Centordici cose da fare prima che muoia luglio

mi sento soffocare, annegare, non so nuotare

Luglio è il mese più crudele.

Ma non era novembre?

Aprile. Perché parlate se non sapete le cose? Il mese più crudele è aprile.

A me è sempre stato sullo stomaco Maggio.

Guarda che i mesi si scrivono con la minuscola.

Ma come fai a sapere con che lettera lo avrebbe scritto se stiamo parlando?

Il tono. Ma come può capire il tono gente che pensa che il mese più crudele sia luglio.

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Apolidi emotivi e moltiplicatori di sogni

(Questa cosa dello scattare foto mi sfuggirà di mano)

(Questa cosa dello scattare foto mi sfuggirà di mano)

“… Il viaggiatore vede arrivando due città: una diritta sopra il lago e una riflessa capovolta. Non esiste o avviene cosa nell’una Valdrada che l’altra Valdrada non ripeta… Gli abitanti di Valdrada sanno che tutti i loro atti sono insieme quell’atto e la sua immagine speculare, cui appartiene la speciale dignità delle immagini, e questa loro coscienza vieta di abbandonarsi per un solo istante al caso e all’oblio… Lo specchio ora accresce il valore delle cose, ora lo nega. Non tutto quel che sembra valere sopra lo specchio resiste se specchiato. Le due città gemelle non sono uguali, perché nulla di ciò che esiste o avviene a Valdrada è simmetrico: a ogni viso e gesto rispondono dallo specchio un viso o gesto inverso punto per punto. Le due Valdrade vivono l’una per l’altra, guardandosi negli occhi di continuo…”

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Il metodo Conor per cambiare il (tuo) mondo

conor2

A questo punto della discussione ci starebbe bene una storiella che racconto spesso.
Quale?
Quella della scimmia e dello scorpione. Sai, sul fiume, lo scorpione deve attraversare..
Ma non erano uno scorpione e una  rana?
Secondo alcuni una tartaruga. Ma nella mia versione è una scimmia, ok?
Se me la racconti tu puoi metterci al posto della rana anche un airone.
Ecco, allora…

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Lettera aperta ai mutanti

jen
Caro Mutante,
(o forse sei un mutato. Io l’ho imparata oggi la differenza. L’ho letta su Wikipedia. Dici che mi posso fidare? Wiki dice che un mutante è qualcuno che è già nato con il potere, o la condanna, o unpo’eunpo’. Quindi ha da sempre questa capacità anche se il più delle volte questa capacità non viene scoperta subito, passano degli anni. Un mutato, invece, è qualcuno che l’abilità di mutare l’acquisisce. Ma se tanto il potere lo scopri dopo anni, esattamente, come fai a sapere se sei un mutato o un mutante? Non possiamo neanche risponderci “sei un mutato se è intervenuto qualche particolare fattore esterno”. Perché  i fattori esterni intervengono continuamente. Non puoi tracciare una precisa linea di demarcazione e lasciare fuori i fattori esterni, perché non c’è pelle che ti possa proteggere del tutto da essi, neanche se sei un mutante o un mutato e hai la pelle di metallo e alabastro)
ho qualcosa da dirti.
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La genetica dei supereroi

la genetica dei supereroi
La mitosi è un momento catartico perché la cellula è lì, tu la vedi, in tutto il suo splendore cellulare, poi si assottiglia, diventa come un filo, affilata come le parole quando vogliono fendere il silenzio, le parole infilate tra i denti e le gengive sanguinano e hai sempre uno smalto bellissimo anche da quando non te lo rovino più. Ed è tanto più bella quanto più da essa (la cellula) e grazie a essa (la mitosi) si ottengono due cellule figlie identiche alla madre. Lasci che qualcosa nasca da te a patto che sia qualcosa di autonomo. Che non debba sempre pagare lo scotto di essere derivato da te, che non porti come una croce, come una tara, il suo corredo dimezzato.

La mitosi siamo noi.

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6 minuti-luce per cambiare il mondo

calamo
Vorrei raccontarti una storia. Ma forse, in questo caso, più che raccontare è il caso di permetterti di mettere le mani sugli elementi, di toccarli, di testarli e tastarli, di tenere bene a mente che storia ti piacerebbe ascoltare e poi darti la possibilità di metterti lì, nell’angolo tra il tramonto e le stelle che sembrano bolle di sapone, a fabbricare storie.
Quindi preparati: ti darò i pezzi con cui montare e gli strumenti.
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Studio di coorte (alla corte di Calamo)

 
cake

“Non c’è nulla di nobile nell’essere superiore a un altro uomo. La vera nobiltà sta nell’essere superiore alla persona che eravamo fino a ieri.”

I capelli, quei capelli, che non è chiaro se siano diventati chiarichiari, praticamente bianchi, o se siano biondi di un biondo inadeguato, di un biondo che per sbaglio è scivolato su quella cute su cui qualcuno ha posato le dita e per ogni polpastrello poggiato è rimasto un calco e quante stelle cadenti le sono cadute in testa e il suo cranio è ormai come la Walk of Fame di una città fantasma.
“Ora però dimmi qualcosa che non so”
Una con quei gomiti e quelle clavicole e quelle nocche è mai possibile non sappia qualcosa?
“Che non sei sostituibile. Che se ti rompessi tu dovremmo cambiare tutta la scacchiera”
C’è questa cosa della luce che cade brusca e le taglia il viso e ha gli occhi innaturalmente al buio mentre le si bagna il mento di sole e il giallo sporco le ridisegna lo terno.
“Qualcosa che non so su di te. Dimmi chi vuoi diventare
(Seguono “5 cose che ho capito di te” e “ciò che invece devi proprio dirmi tu” e “vuoi giocare con me?”)
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Fisiologia di un sogno

fisiologia di un sogno

A un certo punto succede: capisci che certe cose non “succedono”. Devi farle succedere tu. 

 

3 spunti rubati alla medicina, 3*8=24 ore di tempo rubate alla vita per decidere di esseri artefici-artificieri di una vita nuova (che, in effetti, fa molto dantesca memoria). (Tra un giorno esatto il form alla fine del post si disattiverà. Scegli adesso se salire a bordo di una nuova sorprendente-a-sorpresa avventura. Calamo e gli irriducibili piccoli grandi mostri di porporina sono pronti a partire. A te va?)
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