La genetica dei supereroi

la genetica dei supereroi
La mitosi è un momento catartico perché la cellula è lì, tu la vedi, in tutto il suo splendore cellulare, poi si assottiglia, diventa come un filo, affilata come le parole quando vogliono fendere il silenzio, le parole infilate tra i denti e le gengive sanguinano e hai sempre uno smalto bellissimo anche da quando non te lo rovino più. Ed è tanto più bella quanto più da essa (la cellula) e grazie a essa (la mitosi) si ottengono due cellule figlie identiche alla madre. Lasci che qualcosa nasca da te a patto che sia qualcosa di autonomo. Che non debba sempre pagare lo scotto di essere derivato da te, che non porti come una croce, come una tara, il suo corredo dimezzato.

La mitosi siamo noi.

(altro…)

6 minuti-luce per cambiare il mondo

calamo
Vorrei raccontarti una storia. Ma forse, in questo caso, più che raccontare è il caso di permetterti di mettere le mani sugli elementi, di toccarli, di testarli e tastarli, di tenere bene a mente che storia ti piacerebbe ascoltare e poi darti la possibilità di metterti lì, nell’angolo tra il tramonto e le stelle che sembrano bolle di sapone, a fabbricare storie.
Quindi preparati: ti darò i pezzi con cui montare e gli strumenti.
(altro…)

Studio di coorte (alla corte di Calamo)

 
cake

“Non c’è nulla di nobile nell’essere superiore a un altro uomo. La vera nobiltà sta nell’essere superiore alla persona che eravamo fino a ieri.”

I capelli, quei capelli, che non è chiaro se siano diventati chiarichiari, praticamente bianchi, o se siano biondi di un biondo inadeguato, di un biondo che per sbaglio è scivolato su quella cute su cui qualcuno ha posato le dita e per ogni polpastrello poggiato è rimasto un calco e quante stelle cadenti le sono cadute in testa e il suo cranio è ormai come la Walk of Fame di una città fantasma.
“Ora però dimmi qualcosa che non so”
Una con quei gomiti e quelle clavicole e quelle nocche è mai possibile non sappia qualcosa?
“Che non sei sostituibile. Che se ti rompessi tu dovremmo cambiare tutta la scacchiera”
C’è questa cosa della luce che cade brusca e le taglia il viso e ha gli occhi innaturalmente al buio mentre le si bagna il mento di sole e il giallo sporco le ridisegna lo terno.
“Qualcosa che non so su di te. Dimmi chi vuoi diventare
(Seguono “5 cose che ho capito di te” e “ciò che invece devi proprio dirmi tu” e “vuoi giocare con me?”)
(altro…)

Fisiologia di un sogno

fisiologia di un sogno

A un certo punto succede: capisci che certe cose non “succedono”. Devi farle succedere tu. 

 

3 spunti rubati alla medicina, 3*8=24 ore di tempo rubate alla vita per decidere di esseri artefici-artificieri di una vita nuova (che, in effetti, fa molto dantesca memoria). (Tra un giorno esatto il form alla fine del post si disattiverà. Scegli adesso se salire a bordo di una nuova sorprendente-a-sorpresa avventura. Calamo e gli irriducibili piccoli grandi mostri di porporina sono pronti a partire. A te va?)
(altro…)

Il Manifesto dei Magenta (e altre sorprese)

calamo scrittorio

Questa immagine è un dono speciale fatto da una persona che definire speciale è usare un eufemismo. (Ma ne parleremo meglio nella prossima puntata, tu ci sarai, vero?)

“In ogni istante della nostra vita siamo ciò che saremo non meno di ciò che siamo stati”

(Perché non si è mai troppo elitari per citare Oscar Wilde e perché questa frase descrive alla perfezione il fattore Magenta)
Ma noi Calamisti, in effetti, in cosa ci rivediamo?
(altro…)

Uno SCORE per scoprire se sei un soggetto MAGENTA

ventricular
Uno score non è altro che un punteggio. Sì, un punteggio. Ci sono segni e sintomi e ogni segno e sintomo ha un punteggio adeguato. Così alla fine sommando i punti si arriva a un punteggio complessivo. Come un test.
Ma qui si sta testando una cosa davvero da non sottovalutare: il fattore MAGENTA.
(Che sì, è una sigla. Tu a cosa abbineresti ciascuna lettera della parola Magenta?)
Un individuo magenta non è poi così difficile da riconoscere. Eppure se esistono tante tavole e tabelle e punteggi clinici da misurare e valutare un motivo ci sarà, no? Quindi eccoti un elenco di cose che forse pensi e sei. Quanti punti totalizzerai?
(altro…)

Di come i lettori di un blog diventano un Noi e altri incanti

comunità, community, blog, lettori, Noi
Tu pensa svegliarti domattina, strofinarti gli occhi con le dita che si sporcano dei sogni che non sono riusciti a fuggire per tempo e sono rimasti sulle ciglia e mentre tu li strofini un po’ li esaudisci, come lampade inconsapevolmente magiche, un po’ li uccidi, pensa staccarti dal cuscino, staccarti dal buio degli occhi chiusi, serrati, come certe porte quando in quei certi posti dietro le porte ci vorresti andare, tu pensa svegliarti domattina e svegliarti davvero, almeno per una volta, svegliarti talmente tanto da prenderti pure l’enorme responsabilità di cambiare strada, se serve, di uscire di casa vestito un po’ leggero e un po’ pesante come chi non sa esattamente quali intemperie dovrà affrontare e imboccare un nuovo viale e proprio lì, dove la strada fa una curva stretta, lì all’incrocio, trovare qualcosa.
(altro…)

Le idee ti fanno male se le attui senza stile

water tumblr_m8r6i15Gfp1rdt98to1_500
Sono in questo negozio enorme dove c’è tanto di tutto. Ci sono tanti oggetti e tante persone e in certi angoli gli oggetti si muovono più in fretta e pure con più grazie delle persone che trattano gli oggetti da oggetti ma che chissà se se lo chiedono mai come sono trattate dagli oggetti.
Devo comprare un paio di scarpe ma sono indecisa su quale numero prendere e allora li prendo entrambi perché non è che proprio sempre sempre bisogna scegliere nel senso di rinunciare, a volte magari si può pure scegliere nel senso di alzare gli occhi e prendere tutto.
Alzi gli occhi è capisci che il limite è addirittura ben oltre rispetto all’orizzonte.
Esco e nel dubbio prendo la scarpa destra di un numero e la sinistra di un altro. Perché vogliamo tutto, appunto, così a volte ci ritroviamo con due piedi in due scarpe (versione riveduta) e il problema è che non sempre a ogni passo riusciamo a sfruttare al meglio entrambe, le scarpe.
Queste scarpe, poi, sono pure complicate. Provo a metterle e fatico a infilarle e bisogna allacciarle e il laccio è difficile da fare e perdo tempo e non ho tempo perché già sono in ritardo. Anche se in qualche modo ho scelto di esserlo. Ma da quando qualcosa diventa semplice solo perché è la nostra scelta? Non lo diventa.
Ma anche quello che non è semplice affatto può essere incantevole.
E di cose incantevoli qui ce n’è a pacchi. Scarpe e scarpe piene dei vostri passi, Calamisti. I passi che vi hanno portato fino a qui, certo, ma anche e soprattutto i passi in avanti che questo posto ha fatto grazie a voi, i passi che abbiamo fatto insieme.
C’è del magico nel Regno di Calamo.
E è il momento di tirare fuori le vostre bacchette magiche e di fare tutti insieme nuovi, stupefacenti, passi avanti.
(altro…)