
Quando ti appresti a scrivere un articolo ti si gela il sangue? La paura di ricevere dai lettori solo gelo ti fa presto desistere? La ricetta magica non esiste ma per scongelare la tua voglia di creare puoi pensare al tuo blog come a una gelateria. Continua a leggere e preparati a alzare il cornetto: il lettore ti aspetta.
Scrittura a cono: la piramide rovesciata
Individua la crème de la crème dell’argomento che vuoi trattare e mettila in cima: scrivere seguendo la forma di un cono, infatti, significa scrivere secondo la tecnica della piramide rovesciata. Quando versi i contenuti nella struttura del tuo post stai riempiendo un imbuto che, più ampio in alto, ti fa avere al primo assaggio una panoramica generale e che proseguendo nella lettura ti porta a scivolare nel particolare.
Cialda: l’impalcatura del tuo articolo
La cialda è la colonna portante di un cono gelato: come non c’è cornetto senza cialda così non c’è post senza struttura. Pensa alla cialda del tuo post come all’impalcatura fondamentale del tuo articolo, lo scheletro (tutto da mordere) del tuo scritto ricco di mordente. Il contenuto del tuo post dovrà essere delizioso ma anche il contenitore deve essere gustoso.
C’è chi preferisce lavorare stendendo una scaletta, più o meno accurata, prima di iniziare a scrivere e chi punta a stendere il lettore con un getto di scrittura ma l’importante è che la struttura del tuo post sia… croccante. Il modo in cui i tuoi pensieri sono organizzati deve infatti mettere al lettore voglia di divorare il tuo post e la rete impressa sulla cialda del tuo post deve avere una trama solida per racchiudere come si deve il contenuto.
Palline di gelato: i contenuti del post
Il momento in cui riempi il cono è il momento in cui ti dedichi ai contenuti. Per prima cosa devi trovare il gusto giusto per te. La gelateria del tuo blog può offrire vari gusti per i vari tipi di lettori ma ti serve un gusto di punta. Il tuo gusto è il sapore di base di ogni tuo post, il carattere che dai a ogni carattere che scrivi, l’intonazione che usi per parlare nel tuo cornetto. Trova il tuo sapore e avrai trovato il tuo stile nell’esprimere il sapere.
Più ci si allena a scrivere più la tentazione di impilare parole su parole è dolce. Le parole del resto sono pile che danno energia al post ma è meglio fare attenzione a crearne una pila troppo alta. Potrebbe franare. Quando metti una sull’altra le palline di gelato devi mostrare al massimo le tua abilità di giocoliere ma devi anche mettere in conto che con qualche parola potresti sbagliare il tiro e che alla fine, l’ultima parola sulla qualità del tuo cono, è sempre del lettore.
Granella di nocciole: una dolce anticipazione
Un titolo che mette curiosità, un’immagine accattivante, un incipit interessante tutto questo è la granella di nocciole, l’anticipazione della delizia che il lettore assaporerà se sceglierà di affondare gli occhi sul tuo post. Stuzzica il palato del tuo visitatore anticipandogli contenuti allettanti ma attenzione alle promesse di marinaio: se deluderai il lettore il tuo blog verrà steso (su un letto di critiche come chiodi) e i lettori veleggeranno verso siti migliori.
Punta di cioccolato: un epilogo gustoso
Hai presente quel momento goduriosissimo in cui il tuo cono e quasi finito e tu stringi tra l’indice e il pollice l’ultimo pezzo di cialda? Ecco. Quello è il momento in cui devi lasciare nel tuo lettore/mangiatore di post/gelati un buon ricordo. La punta di cioccolato è la sorpresa finale, l’ultima piccola grande attenzione al visitatore che può fare la differenza tra un addio e un arrivederci. È la tua firma, il tuo saluto in chiusa, il momento in cui chi è arrivato alla conclusione se si sarà sentito coinvolto condividerà con te le sue impressioni e, del tuo post, farà salire il numero delle condivisioni.
E se ti stai leccando i baffi…
… Fai una cosa in barba alla pigrizia. Gustati un gelato. Letteralmente (perché no?) e soprattutto metaforicamente. Senti che il blocco (di ghiaccio) dello scrittore si sta sciogliendo? Mentre i tuoi neuroni battagliano a colpi di palle di neve tu gioca con le tue idee come con palline di gelato. Scrivi quello che avevi già in testa ma che non riuscivi a tirare fuori e poi, se ti va, condividilo qua.
38 commenti
girardihr · Marzo 12, 2014 alle 8:51 am
Incontestabile, come sempre Spiritello. Bello, più scorrevole del tuo solito: mi piace. E soprattutto se è vero che la piramide rovesciata è una cosa conosciuta, è altrettanto vero che questa prospettiva della punta al cioccolato, il boccone speciale messo in fondo è più interessante del classico “chiudi con una cta”. Questo, è un valore aggiunto che apre diverse prospettive. Brava Monia!
Monia Papa · Marzo 12, 2014 alle 10:38 am
Sai com’è, quando si è impegnati a gustare un buon gelato (seppur letterale) è più difficile lanciare la lingua in frasi arzigogolate (ecco!): sono molto contenta di sapere che questo articolo si è lasciato divorare da te più facilmente 🙂
Nei tuoi post, per esempio, la vera CTA mi sembra proprio sia un cioccolatino che inviti il tuo lettore a cercare e assaporare al di fuori del tuo blog.
Mr Tozzo · Marzo 12, 2014 alle 9:13 am
Sinceramente non avevo mai pensato alla tecnica del gelato !!! Molto interessante 😀
Monia Papa · Marzo 12, 2014 alle 10:40 am
Adesso ogni volta che mangerai un gelato, mi raccomando, pensa anche alla scrittura! 😀
Mr Tozzo · Marzo 12, 2014 alle 10:42 am
Certo ;D
mikimoz · Marzo 12, 2014 alle 10:34 am
Bella metafora, io ci aggiungerei anche la panna montata che ti prepara ad entrare nel tuo mondo.
Per fortuna non ho mai avuto il blocco dello scrittore, non mi sono mai posto problemi simili con sangue gelato e paure di ricevere commenti: non sarei un blogger, altrimenti 😉
Moz-
Monia Papa · Marzo 12, 2014 alle 10:42 am
Miki a cosa diamo il ruolo di panna montata? Dovrebbe essere qualcosa che tu offri ma che il visitatore può scegliere o meno di aggiungere alla sua esperienza di lettore…
mikimoz · Marzo 12, 2014 alle 11:15 am
Beh, anche la granella allora può essere non richiesta!
Ma in un gelato completo, la panna c’è, e per me il suo ruolo è quello di preparare il lettore ad entrare nel tuo mondo. Magari è la grafica circostante, o l’immagine di apertura. O magari ancora, l’immagine di apertura è il biscottino di cialda, chissà 🙂
Moz-
Monia Papa · Marzo 12, 2014 alle 11:23 am
Sai stavo pensando anch’io alla grafica… Quindi opterei per panna=grafica e biscottino di cialda (come ho potuto tralasciare il biscottino di cialda?)=immagine di apertura!
Certo, magari c’è anche qualcuno (folle!) che non ama la punta di cioccolato ma noi siamo golosi (di parole) 😉
mikimoz · Marzo 12, 2014 alle 11:52 am
Io compro il Cornetto Algida quasi solo per la punta di cioccolato, baby! Pensa tu! 🙂
Comunque, per come vedo e vivo io il blogging, spesso si può fare anche una superzuppa zozzosa con gelato, cialde, biscotti, panna ecc ecc… Non ci sono regole fisse, l’unica regola è abbandonarsi alla fantasia: se hai un tuo stile preciso, il lettore lo riconosce e ti seguirà sempre.
Ma parlerò di questo domenica, anche io dirò la mia sul come si fa blogging! XD
Moz-
Monia Papa · Marzo 12, 2014 alle 1:19 pm
Miki… Ti capisco! Potere alla punta di cioccolato!
Domenica blogging in salsa Moz? Da segnare sul calendario 😀
mikimoz · Marzo 12, 2014 alle 6:00 pm
Eheh, domenica avviso io tutta la cricca (tu, Imperi, Rob, Riccardo, Cris…) sarà un post che invade il vostro campo da gioco :p
Moz-
Alessandra Toni · Marzo 12, 2014 alle 10:40 am
Sto proprio adesso assaporando quella punta di cioccolato golosissima e che, come accade con ogni tuo post, suggella un “arrivederci”.
Brava Monia, un altro post curioso, intelligente e ricco di spunti.
Uno su tutti, quella pila di palline che se non prestiamo attenzione, potrebbe franare tra le nostre mani e tra quelle dei nostri lettori/assaggiatori, diventando solo fastidiosa e un po’ appiccicosa.
Ancora complimenti e alla prossima, Monia…io intanto corro ad addentare un bel cono! 😉
Monia Papa · Marzo 12, 2014 alle 10:51 am
In questi giorni dissemino spunti da romanzo rosa un po’ ovunque quindi sai che ti dico cara Ale? Che forse ogni post è come un primo appuntamento: devi dare al lettore una buona ragione per aver voglia di uscire ancora con te.
E sì, se per il primo appuntamento andate in gelateria meglio non ordinare il cono versione Torre di Babele o il disastro è in agguato!
Grazie mille per i complimenti, mia brillante assaggiatrice. 🙂
francescagarrisi · Marzo 12, 2014 alle 12:48 pm
“Più ci si allena a scrivere più la tentazione di impilare parole su parole è dolce.”
non potevi dirlo meglio 🙂
Monia Papa · Marzo 12, 2014 alle 1:20 pm
Grazie mille!
Francesca che gusto preferisce per le sue parole di gelato?
francescagarrisi · Marzo 12, 2014 alle 1:28 pm
ho una preoccupante tendenza ad appassionarmi a gusti in stridente contrasto tipo amarena e stracciatella 🙂
Marco F. · Marzo 12, 2014 alle 1:01 pm
Questa metafora mi apre a nuove prospettive… D’ora in poi, quando scriverò, penserò sempre al tuo gelato, Monia.
Ho già capito che ingrasserò… Ma va bene così! 😀
Monia Papa · Marzo 12, 2014 alle 1:21 pm
Non voglio responsabilità per la famigerata prova costume ma… Sono sempre felice quando qualcuno si immerge nelle mie parole e si diverte a sguazzare in ciò che scrivo! 🙂
Marco F. · Marzo 12, 2014 alle 1:27 pm
Da leccarsi i baffi, questa volta!
Francesca Ungaro · Marzo 12, 2014 alle 1:03 pm
Non amo il gelato (assurdo eh?) eppure me ne hai fatta venire la voglia!
E mi hai dato l’entusiasmo per scrivere anche oggi un altro post, grazie mille Monia!
La tecnica del cono è perfetta: se arrivi a leggere fino alla fine – sotto la pallina di gelato – vuol dire che hai avuto avuto il desiderio di approfondire, entrare nei dettagli oltre la superficie di granellosa, oltre all’immagine, per gustarti veramente tutto.
E allora, mentre godrai della punta di cioccolato, avrai imparato qualcosa di nuovo e ti sarai confrontato davvero con chi ha scritto …il gelato.
Bravissima!
Monia Papa · Marzo 12, 2014 alle 1:26 pm
Non ami il gelato? Sì, un po’ assurdo, ma a Francesca Ungaro si perdona tutto 🙂
L’entusiasmo è tra le “malattie contagiose” decisamente la mia preferita: grazie a te per il sostegno!
Mi piace pensare che quando la tecnica del cono funziona si ritrova sotto il cono di luce di un riflettore non soltanto il gelataio/scrittore ma anche (e soprattutto) il lettore.
Perché un blog è come una famiglia fatta dal (o dai) blogger e dai suoi lettori: o tutti si vince o tutti si perde.
Mille grazie! 😀
Francesca Ungaro · Marzo 12, 2014 alle 1:37 pm
“O tutti si vince o tutti si perde”, verissimo.
E’ la condivisione: il segreto di ogni comunicazione riuscita!
E anche se non amo il gelato, anche io – come Miki e come te – compro il cuore di panna dell’Algida solo per la punta di cioccolato 🙂
Un abbraccio entusiasta!
Daniele · Marzo 12, 2014 alle 1:56 pm
Che ne dici di aggiungere altre cose, diciamo “gadget”, da mettere sul gelato? Io prendo il cono sempre con panna. E magari in alcuni casi puoi avere le M&M’s o un biscotto infilato sulla punta del gelato.
Le M&M’s potrebbero essere le immagini: non sono propriamente utili, ma ti fanno gustare meglio il gelato.
Il biscotto invece i bottoni sociali: il tuo amico lo usa per assaggiare il tuo gelato. Anche questa è condivisione.
Monia Papa · Marzo 12, 2014 alle 8:13 pm
Con la trovata del biscottino di cialda come metafora dei bottoni sociali credo tu ti sia guadagnato un diritto vitalizio di condivisione di tutte le gelatate che ci saranno d’ora in poi sul blog e non solo! (se si dice “pizzate” per indicare serate in cui si mangia la pizza perché non dire “gelatate” per indicare riunioni dove a farla da padrone è il gelato? Tranne per la nostra Francesca Ungaro, certo…)
Francesca Ungaro · Marzo 12, 2014 alle 8:39 pm
Tranquilla, mentre voi mangiate il gelato io leggo, commento, condivido e mi sorseggio un bicchiere di vino! Bacio 🙂
Monia Papa · Marzo 12, 2014 alle 8:54 pm
Francesca sappi che mi serve una guida in fatto di vini perché sono imperdonabilmente poco preparata…
Ma iniziamo dai bianchi? Magari con le bollicine? 🙂
(Ecco, se un post fosse un bicchiere di prosecco i lettori sarebbero le indispensabili bollicine senza cui il calice perderebbe di senso!)
franciungaro27 · Marzo 12, 2014 alle 9:06 pm
Esatto!
Bellissimo…! 😉
Alberto Riva · Marzo 15, 2014 alle 4:36 pm
Ho gustato l’articolo, ho letto e gustato i commenti.
Ho quindi inviato il link a tre collaboratori che, come me, scrivono con la tecnica del “soffritto” (con punta di bruciato..)
Bene, ora va tradotto ed esportato! #sharingItaly
Monia Papa · Marzo 15, 2014 alle 5:16 pm
Ecco, la “tecnica del soffritto” è proprio geniale!
Adesso però ce la devi raccontare dettagliatamente!
Dopo tanto gelato una frittura fatta a regola d’arte ci sta proprio… 😀
Alberto Riva · Marzo 16, 2014 alle 1:20 pm
Non intendo sottrarmi al racconto, aspetto però la fine di questo lunedì di lavoro, per integrare con eventuali commenti di Camillo, Manuela, Roberto (in modo INpersonale: i collaboratori…)
Monia Papa · Marzo 17, 2014 alle 9:35 am
Stasera allora ti aspetto con Manuela, Roberto e Camillo! Soprattutto Camillo perché da piccola avevo un bambolotto che avevo chiamato proprio così. Quindi mi auguro sia l’incarnazione del mio giocattolo d’infanzia, sì. 😀
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