Il tuo blog è come il FAR west?

Il tuo blog è come il FAR west?
Da quando hai visto che il jogging è troppo faticoso hai deciso di darti al blogging: ormai sai che le parole sanno essere proiettili e, anche quando hai tanti scritti pronti in canna, ci pensi bene prima di premere il grilletto del tasto “pubblica” e correre il rischio di cannare. Eppure certi sbagli ti sembrano proprio impossibili da non fare.
Prima di diventare blogger guardavi alla blogsfera come a una terra di frontiera. La frontiera, al tempo stesso, separa e unisce, divide e collega. Attraversando il confine tra la scrittura conservata come privata e la pubblicazione dei tuoi scritti online hai varcato un ideale confine avventurandoti in una terra dove tutto era per te ancora in larga misura da scoprire: una terra da esplorare proprio come il selvaggio west.

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Semeiotica del blogging professionale (Parte 2)

Semeiotica del blogging professionale (Parte 2)
Hai una caterva di testi da mettere a posto mettendo in campo tutta la tua verve, una complessa strategia di comunicazione ancora tutta da impostare ma non fai altro che posticipare. Perché? Perché hai così tanti spunti appuntati in testa come post it che non sai proprio da dove cominciare! Ciò di cui hai bisogno è il potere della cartella: devi studiare i protagonisti del tuo progetto come se fossero pazienti e con pazienza organizzare tutto in un’ideale cartella. Perché per colpire nel segno devi leggere i segni sia dei clienti che ti commissionano gli articoli che delle aziende concorrenti, sia dei lettori sostenitori che di quelli che si comportano da detrattori.

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Semeiotica del blogging professionale (Parte 1)

semeiotica blogging
Te lo leggo in faccia: la faccia da clown disegnata sul fonendoscopio ti fa pensare a IT. No, non al punto it dei siti a cui lavori senza sosta ma a quel punto del romanzo IT di Stephen King in cui hai interrotto per un attimo la lettura e hai iniziato a guardare con un po’ di sospetto i pagliacci.
Ora che un po’ sei cresciuto giri soprattutto al largo dalle pagliacciate ma come farti prendere sul serio dai clienti a cui proponi i tuoi spettacolari servizi? In che modo fare in modo che le capacità di curatore di testi che racconti di avere non ti esplodano in faccia come palloncini gonfiati troppo facendoti sembrare un pallone gonfiato e facendoti perdere la faccia?
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Lo scheletro di un blog cresce bene quando il blogger si fa le ossa

Lo scheletro di un blog cresce bene quando il blogger si fa le ossa
Quando nasce un blog il blogger che lo ha dato alla luce è in apprensione. Un po’ come un genitore. Sa cosa sogna per il blog che da neonato sta diventando bambino fino a diventare adolescente. Sa come vorrebbe vederlo crescere. Eppure di fronte a ogni piccola grande sfida, che avendo un blog ci si trova ad affrontare, si chiede sempre con un po’ di timore “sono in grado di farcela?  Davvero posso?” Dimenticando che i “posso” e “non posso” sono questione di… osso. Che significa?
Significa che ogni blog ha il suo scheletro e la sua velocità di crescita. Significa che ogni blog ha un’altezza che potrebbe raggiungere ma che i tempi in cui ci arriva e anche se ci arriva dipendono da svariati fattori.
Significa soprattutto che per crescere come blogger bisogna farsi le ossa. Perché per tutti i blog il modo migliore per eliminare le paure, che sono come spine nel fianco, è avere una solida spina. Dorsale.
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Lo scrittore dei sogni

 lo scrittore dei sogni
Lo hai guardato bene il quadro che campeggia qui sopra, vero? Oggi voglio cominciare così. Modificando una frase di Jim Morrison come più mi si confà. Un po’ come fa Salvador Dalì manipolando la realtà.

Scrivi perché nella scrittura puoi trovare quello che la realtà non ti sa dare

Adesso che hai letto, ora che non sai bene se chiudendo gli occhi per continuare a leggere scoprirai un “sonno che genera mostri” o quei tanto augurati dolci sogni, te la senti di continuare?
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Scrivi come respiri: avrai post mozzafiato

blowblog

Il titolo, le frasi iniziali, i paragrafi, le parole in grassetto, tutti questi elementi devono togliere il fiato ai tuoi lettori nel modo più efficace: facendo breccia nei loro polmoni. Il tuo post così sarà come aria e entrerà diretto. Avrà subito effetto. Sì, lo so che detto così sembra tutto perfetto. E, in fondo, anche se per ora non lo è, può esserlo. Ti hanno intimato “parla come mangi!”, come se le parole andassero davvero addentate e non baciate. Ma se non ti va di divorare carta e inchiostro non provare a scrivere come mangi. Scrivi come respiri.

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Hai il blogging nel sangue?

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Sei abbonato alle 4 eSSe: Scrivi Sempre Senza Sosta. Del resto non potresti fare altrimenti perché le parole le senti scorrere dentro. Qualcuno fa spallucce, qualcuno ti spalleggia ma tutti (o quasi) son convinti che la scrittura ce l’hai proprio nel sangue.
Sappiamo già che il buon sangue non mente ma com’è il buon sangue del buon blogger? (Lettura vietata a chi nutre la convinzione di avere il sangue blu pavone: il blu lo mal tollero come colore per inchiostro.)

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Cuore di blogger e polso di scrittore: 4 effetti per un blog di valore

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Sei qui perché al gomito del tennista (o, magari, del bevitore) preferisci il polso dello scrittore? Se è un blog che hai intenzione di aprire “hai un cuore ardente per un proposito raggelante“, lasciatelo dire.
L’idea di un blog ti frulla già da un po’ in mente e vorresti un esordio che fosse ad effetto veramente? Per far iniziare a far battere il cuore di un blog battendo i tasti io ne ho pensati quattro di effetti. Ma leggili solo se sei uno scrittore che in tutto ciò che fa ci mette il cuore.
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5 w(eb) domande per il primo post sul tuo blog

calamo scrittorio andy warhol
Aprire un blog? È come aprire una latta di pomodori. Pelati, naturalmente. Perché prima di iniziare un blog ti strappi i capelli a furia di pensare, progettare, rimuginare. E perché, per aprire un blog, proprio come per aprire una lattina, ti servono gli strumenti giusti e una volta scoperchiata la confezione, a mo’ di vaso di Pandora, devi avere idea di cosa cucinare per non tradire le speranze dei tuoi invitati. Ti serve una ricetta per far leccare le dita ai tuoi lettori mentre sfogliano le pagine del tuo blog.  L’aria fritta fa male al cuore del lettore e tu non hai nessuna intenzione di apparire un pesce lesso sin dalle prime righe. (altro…)