Sei uno scrittore magnum?

sei uno scrittore magnum?
Il fatto è che a noi piacciono le parole, vero? Ci piacciono così tanto che quando ci troviamo di fronte a una parola che può avere più di un senso ci sembra di stare davanti a un caleidoscopio di emozioni di cui osservare ogni sfumatura. Oggi ti va di scrivere in pompa magna giocando con uno dei significati della parola magnum?
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C’era una volta uno Scrittore… (e un Web Writer, un Poeta, un Autore…)

c'era una volta uno scrittore...
Ogni volta che scrivi un articolo, un post, un editoriale, una recensione, un verso, un capitolo del tuo prossimo libro,  ogni singola volta che tracci una parola nuova di questa parola ti resta una traccia. Una traccia che, se di scrivere quello che è scritto ne è valsa la pena, è una traccia che ti migliora.
Perché ogni parola entra a far parte della tua storia. Ma tu, che tanto ami e sai scrivere, di che storia vuoi essere protagonista? Vedi il tuo rapporto con la scrittura come un harmony in cui si racconta un amore non ricambiato? O vedi la tua vita sempre a fianco delle parole come una trilogia dell’orrore dove tanti, troppi, segni lasciati dalle tue penne?
Invece prova a vivere con la scrittura una fiaba: il messaggio del post di oggi te lo darò con l’AMP Ciclico (perché ci vuole sempre un messaggero perché giunga a destinazione lo stimolo.)
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Questa non è una recensione

Questo non è un post
Sì, hai proprio letto bene. Questa non è una recensione. Forse non è neanche un vero e proprio post. Quindi prendi questo non-post come uno spunto spuntato all’improvviso. Uno spunto che dà una spinta alla tua voglia di spingerti oltre. Un post che ti spinge a dare una spuntata alla tua continua voglia di cercare altrove risposte. Un post che parte da un libro come si parte da una stazione con la convinzione che tutti i treni siano uguali per il solo fatto di essere figli della stessa stazione. Ma non è mai così. Ti va di combinare i tuoi binari coi miei?
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Il blogger, Baudelaire e l’ispirazione al tempo del web writing

Il blogger, Baudelaire e l’ispirazione al tempo del web writing
Quando smetti di bocciare a priori ogni tua idea sono tante le cose che possono sbocciare. Può sbocciare l’amore per la scrittura, perché la scrittura sì che sa come farsi amare, possono sbocciare diversi progetti, svariate trame che erano già state seminate nella tua fantasia e che aspettavano solo la stagione giusta per fiorire sulla carta, ma possono anche sbocciare oleandri bianchi e da questi bisogna sapersi guardare.
Trasformare l’ispirazione in azione significa anche questo: saper coltivare i fiori migliori del giardino delle proprie idee. Ma qualche volta si può trarre ispirazione anche dai fiori del male: che ne diresti perciò di dare un’occhiata a delle citazioni dall’omonima opera di Baudelaire per scoprire cosa certi grandiosi artisti del passato possono insegnare a un blogger?    (altro…)

Il blogger che ride

Il blogger che ride

Questa è una cieca. È un’anomalia? No. Noi siamo tutti dei ciechi.

Raccolgo l’uomo che ride di Victor Hugo da terra. I libri hanno un potere speciale: sanno come catapultarsi giù dai ripiani quando sentono che ciò che ti serve per fare il pieno è essere catapultato dentro una storia. Lo prendo, apro una pagina a caso e leggo. Rifletto su come, per quanto ci sforziamo di leggere tra le righe, di guardare oltre, a volte proprio non riusciamo a vedere più in là del nostro naso. E mentre rifletto fiuto l’occasione di offrirti un pezzetto di questo mio momento, e del successivo spezzatino di riflessione, spezzettando per te il brano. E commentando insieme, indossando le lenti di chi scrive, un passo alla volta ogni passaggio della citazione.

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Un post, 9 con(s)igli e i post-umi pasquali

Un post, 9 con(s)igli e i post-umi pasquali
Ancora devi riprenderti dai post-umi della Pasqua, no? Che poi, in effetti, Pasqua chissà quando è finita per te. Niente è finito finché non è finito. Perché le fini sono fatte così: perseguono fini ignoti ai più così scelgono di giungere nei momenti che ritengono più adatti a raggiungere i loro scopi. Inutile tentare di tenersi stretti i momenti: la fine, di quell’esperienza, prima o poi arriva. E quasi sempre arriva quando meno te l’aspetti. Ma ora basta fare le teste d’uovo: è il momento di divorare 9 consigli a sfondo pasquale con la stessa velocità con cui dai fondo alla dispensa e divori le uova di cioccolata.

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Scrittori sulle nuvole e un quadrato di consigli spazio-temporali

Scrittori sulle nuvole e un quadrato di consigli spazio-temporali
Questa cosa di scombinarmi da sola i piani inizia a diventare divertente. Qualcosa da centellinare, certo, ma da godersi appieno se capita una volta ogni cento. Oggi che è successo?
Oggi succede che canno l’orario di pubblicazione del post quotidiano perché dimentico che il mio blog ha un concetto del tempo tutto suo (sì, dovrei modificare le impostazioni di WordPress. Sì, mi dimentico sempre di farlo) e così mi sembra quasi un segno mandato dal folletto di WordPress-Landia a insegnarmi che non importa se hai già un colpo in canna: potresti, proprio all’ultimo momento, renderti conto che faresti meglio a cambiare arma.
Così mi fermo a leggere i commenti al post precedente. Parole-confessione incise dentro il loro autore. Assolutamente meravigliose. E penso a come questi momenti di condivisione meritino spazio e tempo. Più spazio e più tempo di quello che normalmente forse ci concediamo come scrittori. Perciò se tu, caro lettore tentennante vorrai tentare di lasciare anche tu una tua traccia mi regalerai un sorriso che mi illuminerà tutta la faccia ma, intanto, continua a leggere qui. Per fare altro c’è tempo. Per il resto c’è spazio.
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La scrittura è l’altra metà della mela?

bicibaco
Tu sei qui, con me, e noi due dobbiamo parlare: prima di immergerti nella lettura ci sono alcune cose che devi sapere. Giusto per scegliere meglio che maschera (da sub) indossare. Si parlerà di mele, è vero, ma non è un post di diete, ché qui, in effetti, la linea di cui più ci importa è quella editoriale. Se uno scritto al giorno toglie il medico di torno non sarà forse che la scrittura può essere la mela-nina che colora le tue giornate? Soprattutto se il sole della passione ti ha accecato con uno dei suoi raggi e ora pedali sulle ruote a raggi della scrittura perché il sogno di scrivere è una bicicletta che hai voluto con tutte le tue forze.

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Come arpionare il lettore? Impara da un Capitano della sceneggiatura

Come arpionare il lettore? Impara da un Capitano della sceneggiatura
Per fare un libro ci vuol la carta. Come la carta su cui si disegna la mappa del tesoro. Quale tesoro? Per ogni scrittore non è solo la storia il vero tesoro: il bottino da custodire in un forziere (con una copertina rigida possibilmente) si riempie infatti di monete ogni volta che quel pirata dello scrittore riesce a fare razzia del tempo e dell’attenzione di un lettore.
Ma che razza di carta sarebbe senza un albero? Magari, dato che uno scrittore, come tutti del resto, non dovrebbe mai smettere d’impegnarsi per imparare, potremmo scegliere un albero maestro. Proprio come l’albero maestro di un’imbarcazione. Perché serve un vascello ben più resistente di un fuscello per solcare i mari della letteratura fino a arrivare al successo letterario, meta ambita come un’ampia isola lussureggiante. Lo sai che pare il nome Sydney derivi da diversi toponimi con come significato proprio “ampia isola”? In questo articolo, a proposito di scrittura, si parlerà di un Syd. Un certo Syd Field. Due parole per presentartelo? Come direbbe Wikipedia “screenwriting guru”.
Per fare l’albero però ci vuole il seme che, per nascere, ha bisogno di un frutto. Un frutto come la creazione di una storia che è frutto di tante fatiche creative. Ma non c’è frutto senza fiore. Perciò sì, per fare un libro ci vuole un fiore. O un fioretto. Come la spada che vedi proprio adatta a essere impugnata da Capitan Uncino. Sì, in questo articolo ci sarà anche per lui un posticino.
 
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