
Sono in questo negozio enorme dove c’è tanto di tutto. Ci sono tanti oggetti e tante persone e in certi angoli gli oggetti si muovono più in fretta e pure con più grazie delle persone che trattano gli oggetti da oggetti ma che chissà se se lo chiedono mai come sono trattate dagli oggetti.
Devo comprare un paio di scarpe ma sono indecisa su quale numero prendere e allora li prendo entrambi perché non è che proprio sempre sempre bisogna scegliere nel senso di rinunciare, a volte magari si può pure scegliere nel senso di alzare gli occhi e prendere tutto.
Alzi gli occhi è capisci che il limite è addirittura ben oltre rispetto all’orizzonte.
Esco e nel dubbio prendo la scarpa destra di un numero e la sinistra di un altro. Perché vogliamo tutto, appunto, così a volte ci ritroviamo con due piedi in due scarpe (versione riveduta) e il problema è che non sempre a ogni passo riusciamo a sfruttare al meglio entrambe, le scarpe.
Queste scarpe, poi, sono pure complicate. Provo a metterle e fatico a infilarle e bisogna allacciarle e il laccio è difficile da fare e perdo tempo e non ho tempo perché già sono in ritardo. Anche se in qualche modo ho scelto di esserlo. Ma da quando qualcosa diventa semplice solo perché è la nostra scelta? Non lo diventa.
Ma anche quello che non è semplice affatto può essere incantevole.
E di cose incantevoli qui ce n’è a pacchi. Scarpe e scarpe piene dei vostri passi, Calamisti. I passi che vi hanno portato fino a qui, certo, ma anche e soprattutto i passi in avanti che questo posto ha fatto grazie a voi, i passi che abbiamo fatto insieme.
C’è del magico nel Regno di Calamo.
E è il momento di tirare fuori le vostre bacchette magiche e di fare tutti insieme nuovi, stupefacenti, passi avanti.
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