I 4 blocchi dello scrittore

i 4 blocchi dello scrittore
È come se ti formicolassero i pensieri. Come se una grande area del tuo cervello che controlla un distretto anatomico minuscolo ma gli fa fare movimenti minuziosi fosse atrofizzata. Come se dentro la tua testa fosse crollato un intero palazzo e lì c’erano le poste e tutte le tue intenzioni sono state spedite a indirizzi sbagliati con buste scritte da una grafia illegibile.
Ecco, bloccato.
Provi a girare la manopola della radio mentre suona una canzone commerciale ma tutto sembra scoordinato e inciampi nella frequenza sbagliata e l’indice e il pollice si fermano su una stazione che trasmette solo rumore bianco. Come quando scrivi e ti domandi se è peggio quando mentre stai scrivendo ti senti bloccato o quando che sei bloccato non lo percepisci neanche più perché nel blocco dello scrittore ci sei invischiato. E una nuova Natività è lontana.
Ma un blocco dello scrittore non si sa ancora se esiste. Sembra più probabile ne esistano quattro.
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Tu sai scrivere come le api? Provaci in 15 passi

scrivere come le api
 
La vita di chi scrive è come una luna (un lunapark, un’alternanza di maree, un ciclo con momenti di pienezza e giorni di assoluta mancanza…). Un’eterna luna di fiele. Ma anche un’eterna luna di miele. Chi scrive è come un’ape che, operosa, lavora per produrre il nettare della propria scrittura e che conosce bene le potenzialità del proprio pungiglione. E poi chi scrive deve imparare a oscillare tra il (cappello) giallo e il (cappello) nero (sì, ho letto “6 cappelli per pensare” di Edward de Bono).

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Web writing in 3 parole: sale, core, more

web writing in 3 parole
Se la buona scrittura fosse figlia della musica vuoi sapere secondo me che genitori avrebbe? Un genitore sarebbe una di quelle melodie immortali. Una di quelle melodie che riescono a vivere in eterno perché ognuno che le incontra se le porta per un po’ dentro. L’altro genitore sarebbe invece un ritornello.
Sì, ho proprio detto ritornello. Una strofa orecchiabile. Uno di quei versi che ti colpiscono subito, appena li senti. Una di quelle cose che ti rimangono in testa. D’altronde se dedichi così tanto tempo alla scrittura è perché la scrittura si è presa oltre alle tue dita anche la tua testa.
Per non lasciare storpio il tuo talento da scribacchino e far sì che tu faccia di te un web writer, o uno scrittore, un poeta o un autore ho allora pensato di storpiare quel ritornello che diceva “dammi tre parole: sole, cuore e amore“. E poi, dato che sono così anticonformista, ho iniziato dalla fine: sì, dalle more.
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Voluntas Scrivendi Pt.2

Voluntas Scrivendi Pt 2 (Waldo_Is_An_Ink_Splatter_by_Nero84)
Tu vuoi scrivere.  Ne hai voglia ma non solo. Perché la voglia può passare facilmente con un colpo di spugna. Mentre tu sei una spugna solo quando si tratta di assorbire inchiostro e poi, come un polpo, usarlo per imbrattare i fogli.
Sai che per scrivere ci vuole oltre alla voglia anche la volontà di scrivere. Allora tira fuori gli artigli.  Lustrati il pelo per presentarti a orde di lettori al meglio, finisci di leccarti i baffi su cui sono rimaste ancora alcune parole dell’ultimo libro che hai letto, sbroglia la matassa delle storie e dei progetti che ti frullano in testa e preparati a partorire non un gattino cieco, figlio della fretta, ma uno scritto… graffiante.
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Voluntas Scrivendi (Pt.1)

voluntas scrivendi
Sai quando cerchi una parola? Stai facendo un discorso (o, meglio ancora, lo stai scrivendo) e senti che la parola giusta è lì. Come il momento giusto che hai la sensazione si diverta a spostare a caso le lancette del tuo orologio, la persona giusta che non è lui/lei ma non sei neanche tu, la risposta giusta che arriva, se arriva, al momento ormai sbagliato.
La parola giusta è sempre sulla punta della lingua perché, tu che ami scrivere, la tua proprietà di linguaggio non perdi occasione per farla allenare per avere più armi con cui competere contro gli ostacoli che potrebbero frapporsi tra te e gli obiettivi che hai puntato.
La parola giusta, in questo caso, non è voglia. Certo tu hai voglia di scrivere perché, anche se non sempre ti piace perché è come usare la punta della bic per rimescolarsi il contenuto del torace, se dovessi rinunciare a scrivere non sapresti darti pace. E la parola giusta non è neanche desiderio perché, anche se stai cercando di far avverare i tuoi sogni in punta di penna come una ballerina che sulle punte esegue il suo saggio e saggia le sue abilità, nessun genio potrebbe realizzare per te ciò che desideri.
La parola giusta è volontà. Per questo in questo post la protagonista indiscussa sarà proprio la volontà.
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Iniezione di motivazione (per) n°1

Iniezione di motivazione n°1
Lo sai che di tanto in tanto mi piace cambiare in corsa i programmi, anche i miei stessi programmi, no?  Perché, in effetti, normalmente nella vita succede proprio così. E allora possiamo scegliere di fornire nel nostro blog una versione edulcorata della realtà. Un teatrino di marionette. Qualcosa come i “santini latte e miele” citati da Emma ne “Il lupo della steppa”. Oppure possiamo scegliere di essere autentici.  Perché se quando scrivi storie ti sforzi di essere credibile quando scrivi la storia della tua vita è a essere incredibile che devi sforzarti.
Così ho pensato di indossare un paio di scarpe nuove. Quelle che per antonomasia sono più scomode delle altre perché, per quanto tu abbia imparato a adattare le tue parole a ogni contesto ci vuole un po’ di rodaggio prima di riuscire a dare un calcio alle proprie reticenze e rendere la propria scrittura calzante al nuovo percorso.
Intanto, però le sfide incalzano senza sosta. Tu sei pronto a imparare la lezione dell’albatros?
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Spesso il male di scrivere ho incontrato

Spesso il male di scrivere ho incontrato
Ogni mattina il cartellino più bello lo timbri quando ti metti a lavorare alle tue passioni. Quelle passioni a cui dichiareresti il tuo amore con un cartellone, quelle passioni che, quando hai l’occasione di coltivarle ti senti fortunato come se avessi beccato la cartella vincente giocando a tombola e senti che nessun guaio potrà mettere becco nel tuo momento di grazia perché la tua passione è al tempo stesso il tuo nido e la spinta a spiccare il volo.
Ti immagino lì, con la tua cartella. Pronto a imparare sempre cose nuove e a compilare la cartella delle vite delle persone che ti trovi a leggere, pronto a riempire miriadi di cartelle editoriali ben consapevole di come la scrittura può essere un impagabile strumento. Anche quando il tuo strumento è spesso il fonendo. Perché, se è pur vero che uno scritto al giorno toglie il medico di torno è anche vero che se si usa nella cura la scrittura può essere più piacevole avere un medico intorno.
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