Sono un aspirante scrittore. Ma voglio smettere

remington, aspirante scrittore, voglio diventare uno scrittore, scrivere un libro, pubblicare un libro, fare soldi scrivendo, guadagnare con un libro, come diventare uno scrittore famoso

Controindicazioni e precauzioni d’uso

La lettura di questo post è controindicata nei pazienti affetti da una voglia di scrivere cronica, soprattutto se con una forte tendenza alle riacutizzazioni. L’uso è inoltre sconsigliato a chi è nel pieno della gestazione di un progetto creativo. Particolare cura alla posologia va posta se il post viene somministrato a unicorni impenitenti, mostriciattoli conclamati, soggetti che, a seguito delle opportune analisi del sangue magenta, hanno mostrato un livello di porporinosità elevato (attenersi alle linee guida in merito).

Effetti collaterali

Il post potrebbe far venir voglia a chi lo assume in prima battuta di trombizzare la propria vena creativa. Se la dose viene assunta in maniera completa il rischio più grande è invece quello di voler assolutamente prendere parte alla nuova edizione di #Scrittura28. Il paziente potrebbe quindi riscontrare rash cutanei che, al tatto, svelano di essere grandi classici letterari scritti in braille e perdita di coscienza con incoercibile impulso a iscriversi alla Calametta per sapere di più di questo gioco pericolosissimo che sarà la nuova-edizione-di-Scrittura28-forse-si-chiamerà-#LettereMagenta dall’idea di una Satrapante d’eccezione, Emma.

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Burroughs, parole di burro e un progetto dentro cui scivolare

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“La mia teoria generale fin dal 1971 è stata che la Parola è letteralmente un virus, e che non è stata riconosciuta come tale perché ha raggiunto uno stato di relativamente stabile simbiosi con il suo ospite umano; vale a dire, il Virus Parola (l’Altra Metà) si è imposto così saldamente come parte accettata dall’organismo umano da poter adesso sghignazzare dietro ai virus gangster come la varicella e spedirli all’Istituto Pasteur. Ma la Parola porta chiaramente l’unica caratteristica di identità del virus: è un organismo senza altra funzione interna che quella di replicare se stesso”

(William S. Burroughs)

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L’imperdibile referendum dei gattiny da best seller

gattiny

Il punto è che siamo una repubblica.

Una repubblica fondata su cosa?

Sulle cose nel nostro manifesto, per esempio.

Tipo sulla porporina e sui mostri e sul #fattoremagenta?

Eh. E sul gelato e sugli unicorni e sugli arcobaleni e sulle somministrazioni endovena e sulle parole, una miriade di parole, e sulla felicità im-possibile e su ciò che è carino e atterrente e…

E sui gattiny che conquisteranno il mondo scrivendo romanzi da milioni di copie solo con qualche meow e le loro instagram-foto?

Stiamo diventando un regno grande in effetti. Serve un referendum.

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Perché la scrittura è… Goya

perché la scrittura è goya (cavie)

Booboo, la cavia più famosa del webbb


Era lì, con gli occhi talmente sgranati che veniva da domandarsi quanto male stesse fotografando il mondo. Era lì, con le pupille talmente spalancate, che veniva da chiedersi se dentro avesse davvero tanto spazio per accogliere tutto quello che passando dalle pupille gli si sarebbe potuto facilmente infilare dentro. Era lì e ci ripeteva avrete sempre una qualche scusa per non vivere la vostra vita” (Ciao Palahniuk, papà di tutte le cavie d’inchiostro, tante grazie, sempre tante)”. Per questo l’annuncio, la proposta, l’idea sparata in faccia come pallottole a aria compressa, ci sembrava così allettante da volerci tirare indietro eppure così spaventosa da non poter far altro che coglierla al volo:

“Doveva essere un ritiro per scrittori. Un posto sicuro. Una colonia appartata di scrittori, dove avremmo potuto lavorare… Nient’altro che persone che leggono storie ad alta voce. Persone in cerca di un’idea capace di emanare la sua eco per l’eternità”.

 

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#Scrittura28, il gioco per te che sei fatto d'inchiostro

Ink Calendar su Calamo Scrittorio
Siamo (fatti dal) le cose che tocchiamo, quelle che ci toccano e anche quelle in cui ci riconosciamo. Per questo quelli che sono fatti di scrittura sono così aggrovigliati: la penna è una rete.
Spesso cerchiamo altre “tazze rotte nello stesso punto” per non cadere a pezzi e apprezzare meglio ciò che ci circonda ma, a volte, più che di compagni di talamo abbiamo bisogno di compagni di Calamo.
Sì, caro compagno, il soggetto raffigurato nell’immagine che stai guardando è proprio un incredibile calendario.
Appena l’ho visto ho pensato “ci somigliamo”. Perché funzioniamo a inchiostro. Anche tu vai avanti a biro, amore e fantasia? Allora dovresti proprio prendere parte al gioco #Scrittura28.
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