Di scritti a-p-p(r)e(zzat)i

servizi di scrittura
Caro lettore ti scrivo perché sto scrivendo un po’ e siccome so che ti piace leggere più forte ti scriverò. Da quando questo blog è partito si sono susseguite tante novità, l’anno vecchio (è settembre!) è finito ormai ma quando scrivi (per qualcuno e non solo) c’è sempre qualcosa che se ti impegni può andare meglio di come va.
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Memorie di un uovo

fame di scrittura
In principio sei un uovo. Sei un uovo con tanto di guscio che ovatta le cose brutte, certo, ma anche quelle belle ma tu sei un uovo, un uovo ancora con il guscio per giunta, e non immagini ancora che ci siano tutte queste cose belle capaci di risucchiarti in un vortice come fanno le bottigliette vuote con i tuorli.
Poi il guscio si incrina e tu prima vorresti provare a rimediare e riattaccare quei pezzi di te che sembrano aver voglia di andarsene usando la colla che hai negli occhi quando leggi gli scritti degli altri. Ma poi ti sei ricordato di quella frase che dice che una crepa c’è in ogni cosa ma va bene così perché è da lì che entra la luce. Allora pensi che forse è il momento di venir fuori.
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Usa il cervello: blogga responsabilmente

blogga con cervello
C’è un verso, nella canzone Brain Damage, che recita “you raise the blade, you make the change”. Questo vale anche quando si parla della mente che sta dietro un blog: quando vuoi preservare il meglio possibile il cervello pulsante del tuo bloggare devi essere pronto a affilare le tue parole meglio di quanto affileresti una lama e colpire chi ti legge con più sicurezza e precisione di un lanciatore di coltelli. Solo così potrai preparare di volta in volta il prossimo passo della tua scrittura, il successivo scalino del tuo percorso da scrittore, quel cambiamento che fa fortunatamente rima con evoluzione.
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La scrittura necessaria: per scrivere bene io scrivo coi piedi

scrivere coi piedi
Gira che ti rigira chi ama scrivere non può che finire col scrivere del suo amore. Soprattutto quando si ritrova dentro un girotondo di anime belle che oltre a girare in tondo sanno fare tante cose belle come svoltare, andare avanti, girare pagina e poi, fermi a un punto della storia, tornare indietro, fino alla copertina, e chiedersi qual è stato l’incipit di questa storia d’amore con la scrittura.
Questo post nasce a seguito di uno splendido post di Grazia Gironella. Se alla fine di questo post avrai voglia di partecipare anche tu scrivendo un articolo con il tuo post non devi far altro che metterti a scrivere, citando la fonte. Potrai poi naturalmente condividere il link al tuo post tra i commenti. Io so che Daniele Imperi e Chiara Solerio non hanno perso tempo e hanno colpo la palla, per nulla avvelenata, al balzo!)

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Quell'ossigeno chiamato #scrittura

quell'ossigeno chiamato scrittura
C’è chi proprio non riesce a fare a meno dell’odore della carta. Io, più che altro, non riesco a fare a meno dell’odore delle parole. Quando stai troppo tempo senza respirare gli inchiostro degli altri, leggendo, e il tuo stesso inchiostro, scrivendo, non ti manca il respiro? Ma per librarsi nell’Olimpo degli scrittori amati e raggiungere una scrittura mozzafiato sono tanti gli aspetti del respiro da calibrare…
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#Blogging: la #scrittura è fatta a… Scale

Blogging: la scrittura è fatta a... Scale
Oggi iniziamo in medias res. Vuoi sapere perché? Perché quando la vita ti racconta cosa ti succederà da lì a pochi istanti (e poi te lo fa succedere) non si preoccupa dei convenevoli. Salta i preamboli. Quindi fallo anche tu: prova a rompere gli indugi e catapultare il lettore nella scrittura di quello spettacolo di post di cui tu sei l’autore ma lui, in quanto fruitore, è il principale attore.
Sto leggendo dei disturbi di personalità in psichiatria mentre ascolto Starway to Heaven. C’è l’evitante e l’istrionico, il narcisista e il paranoico… Mi sciolgo i capelli, una ciocca muove le cuffie e la traccia arriva alle orecchie disturbata. Come quando dici qualcosa e ciò che dici viene travisato. Oppure non parli proprio perché hai paura che il tuo messaggio venga distorto. Come quando mentre stai salendo, gradino dopo gradino, la tua scala per il cielo ma una distorsione alla caviglia ti fa rallentare e tu non lo sai se sei in grado di continuare.

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Scrittura di successo: dalle stalle alle stellate (cellule)

Scrittura di successo: dalle stalle alle stellate (cellule)
Eri proprio convinto che lì, in quel punto esatto, ci fosse un buco nero. Ma non uno di quei buchi neri che, semplicemente, risucchiano tutto. Un buco nero atipico. Un buco nero in cui le cose non spariscono ma si trasformano. E si trasformano tanto che intere giornate diventano inchiostro nero. Poi hai capito che no, non avevi in testa un buco nero. Ma un viale di (cellule che sembrano) stelle. Così, in pieno stile Walk of Fame, hai iniziato a capire come uscire dal luogo comune (e quindi troppo affollato, inflazionato) del blocco dello scrittore, come tirarti fuori dal tuo stato di stallo e raggiungere le stelle. Pedalando sulle tue penne come se fossero di una ruota i raggi.
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