Tu mi in-segni

tu mi in-segni

Hai un modo di far volteggiare la voce che la fa sembrare aggraziata.

Sempre.

Perfino quando è vestita di calamite, che le pendono dai polsi, ammanettati a pali della luce spenti, perché ci sono posti in cui la tua voce non vorremmo entrasse.

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(Re)Party di Libri

Alcune anticipazioni, in ordine sparso #VolodiCalibrì, 2° edizione Calamarty Il Club del Libro più Magenta del globo terracqueo Rianimazione Libri Sei curioso di scoprire il resto (che sarà svelato presto)?   [contact-form][contact-field label=’Mi chiamo…’ type=’name’ required=’1’/][contact-field label=’La mia email è…’ Leggi tutto

La Newsletter del Regno di Calamo

Ogni volta che un Calamista (se non sai cos’è un Calamista forse dovresti fare un salto al Triage) i perde un’iniziativa perché non ne è venuto a conoscenza per tempo un unicorno muore. E noi non vogliamo di certo che gli unicorni muoiano, giusto? Ecco perché è stata creata la Calametta: una gazzetta che invia un sunto del meglio (che poi è anche il peggio, se ci pensi) che questo regno strampalato è stato in grado di partorire.

Potremmo chiudere il post qui, è stato un piacere, vai in fondo al post e iscriviti alla newsletter. Ma, ehi, è Calamo, beibi, qui non andiamo da nessuna parte senza prima raccontarci almeno una storia.

C’era una volta un fiocco di porporina.

Lui sentiva di non somigliare, noncosìtantoalmeno, a tutti gli altri fiocchi di porporina ma, ogni volta che si parlava di unicità, tutti citavano i fiocchi di neve.

Non i fiocchi di porporina.

Così lui restava là.

Ma…

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Esprimi una storia

birthday

C’è questo film in cui lei fa finta per quasi tutto il film di parlare solo russo ma non importa, almeno non del tutto, perché anche se non parla inglese come il tizio da cui si trasferisce trova comunque il modo per irretirlo, tradirlo, aspettare un figlio da lui, derubarlo, ingannarlo, innamorarsi di lui, alla fine partirci insieme ma a quel punto parlano pure la stessa lingua e quindi niente, a quel punto è tutto già così terribilmente normale.

Questo film si chiama Birthday Girl.

Ma non lasciarti fuorviare.

Questo post parla di ricorrenze e di racconti da soffiare come candeline e di desideri che sono pericolosi e belli e difficili e stupendi che si avverano solo se le candeline, invece di spegnerle col fiato, le spegni posando l’indice sopra la fiamma finché non smette di ardere.

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“Hai un cervello in ottime condizioni, tanto vale usarlo”

unicorn

Sai quei momenti in cui ti pare d’avere dappertutto il cervello?

Te lo senti tra i capelli, mentre ti pettini, resta impigliato tra i denti, della spazzola, le circonvoluzioni si annodano, fanno male quando le provi a disannodare, certe idee scolorano, si staccano e vanno a morire sui cappotti blu di pioggia e baci.

Te lo senti nelle gengive, ci si attaccano i denti, dormono contro la mucosa e-rosa della bocca d’oro e dici parole che non possono essere non pensate, perché hai il cervello nel legamento parodontale.

Te lo senti sotto i piedi, con l’umore che lo accarezza e le gomme da addentare, masticate, pestate, abbandonate sotto i banchi di scuole interrotte, come le strade, percorse coi piedi sotto cui senti pulsare sinapsi, su cui senti arrampicarsi pensieri.

Dato che tutto in te è testa tanto vale usarla.

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