La stagione della scrittura (Parte 1)

la stagione della scrittura (parte 1)
Scrivere su un blog significa anche avere la penna sempre porta a partire. E leggendo si fa il pieno alla propria penna. Difatti il primum movens per questo mio scritto è stato proprio il leggere un post scritto da un’altra penna: l’adesione di PennaBlu a un meme sulla propria scrittura mi è sembrata un’idea così aderente alla mia inesausta curiosità che ho pensato “devo proprio scriverne!
L’idea poi, naturalmente, si è evoluta. In fondo, scrivendo, noi non facciamo che inneggiare continuamente all’evoluzione? Le singole lettere si uniscono e insieme, forti del fatto che l’unione fa la forza, evolvono in parole. E poi le parole diventano frasi e le frasi diventano libri e i libri diventano mondi. Questo post, quindi, più che un flusso di coscienza in cui riversare il fiume in piena del mio rapporto con la scrittura sarà come una piscina: siete invitati a nuotare con me anche una volta finita l’estate. Nuoteremo infatti attraverso i dodici mesi dell’anno. Perché la stagione dell’amore per la scrittura non è sempre rose e fiori ma anche quando è neve invernale o foglie gialle d’autunno è una stagione che vale la pena vivere.

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Il filo rosso della scrittura che si fa amare tra remi, rame e trame

Il filo rosso della scrittura che si fa amare tra remi, rame e trame
Remando, sulla tua barchetta fatta di curiosità, per navigare nel mare di internet scopri che (citando Wikipedia) la coppia di termini “tema” e “rema” (rispettivamente dal greco θῆμα, thema, “ciò che viene posto”, e ῥῆμα, rhema, “parola”) serve a distinguere, nel contesto di un enunciato, quanto si riferisce a ciò di cui si parla (tema) da quanto su di esso viene detto (rema).
Pensi così a come scrivere sia un po’ come preparare un piatto di ramen: di ramen in Giappone ne esiste una gran varietà come di varianti di stili di scrittura ce n’è un’infinità. Quando mescoli gli ingredienti della tua ricetta di scrittura i diversi sapori che il tuo inchiostro può avere li stai intrecciando.
Proprio come intrecci le parole quando costruisci una trama e lasci che i pensieri corrano legati da un filo come il filo rosso del destino che ti lega alla tua “anima gemella”: la scrittura. Perché la scrittura è per te l’altra metà della mela.

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La scrittura è l’altra metà della mela?

bicibaco
Tu sei qui, con me, e noi due dobbiamo parlare: prima di immergerti nella lettura ci sono alcune cose che devi sapere. Giusto per scegliere meglio che maschera (da sub) indossare. Si parlerà di mele, è vero, ma non è un post di diete, ché qui, in effetti, la linea di cui più ci importa è quella editoriale. Se uno scritto al giorno toglie il medico di torno non sarà forse che la scrittura può essere la mela-nina che colora le tue giornate? Soprattutto se il sole della passione ti ha accecato con uno dei suoi raggi e ora pedali sulle ruote a raggi della scrittura perché il sogno di scrivere è una bicicletta che hai voluto con tutte le tue forze.

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Semeiotica del blogging professionale (Parte 2)

Semeiotica del blogging professionale (Parte 2)
Hai una caterva di testi da mettere a posto mettendo in campo tutta la tua verve, una complessa strategia di comunicazione ancora tutta da impostare ma non fai altro che posticipare. Perché? Perché hai così tanti spunti appuntati in testa come post it che non sai proprio da dove cominciare! Ciò di cui hai bisogno è il potere della cartella: devi studiare i protagonisti del tuo progetto come se fossero pazienti e con pazienza organizzare tutto in un’ideale cartella. Perché per colpire nel segno devi leggere i segni sia dei clienti che ti commissionano gli articoli che delle aziende concorrenti, sia dei lettori sostenitori che di quelli che si comportano da detrattori.

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Le 4 operazioni nella scrittura

operazioni scrittura
In questo momento vorresti imbarcarti in una faraonica esperienza di scrittura? Sogni di fare un tuffo dove l’acqua è più blu un po’ come fece Egeo? Se ti sembra però che il Nilo non renda più fertile il terreno della tua creatività e non puoi fare a meno di paragonare le tue fatiche da scrittore alle dieci piaghe d’Egitto per riflettere un po’ sulle operazioni da fare continua a leggere questo articolo. No, fidati, non sarà un noioso papiro.
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Semeiotica del blogging professionale (Parte 1)

semeiotica blogging
Te lo leggo in faccia: la faccia da clown disegnata sul fonendoscopio ti fa pensare a IT. No, non al punto it dei siti a cui lavori senza sosta ma a quel punto del romanzo IT di Stephen King in cui hai interrotto per un attimo la lettura e hai iniziato a guardare con un po’ di sospetto i pagliacci.
Ora che un po’ sei cresciuto giri soprattutto al largo dalle pagliacciate ma come farti prendere sul serio dai clienti a cui proponi i tuoi spettacolari servizi? In che modo fare in modo che le capacità di curatore di testi che racconti di avere non ti esplodano in faccia come palloncini gonfiati troppo facendoti sembrare un pallone gonfiato e facendoti perdere la faccia?
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Cena con scritto: la tua cotta per la scrittura sopravviverà?

cena con scritto
Un blog è un po’ come un banchetto sempre aperto. Tu lettore, invitato tra le pagine di un blog, hai davanti a te diverse pietanze tra cui scegliere. Ogni post ha un gusto tutto suo ma, sebbene le ricette con cui gli scritti sono stati preparati siano di volta in volta diversi, ogni blogger che si rispetti mette in ognuno di essi quel famoso “tocco dello chef” che rende ogni portata inconfondibile e che porta il lettore/commensale ad aver voglia di ritornare in quel blog/ristorante a nutrire i suoi occhi affamati di articoli.
I ristoranti hanno un menù, no? E qualche volta c’è anche un menù fisso. Pasti ben organizzati un po’ come i post programmati. Ma gli imprevisti capitano. Come quando nel bel mezzo di una cena organizzata a menadito ci si accorge, troppo tardi, che anche a un assassino è stato spedito un invito. Durante le abbuffate di scrittura di un blogger i “delitti” possono essere i più disparati. Pensa a quando hai smesso di guardare a un tuo sogno come a una retta parallela con cui non ti saresti incontrato mai.
Hai trovato la tua meta, hai sognato un punto di incontro tra te e la tua ambizione e così il tuo percorso e la traccia del tuo sogno sono diventate due rette incidenti. Proprio per questo capitano gli incidenti: gli imprevisti non entrano mai in gioco solo nella vita di chi non si mette mai in gioco.
E poi, in fondo, gli incidenti di percorso, col senno di poi, non sempre si rivelano un male. A volte sono esattamente ciò che ti serviva per avere la giusta spinta per cambiare direzione. Perché può capitarti uno strano tipo di “delitto perfetto”: quello che ti porta allo “scritto perfetto” provocando in te il giusto cambiamento.
 
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Come arpionare il lettore? Impara da un Capitano della sceneggiatura

Come arpionare il lettore? Impara da un Capitano della sceneggiatura
Per fare un libro ci vuol la carta. Come la carta su cui si disegna la mappa del tesoro. Quale tesoro? Per ogni scrittore non è solo la storia il vero tesoro: il bottino da custodire in un forziere (con una copertina rigida possibilmente) si riempie infatti di monete ogni volta che quel pirata dello scrittore riesce a fare razzia del tempo e dell’attenzione di un lettore.
Ma che razza di carta sarebbe senza un albero? Magari, dato che uno scrittore, come tutti del resto, non dovrebbe mai smettere d’impegnarsi per imparare, potremmo scegliere un albero maestro. Proprio come l’albero maestro di un’imbarcazione. Perché serve un vascello ben più resistente di un fuscello per solcare i mari della letteratura fino a arrivare al successo letterario, meta ambita come un’ampia isola lussureggiante. Lo sai che pare il nome Sydney derivi da diversi toponimi con come significato proprio “ampia isola”? In questo articolo, a proposito di scrittura, si parlerà di un Syd. Un certo Syd Field. Due parole per presentartelo? Come direbbe Wikipedia “screenwriting guru”.
Per fare l’albero però ci vuole il seme che, per nascere, ha bisogno di un frutto. Un frutto come la creazione di una storia che è frutto di tante fatiche creative. Ma non c’è frutto senza fiore. Perciò sì, per fare un libro ci vuole un fiore. O un fioretto. Come la spada che vedi proprio adatta a essere impugnata da Capitan Uncino. Sì, in questo articolo ci sarà anche per lui un posticino.
 
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