Il Manifesto dei Magenta (e altre sorprese)

calamo scrittorio

Questa immagine è un dono speciale fatto da una persona che definire speciale è usare un eufemismo. (Ma ne parleremo meglio nella prossima puntata, tu ci sarai, vero?)

“In ogni istante della nostra vita siamo ciò che saremo non meno di ciò che siamo stati”

(Perché non si è mai troppo elitari per citare Oscar Wilde e perché questa frase descrive alla perfezione il fattore Magenta)
Ma noi Calamisti, in effetti, in cosa ci rivediamo?
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Uno SCORE per scoprire se sei un soggetto MAGENTA

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Uno score non è altro che un punteggio. Sì, un punteggio. Ci sono segni e sintomi e ogni segno e sintomo ha un punteggio adeguato. Così alla fine sommando i punti si arriva a un punteggio complessivo. Come un test.
Ma qui si sta testando una cosa davvero da non sottovalutare: il fattore MAGENTA.
(Che sì, è una sigla. Tu a cosa abbineresti ciascuna lettera della parola Magenta?)
Un individuo magenta non è poi così difficile da riconoscere. Eppure se esistono tante tavole e tabelle e punteggi clinici da misurare e valutare un motivo ci sarà, no? Quindi eccoti un elenco di cose che forse pensi e sei. Quanti punti totalizzerai?
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Di come i lettori di un blog diventano un Noi e altri incanti

comunità, community, blog, lettori, Noi
Tu pensa svegliarti domattina, strofinarti gli occhi con le dita che si sporcano dei sogni che non sono riusciti a fuggire per tempo e sono rimasti sulle ciglia e mentre tu li strofini un po’ li esaudisci, come lampade inconsapevolmente magiche, un po’ li uccidi, pensa staccarti dal cuscino, staccarti dal buio degli occhi chiusi, serrati, come certe porte quando in quei certi posti dietro le porte ci vorresti andare, tu pensa svegliarti domattina e svegliarti davvero, almeno per una volta, svegliarti talmente tanto da prenderti pure l’enorme responsabilità di cambiare strada, se serve, di uscire di casa vestito un po’ leggero e un po’ pesante come chi non sa esattamente quali intemperie dovrà affrontare e imboccare un nuovo viale e proprio lì, dove la strada fa una curva stretta, lì all’incrocio, trovare qualcosa.
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Le idee ti fanno male se le attui senza stile

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Sono in questo negozio enorme dove c’è tanto di tutto. Ci sono tanti oggetti e tante persone e in certi angoli gli oggetti si muovono più in fretta e pure con più grazie delle persone che trattano gli oggetti da oggetti ma che chissà se se lo chiedono mai come sono trattate dagli oggetti.
Devo comprare un paio di scarpe ma sono indecisa su quale numero prendere e allora li prendo entrambi perché non è che proprio sempre sempre bisogna scegliere nel senso di rinunciare, a volte magari si può pure scegliere nel senso di alzare gli occhi e prendere tutto.
Alzi gli occhi è capisci che il limite è addirittura ben oltre rispetto all’orizzonte.
Esco e nel dubbio prendo la scarpa destra di un numero e la sinistra di un altro. Perché vogliamo tutto, appunto, così a volte ci ritroviamo con due piedi in due scarpe (versione riveduta) e il problema è che non sempre a ogni passo riusciamo a sfruttare al meglio entrambe, le scarpe.
Queste scarpe, poi, sono pure complicate. Provo a metterle e fatico a infilarle e bisogna allacciarle e il laccio è difficile da fare e perdo tempo e non ho tempo perché già sono in ritardo. Anche se in qualche modo ho scelto di esserlo. Ma da quando qualcosa diventa semplice solo perché è la nostra scelta? Non lo diventa.
Ma anche quello che non è semplice affatto può essere incantevole.
E di cose incantevoli qui ce n’è a pacchi. Scarpe e scarpe piene dei vostri passi, Calamisti. I passi che vi hanno portato fino a qui, certo, ma anche e soprattutto i passi in avanti che questo posto ha fatto grazie a voi, i passi che abbiamo fatto insieme.
C’è del magico nel Regno di Calamo.
E è il momento di tirare fuori le vostre bacchette magiche e di fare tutti insieme nuovi, stupefacenti, passi avanti.
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La verità è che sei un pinguino con l'artrite

penguin motivational
Il vibrato non è nella voce ma nei passi. Mi vibrano le caviglie e le ginocchia. Potrebbe sembrare pure una bella immagine se non fosse così vacuamente reale. Squillasenzasquillare il cellulare. In tasca. E mi sembra di vedere incresparsi il tè nella tazza.
Ci sono questi pinguini e sono tanti e sono tutto ciò che siamo abituati a pensare dei pinguini perché sono carini e buffi eppure eleganti e fedeli e così dannatamente abitudinari.
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