that babies can benefit from fresh air and sunshine.  (Photo by Norman Smith/Fox Photos/Getty Images)

20th May 1936: An example of a wire cage which a council in London propose to fix to the outside of their tenement windows, so that babies can benefit from fresh air and sunshine. (Photo by Norman Smith/Fox Photos/Getty Images)

“Con i ragazzi carini” dice Brandy “di solito è meglio usare i barbiturici”

Il tiopental è un tiobarbiturico che sembra un lampo o una folgorazione o uno schiaffo in piena faccia quando meno te l’aspetti (ammesso che ci si possa mai aspettare uno schiaffo in piena faccia). Perché il tiopental dà ipnosi immediata. Ma breve.
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Produzione seriale di blog stellati

per aspera ad astra loui jover ragazza galattica
Faccio sogni bellissimi in questi giorni. Non sempre canonicamente bellissimi ma belli nella loro complessità. Belli nel loro essere strampalati e a volte sofferti. Belli nei loro lustrini splendenti che sono così splendenti che a volte non ti accorgi subito che sono appicicati a rovine, a resti. La bellezza dell’eccezione anche quando essa è difficile, impervia, pericolosa a modo suo. Una bellezza mostruosa. Quella di cui ci lasciamo defraudare ogni volta che ci acco(r)diamo. I supereroi con le loro aberrazioni cromosomiche. Le scapole di Skellig con le sue ali di primavera e aspirina. La cronoalterazione che fa scorrere per te il tempo in un modo tutto tuo. Le ali enormi di un signore solitario. Tutte le vittorie senza testa ma con un corpo magnifico. Le scarpe consumate per i bei viaggi.

Vuoi davvero scrivere per raggiungere un “successo preconfezionato”?

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Scrittura in erba (come, a partire da una pianta, creare una foresta)

scrittori in erba
Le carote e le patate sono interessanti perché crescono sotto terra. Così magari tu passi di lì e neanche ti accorgi della loro presenza. Eppure loro sono già lì. Esistono, eccome se esistono.
Lo stesso accade dentro di te.
Non importa se ancora non hai scritto davvero, se tutte le bozze sono accatastate nella tua testa e formano un mucchio su cui anche i sogni se ne stanno a dormicchiare. Anche se resti all’ombra di alberi antichi che non hai il coraggio di sdradicare anche quando andrebbe fatto, anche se resti rintanato in un angolo, anche se non sei (ancora) venuto alla luce, non importa. Le tue parole stanno crescendo nel sottosuolo come le memorie e un giorno ti ricorderai di questo momento e forse ti pentirai molto di più delle parole che non hai lasciato sbocciare che di quelle che hai detto.
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