
Un blog è un po’ come un banchetto sempre aperto. Tu lettore, invitato tra le pagine di un blog, hai davanti a te diverse pietanze tra cui scegliere. Ogni post ha un gusto tutto suo ma, sebbene le ricette con cui gli scritti sono stati preparati siano di volta in volta diversi, ogni blogger che si rispetti mette in ognuno di essi quel famoso “tocco dello chef” che rende ogni portata inconfondibile e che porta il lettore/commensale ad aver voglia di ritornare in quel blog/ristorante a nutrire i suoi occhi affamati di articoli.
I ristoranti hanno un menù, no? E qualche volta c’è anche un menù fisso. Pasti ben organizzati un po’ come i post programmati. Ma gli imprevisti capitano. Come quando nel bel mezzo di una cena organizzata a menadito ci si accorge, troppo tardi, che anche a un assassino è stato spedito un invito. Durante le abbuffate di scrittura di un blogger i “delitti” possono essere i più disparati. Pensa a quando hai smesso di guardare a un tuo sogno come a una retta parallela con cui non ti saresti incontrato mai.
Hai trovato la tua meta, hai sognato un punto di incontro tra te e la tua ambizione e così il tuo percorso e la traccia del tuo sogno sono diventate due rette incidenti. Proprio per questo capitano gli incidenti: gli imprevisti non entrano mai in gioco solo nella vita di chi non si mette mai in gioco.
E poi, in fondo, gli incidenti di percorso, col senno di poi, non sempre si rivelano un male. A volte sono esattamente ciò che ti serviva per avere la giusta spinta per cambiare direzione. Perché può capitarti uno strano tipo di “delitto perfetto”: quello che ti porta allo “scritto perfetto” provocando in te il giusto cambiamento.
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