
Sei abbonato alle 4 eSSe: Scrivi Sempre Senza Sosta. Del resto non potresti fare altrimenti perché le parole le senti scorrere dentro. Qualcuno fa spallucce, qualcuno ti spalleggia ma tutti (o quasi) son convinti che la scrittura ce l’hai proprio nel sangue.
Sappiamo già che il buon sangue non mente ma com’è il buon sangue del buon blogger? (Lettura vietata a chi nutre la convinzione di avere il sangue blu pavone: il blu lo mal tollero come colore per inchiostro.)
Il buongiorno si vede dalla co(agu)lazione
Quando riesci a riversare all’esterno i tuoi pensieri allora la tua cascata di parole è utile, fa concentrare il lettore sul tuo contenuto e non rischi una dispersione di attenzione, un’emorragia di concentrazione. Ma cosa succede quando invece i tuoi pensieri si accumulano a dismisura nella tua testa?
Ecco che in questo caso blocchi il flusso di idee. Per questo faresti meglio a valutare sempre attentamente la natura del fantomatico blocco dello scrittore: potrebbe trattarsi di un intasamento.
Il blogger è come un globulo rosso…
Sopravvive finché si mantiene elastico. Per riuscire a resistere al franare di qualche certezza e agli smottamenti dati dai continui cambiamenti l’elasticità è una dote irrinunciabile.
Ma, attenzione, sapersi adattare non significa accettare passivamente i mutamenti, al contrario: essere flessibili vuol dire cogliere di volta in volta il meglio degli spunti che ci vengono offerti dall’inarrestabile evolversi delle situazioni.
Parti carico per trasportare il carico
Il tuo blog è come un fiume: affinché tu riesca a far circolare le tue idee come si deve la lettura di ciò che scrivi deve essere scorrevole. E convincente. Il lettore è la tua destinazione finale ma se il tuo fine è interessargli deve essere tua premura avere qualcosa di interessante da portargli. Oltre che impegnarti a trovare il modo migliore per costruire una relazione.
Se vuoi far conoscere il tuo lavoro rifletti sull’importanza di sviluppare quanto più possibile rapporti esclusivi col singolo. Ricorda che i veri scambi tra sangue e tessuti avvengono a livello dei capillari che hanno dimensioni microscopiche. La tua comunicazione deve essere capillare: non limitarti a sparare nel mucchio, cerca di coltivare con i tuoi lettori più assidui un legame unico.
Vasi (sanguigni) comunicanti
Non ragionare a compartimenti stagni. Il tuo blog non è un contenitore avulso dalla tua vita, staccato da tutto il resto. Non pensare al tuo blog come a un luogo separato da ciò che sei e ciò che fai. Se vuoi che i lettori spalanchino gli occhi guardando il tuo blog non chiuderlo dentro una parentesi.
Ciò che sai diventa più efficace se tutte le attività in cui ti impegni sono in contatto continuo. Costruisci una relazione, un filo rosso che leghi alle altre ogni tua occupazione. I pensieri scorrono meglio se si riflette per vasi comunicanti.
Un fiume (rosso) di parole
Se il blog è un fiume di parole come ogni fiume che si rispetti ha bisogno di un letto e di argini. Il letto di quel fiume che è il tuo blog è la sua base. Il letto è fatto dai pilastri su cui hai deciso di fondare il tuo blog. A letto si sogna e tu nel “letto” del tuo blog hai deciso di gettare le fondamenta del tuo sogno. Per farne realtà.
Per quanto riguarda invece gli argini del blog non intendere i limiti in senso negativo. Pensa agli argini come confini utili a localizzare il tuo campo d’azione. Quello che chiami “il mio blog” non è altro che un fiume che sfocia nel mare magnum di internet e i tuoi argini ti servono per focalizzare meglio la foce. Quando devi decidere come organizzare i contenuti del tuo blog ti senti in difficoltà come se fossi tra due fuochi? Focalizzare è il primo step per accendere la miccia dell’attenzione del tuo lettore.
Tocca a te: io ho a cuore la tua opinione…
…Perché per ogni blogger è sempre il pensiero rivolto al lettore la fonte e la foce di ogni rivolo di azione.
- Dopo che hai attratto il tuo lettore i suoi sguardi restano concentrati sui tuoi scritti ?
- Sai affrontare con flessibilità i cambiamenti o confondi l’essere coerenti con l’essere rigidi?
- Ti preoccupi mai di far sentire unico ogni tuo lettore?
- Non è che il tuo blog, dal resto della tua vita, lo stai tagliando fuori?
- Hai tante cose da dire, ok. Ma hai scelto quali cose vuoi dire e a chi?
34 commenti
Daniele · Marzo 10, 2014 alle 7:19 am
– Mmm… non so rispondere alla tua domanda, sai? Non ne ho idea.
– Ho cambiato varie volte, lo sai, quindi a questa domanda rispondo bene 🙂
– Sì, qualche volta ne inserisco qualcuno nel post, come ho fatto anche con te.
– Sì, ma non saprei come inserirlo nella mia vita.
– Sì, questo sì.
Monia Papa · Marzo 10, 2014 alle 8:48 am
Sì, Daniele Imperi ha dato prova di grande elasticità proprio di recente… Addirittura ora è impegnato in una doppia circolazione 🙂
E dal pubblico di aficionados che ha saputo creare intorno ai suoi progetti direi proprio che i lettori che restano concentrati sui suoi post non mancano.
Per quanto riguarda i riflettori sui lettori la sottoscritta Monia Papa è molto contenta di essere stata citata e adesso il fascio di luce che le è ancora rimasto addosso vuole indirizzarlo sulla sua quarta risposta, caro Daniele/Ludus: trovare difficoltà a far comunicare il proprio blog col resto della propria vita credo sia abbastanza comprensibile ma la vera domanda è “tu hai voglia di creare più connessioni tra i tuoi articoli e (il resto del) la tua vita?
Daniele · Marzo 10, 2014 alle 10:11 am
Beh, sì, certo, vorrei creare quelle connessioni.
Monia Papa · Marzo 10, 2014 alle 12:22 pm
Allora potresti iniziare a pensare a tutte le connessioni che già naturalmente ci sono tra quello che fai al di fuori del blog e quello che nel blog riversi.
Quante volte, magari anche senza che tu te ne accorga del tutto, ti capita di raccogliere uno spunto dalla vita quotidiana e farne materiale per un post? “Basterebbe” (a dire “basterebbe” sembra una cosa semplice ma così semplice non è) far entrare un po’ più il lettore in quel momento di raccolta di ispirazioni. Raccontandogli le storie che dal blog prescindono ma che, in qualche modo, qualche volta il blog non mancano di nutrire.
girardihr · Marzo 10, 2014 alle 8:12 am
Scorrevole, come l’acqua di un fiume in piena. Focus su tutto quanto realmente serve: attenzione al lettore, elasticità per farsi “contaminare” dalle idee e dagli spunti della rete, chiaro obiettivo di dove si vuole andare.
Mi piace molto Spiritello. Se posso permettermi, il blocco è cosa normale in ogni attività, soprattutto quelle che richiedono una certa dose di creatività. A tal proposito consiglio di definire bene l’obiettivo, nei dettagli. scrivere le risorse che si hanno a disposizione in modo sintetico, rileggere il tutto e poi “staccare per qualche ora (anche solo una spesso è sufficiente). Occuparsi d’altro per un po’, possibilmente un’attività ludica o rilassante. L’idea che manca il più delle volte arriva.
Monia Papa · Marzo 10, 2014 alle 9:02 am
Lasciar sgorgare le idee senza mai perdere di vista il lettore, che è la vera foce, essere ricettivi per farsi infettare dai virus benevoli dei pensieri altrui e… Staccare per qualche ora.
Ecco. Il consiglio di prendere, almeno per un po’, le distanze da un problema (come può appunto essere un blocco) mi sembra sempre un ottimo consiglio. Anche perché mi sembra anche uno dei più difficili da attuare: si sa che spesso sono le strade più accidentate a far “accadere” le idee. Quasi come folgorazioni.
Qual è la tua attività ludica/rilassante preferita Mister Gir?
girardihr · Marzo 10, 2014 alle 9:11 am
Ludica preferita non te lo dico :p e rilassante varia molto. Posso dirti che la cosa più efficace per lo scopo descritto (e che per me un pochino è ludica e un pochino rilassante) è osservare le persone in luoghi pubblici: un bar, un edicola, ma anche semplicemente passeggiare per una strada molto frequentata.
Monia Papa · Marzo 10, 2014 alle 12:27 pm
Adoro guardare le persone mentre fanno tranquillamente le loro cose da persone!
L’osservazione è l’attività che può rendere anche meno noiose (perfino fruttuose) le attese, le lunghe code, le file.
Le storie sono ovunque e alcune di esse non aspettano altro che essere raccolte.
Gloria Vanni · Marzo 10, 2014 alle 9:20 am
brava, bellissimo post, ottimo per iniziare un’altra settimana, tanti i consigli che dai e sono tutti molto, molto utili! Grazie Monia! Ah, la parola, la scrittura, il blogging scorrono nel mio sangue 🙂
Monia Papa · Marzo 10, 2014 alle 10:52 am
Grazie mille per i complimenti!
Mi sembra di vederli i tuoi globuli rossi che, in pieno stile “esplorando il corpo umano” se ne vanno a spasso per Gloria Vanni con il loro zainetto di parole 🙂
Mr Tozzo · Marzo 10, 2014 alle 9:25 am
Ciao molto interessante questo post. Il lettore sicuramente è la linfa vitale di ogni blog, ma non tanto perché fa aumentare il contatore delle visite, ma perché è lui che detta ciò che va e ciò che non va. Molte volte è anche fonte di ispirazione per un post e non parlo solo del lettore che viene sul tuo blog, ma anche del tuo follower su Twitter o di un fan su Facebook…basta una domanda, una parola per farti scrivere un post interessante.
Il blocco dello scrittore? Capita a tutti e secondo la mia modesta esperienza è meglio non forzare la mano e tentare di scrivere per forza (rischiando figuracce), molto meglio staccare la spina per un pò e poi tornare carico!!
Monia Papa · Marzo 10, 2014 alle 11:02 am
Ciao Mr Tozzo, benvenuto!
Sono proprio d’accordo con te: si scrive per i lettori ma colui che scrive non deve mai dimenticare l’importanza di essere lui per primo lettore.
Lettore dei propri lettori, certo, ma anche lettore di tutti gli spunti che le persone, continuamente, ci offrono.
Quale modo migliore per scrivere meglio che allenarsi leggere meglio il mondo? 🙂
Quanto allo sblocco del blocco in effetti staccare la spina può essere utile per un duplice motivo: ci si distrae e poi le idee, dispettose, spesso amano venire a trovarci quando siamo impegnati in altre attività. Quindi tenersi occupati può essere un buon modo per ri-mettere in moto la creatività!
Mr Tozzo con che attività preferisce distrarsi per poi ritornare alla scrittura con ritrovato vigore? 🙂
Mr Tozzo · Marzo 10, 2014 alle 11:10 am
Guarda quando hi proprio bisogno di staccare mi piace andare a fare una bella corsa per svuotare bene la testa 😀 , leggere (libri con argomenti che non hanno niente a che fare con il blog) e musica.
Altrimenti anche un bel viaggio (anche di 2/3 giorni) può essere utile per ricaricare le batterie.
Una volta riprese le forze inizio a leggere Twitter e Blog per vedere cose succede nel mondo del Web …e si ricomincia a scrivere 😀
Tu come fai ?
IlFabbricanteDiSpade (@DaniloSpanu) · Marzo 10, 2014 alle 9:53 am
Per ora è il mio sangue che scorre su ciò che scrivo, ma spero che un giorno possa anche accadere ciò di cui parli tu.
Ad ogni modo bellissimo post per cominciare la settimana. Consigli preziosi 🙂
Monia Papa · Marzo 10, 2014 alle 11:06 am
Caro Danilo sappi che ti ho appena immaginato come uno scrittore maledetto che, tenuto prigioniero nelle segrete di un castello, riempie fogli su fogli usando il suo sangue come inchiostro. Solo per lei: la destinataria delle sue lettere, la bella principessa che, ignara della prigionia dell’amato, crede lui l’abbia dimenticata.
(Certo, fuor di metafora la “bella principessa” può essere la tua aspirazione, la prigionia ciò che ti impedisce di raggiungerla e il sangue sui fogli l’impegno che comunque profondi. Bel verbo “profondere”, vero Danilo? 😉 )
Ad ogni modo grazie mille per i complimenti e buon inizio di settimana! 🙂
IlFabbricanteDiSpade (@DaniloSpanu) · Marzo 10, 2014 alle 11:50 am
Non sai quanto ci sei andata vicina… Spaventosamente vicina. Le parole scorrono per la principessa, c’è solo un’inesattezza: è lei stessa ad avermi imprigionato, dunque è consapevole delle catene.
Profondere (mumble mumble…), mi ricorda qualcosa 😉
Have a nice day
Monia Papa · Marzo 10, 2014 alle 12:30 pm
Sicuro che la principessa non soffra d’amnesia?
(Mi piace quando riesco a essere profondamente intuitiva 😉 )
Gian Marco (@GianCattini) · Marzo 10, 2014 alle 11:56 am
Inanzi tutto complimenti per l’articolo che trovo intenso ed avvolgente.
Per rispondere alla domanda se di risposta possiamo parlare io trovo che il blog ormai sia un’estensione di noi stessi. Un luogo dove possiamo esprimere la nostra visione del mondo, una porta aperta al dialogo ed al confronto. Il mutamento è una condizione necessaria e sufficiente per l’evoluzione umana, questo ce lo insegnano i libri di scuola, ma credo che questo valga anche per il blog data la sua particolare connessione alla nostra vita
Monia Papa · Marzo 10, 2014 alle 7:10 pm
Mi piace proprio tanto l’aggettivo “intenso”, sai?
Credo proprio che quando ci si relaziona con gli altri saper essere “intensi” spesso sia cruciale.
Il blogger dovrebbe puntare a una metafora del concetto fisico d’intensità: imprimere all’onda sonora del suo messaggio la giusta potenza e spalmarla su una buona area di potenziali lettori.
Trovo che la tua definizione di blog come “un luogo dove possiamo esprimere la nostra visione del mondo, una porta aperta al dialogo ed al confronto” sia molto azzeccata. Se poi con quelli con cui si instaura questo confronto si riesce anche ad avere “una corrispondenza d’amorosi sensi” è il massimo. E a quel punto si può essere (con ragionevole dubbio) certi che quell'”amore” resisterà ai cambiamenti. Perché “non è amore amor che muta al mutar dei mutamenti”. 😀
Ti ringrazio per questo primo commento e perché adesso sto pensando al blog quasi come a una “protesi” che ci permette di fare cose che altrimenti non potremmo fare… E chissà che ne uscirà da questa riflessione 😉
Lorenzo Brigatti · Marzo 10, 2014 alle 1:01 pm
Articolo brillante, come sempre! 🙂
Secondo me un blogger non può tagliare fuori la sua vita dal blog che scrive. i nostri lettori non cercano una verità oggettiva, ma vogliono scoprire un punto di vista unico e personale su un argomento di loro interesse. Certo, riuscire sempre a soddisfare le loro aspettative è un’altra questione! 😉
Voglio anche spezzare una lancia in favore del famigerato blocco dello scrittore.
Anziché vederlo come qualcosa da evitare a tutti i costi, preferisco considerarlo un momento in cui raccolgo idee ed energie che esploderanno in un progetto nuovo. In questi momenti preferisco raddoppiare la posta e mettermi a lavorare ancora più sodo per sviluppare idee interessanti.
Per dirla con le parole di Chuck Close: “L’ispirazione è per i dilettanti, il resto di noi si siede e si mette al lavoro.”
Monia Papa · Marzo 10, 2014 alle 7:28 pm
Grazie Lorenzo! (La studentessa di Medicina ringrazia questo lettore che ha il nome di un illustre De’ Medici)
Secondo me hai ragione: il “paesaggio” su cui i blog di una stessa nicchia possono concentrarsi è, più o meno, sempre lo stesso, la differenza la fanno gli occhi dello scrittore.
Inoltre credo che “blog/vita virtuale” e “altre occupazioni/vita reale” possano contaminarsi l’un l’altra. Penso, per esempio, a un avvenimento che ci capita e che diventa il punto di partenza un post sul nostro blog, ma penso anche a un commento a un nostro articolo che ci regala uno spunto da sviluppare nella nostra vita quotidiana.
Quanto al blocco sì, magari semplicemente non è il momento giusto per partorire le idee. Magari è il necessario “periodo di gestazione”.
E chiudo la risposta al tuo brillante commento con un’altra citazione “Il genio è per l’1% ispirazione e per il 99%… Traspirazione!” 😉
IlFabbricanteDiSpade (@DaniloSpanu) · Marzo 10, 2014 alle 1:27 pm
Ottima intuizione. Dicono che per le amnesie, la clava sia la cura migliore. Proverò e ti farò sapere 😉
Marco F. · Marzo 10, 2014 alle 1:28 pm
Il blogger non è un fiume in piena, crea argini, direziona le sue idee, le incanala e le porta con forza nel mare del web.
Davvero ottimi i tuoi consigli, da rileggere prima di scrivere un post… E il blocco dello scrittore non come un trombo ma come una bella scarica di adrenalina.
Monia Papa · Marzo 10, 2014 alle 7:55 pm
Diciamo che il blogger è (o dovrebbe essere) un fiume in piena versione platinum: un fiume in piena che però è pienamente capace di indirizzare le tue idee verso il mare giusto. Un fiume in piena che ha pieno controllo di sé.
Grazie mille per i complimenti e per quanto riguarda il blocco dello scrittore… Esatto, niente trombi. Che sennò si rischia di ritrovarsi a essere dei vecchi tromboni. Meglio vedere nella pausa (la chiamiamo pausa invece che blocco?) dello scrittore un momento in cui controllare con attenzione il proprio pentagramma e poi tornare a suonare come e meglio di prima.
glaurito · Marzo 10, 2014 alle 3:44 pm
Io estenderei questi consigli a tutti coloro che per occuparsi di se stessi si occupano degli altri. Farli propri per essere ad esempio un buon avvocato, un buon medico …
Monia Papa · Marzo 10, 2014 alle 8:00 pm
“Tutti coloro che per occuparsi di se stessi si occupano degli altri” mi sembra proprio una splendida definizione.
Tu faresti indossare questi suggerimenti più al te avvocato o al te scrittore? 🙂
glaurito · Marzo 11, 2014 alle 9:44 am
Sai, in fondo non riesco a scindere le due attività. in entrambi i casi la vita mi serve come sceneggiatura e criterio d’interpretazione. E in entrambi i casi, i tuoi consigli sono Vangelo (il religioso olandese che predicava al polo, di un mio vecchio post) 😉 Del resto anche tu, l’hai scritto, coltivi ubiquamente i microorganismi …
francescagarrisi · Marzo 11, 2014 alle 6:43 pm
sono ipocondriaca, ma ho trovato geniale la metafora biologica. a rileggerti 🙂
Monia Papa · Marzo 12, 2014 alle 7:21 am
Sono contenta che questa mia nuova lettrice abbia “esorcizzato” l’ipocondria a suon di metafore 😉
Benvenuta Francesca!
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