Ti racconto una storia

No, non è vero, questa volta è bene sia tu a raccontare una storia a me. Io però posso darti i mezzi per farlo. Una cosa del tipo che io ti do le scatole vuote delle uova e tu le usi per tappezzare le pareti di una stanza e in quella stanza di entriamo e urliamo fortissimo, urliamo a perdifiato, urliamo come se stessimo correndo e invece non ci muoviamo, urliamo cme se urlare potesse servire a qualcosa, urliamo come se qualcuno potesse sentirci, urliamo come se, anche se qualcuno ci sentisse, potesse aiutarci, urliamo come se a pagarne lo scotto fossero le corde vocali degli altri, urliamo come se ci avesse investito un trattore e passandoci sopra avesse iniziato a sputare spighe insieme ai nostri organi interni, urliamo come se a qualcuno le nostre urla potessero sembrare canto, urliamo senza pudore, urliamo come urlano le cose che urlano, le sirene, le scimmie, urliamo come urla un rimpianto, urliamo come quando si spacca un piatto, urliamo come se non ci fossimo in fondo sempre solo noi a ascoltarci. Come se, alla fine, non ci restasse solo il mal d’orecchie di un volo annullato. Quindi facciamo così

Anzi, una storia raccontamela tu

Perché devi fare sempre le cose a modo tuo che poi “a modo tuo” equivale a “in modo strampalato”, ora che è questa trovata di una “newsletter a doppio senso di circolazione”? Non lo sai che la gente ha problemi anche con la precedenza nelle rotatorie?

La storia funziona così:

Intanto ti iscrivi alla newsletter ABC-ABoccaChiusa

Poi mettiamo che stai per scrivere qualcosa a qualcuno a cui assolutamente non dovresti. Oppure che hai bisogno di dire qualcosa a qualcuno ma questo qualcuno non esiste e allora ti tieni queste cose in bocca come l’acqua coi segreti ma ti marciscono i denti. Oppure ancora che hai semplicemente qualcosa da dire e qualcuno a cui dirlo o non dirlo, non importa, vuoi dirlo a qualcun altro, qualcuno che semplicemente prende e ti leggeascolta.

Che fai?

Scrivi quello che hai da scrivere a abcaboccachiusa@gmail.com

Ti verrà chiesto un permesso speciale: quello che hai scritto si può pubblicare sul blog? Ovviamente in forma anonima. Se ti andrà potrai poi farti riconoscere commentando il post. Il tuo “sfogo”, o qualunque cosa sia, potrebbe essere scelto per essere pubblicato, corredato da una mia risposta che in confronto quelle della posta del cuore sono robe per dilettanti. Insomma, quello che hai scritto, infatti, potrebbe diventare parte integrante di una nuova rubrica scema come gli archi:

La posta dei denti

Perché questo nome?

  • Perché chi ha i denti non ha il pane e chi ha pane non ha i denti
  • Perché la lingua batte dove il dente duole
  • Perché i denti sono durissimi fuori ma dentro hanno la polpa e i nervi
  • Perché alla protagonista-del-mio-futuro-best-seller piacciono i denti

In cambio delle tue confidenze, come se i segreti fossero merce di scambio, come se potesse esistere una forma più perversa di baratto, ecco, come se tutto questo fosse non solo desiderabile ma pure auspicabile e addirittura realizzabile, come se tutto questo fosse tutto questo, riceverai dalla newsletter ABC-ABoccaChiusa, di tanto in tanto, segreti provenienti anche dalle segrete del castello del Regno di Calamo. Che aspetti? Dài, ti aspettiamo!

Per iscriverti alla newsletter clicca sulla bocca

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Categorie: blog

2 commenti

Gli anni luce, le forbici per tagliare la carne, i tigli, il liquido sinoviale – Calamo Scrittorio · Ottobre 10, 2018 alle 11:11 am

[…] LA POSTA DEI DENTI nata dalle email ricevute tramite la newsletter ABC-ABoccaChiusa (a cui puoi scrivere anche […]

Il cioccolato bianco, le chiavi inglesi, i guanti in lattice, gli ombrelli – Calamo Scrittorio · Ottobre 17, 2018 alle 11:17 am

[…] Dopo la prima, ecco una nuova puntata del “La Posta dei Denti“ […]

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