Scrivi come respiri: avrai post mozzafiato

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Il titolo, le frasi iniziali, i paragrafi, le parole in grassetto, tutti questi elementi devono togliere il fiato ai tuoi lettori nel modo più efficace: facendo breccia nei loro polmoni. Il tuo post così sarà come aria e entrerà diretto. Avrà subito effetto. Sì, lo so che detto così sembra tutto perfetto. E, in fondo, anche se per ora non lo è, può esserlo. Ti hanno intimato “parla come mangi!”, come se le parole andassero davvero addentate e non baciate. Ma se non ti va di divorare carta e inchiostro non provare a scrivere come mangi. Scrivi come respiri.

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Scritto a pennello: Munch, i Bizantini e la lettore-centria

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I tuoi pensieri hanno una loro lunghezza d’onda. Quando riesci a cavalcarla al meglio le tue parole ar-rivano fin sulla battigia. Le tue parole come biglietti in bottiglie trasportate dalla corrente. Le tue parole come biglietti pronti a essere letti da chi vuole leggerli. Ma l’inchiostro è puro colore e il colore non puoi essere tu da solo a crearlo: il colore esiste solo come percezione perciò perché i tuoi scritti prendano colore ti serve un lettore.  L’idea stessa di colore non avrebbe ragion d’essere se il colore non fosse guardato. Proprio perché ciò che scrivi proponendolo agli altri acquista valore proprio quando viene letto ad avere un ruolo assolutamente centrale è il lettore.
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La sindrome del cappellaio matto: scrivi con l'ossessione del termometro social?

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Il cappello di un articolo dovrebbe essere un saluto di benvenuto sensazionale. Una levata di cappello eccezionale. Così strabiliante da impedire da far strabuzzare gli occhi al lettore e impedirgli di levare gli occhi dal testo. Ma anche se non sarà così dovrai fartelo andare bene lo stesso. Perché oggi  ho in serbo per te un altro tipo di cappello: un cilindro magico con dentro nessuna soluzione indossato da un cappellaio tutto matto che non ha niente da insegnarti. Vuoi essere la mia Alice per le prossime righe?
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Hai il blogging nel sangue?

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Sei abbonato alle 4 eSSe: Scrivi Sempre Senza Sosta. Del resto non potresti fare altrimenti perché le parole le senti scorrere dentro. Qualcuno fa spallucce, qualcuno ti spalleggia ma tutti (o quasi) son convinti che la scrittura ce l’hai proprio nel sangue.
Sappiamo già che il buon sangue non mente ma com’è il buon sangue del buon blogger? (Lettura vietata a chi nutre la convinzione di avere il sangue blu pavone: il blu lo mal tollero come colore per inchiostro.)

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La pazienza dello scrittore tra Radiohead e Dino Buzzati

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Il senso dell’attesa, il senso di quella lancetta che corre e mai si arresta, è come la bellezza: è negli occhi di chi guarda (l’orologio). Se pazientare è un po’ patire è anche vero che a volte è fondamentale saper attendere. Senza che l’attesa attenti alla convinzione che si nutre nel perseguire i propri intenti. Saper aspettare senza smettere di aspettarsi il meglio. Ma come si fa a coltivare una pervicacia che diventi efficacia?
Persistere per esistere come scrittore. Questo l’imperativo. Ci rifletto mentre ascolto i Radiohead a palla e il deserto dei Tartari decide di tuffarsi giù dalla libreria per venire sul pavimento a ballare. E penso che la canzone che sto sentendo e il libro che sto riponendo sullo scaffale in merito alla pazienza dello scrittore forse hanno qualcosa da raccontare…   (altro…)

Web Writer: scrivere un buon articolo? È come infornare biscotti

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Vorresti tanto sfornare quell’articolo ma ti senti il cervello in pappa come un impasto riuscito male. Stai lavorando da così tante ore a quello scritto che l’italiano ti sembra cinese e l’unico risultato che finora hai ottenuto è sentirti impazzito come una maionese. Sai che ti dico? Scrivere, in fondo, è un po’ come cucinare . Solo con altre penne. Perciò se hai qualcosa che ti bolle in penna leggi questi 5 motivi per cui scrivere un buon articolo è come preparare un’infornata di biscotti.
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Cuore di blogger e polso di scrittore: 4 effetti per un blog di valore

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Sei qui perché al gomito del tennista (o, magari, del bevitore) preferisci il polso dello scrittore? Se è un blog che hai intenzione di aprire “hai un cuore ardente per un proposito raggelante“, lasciatelo dire.
L’idea di un blog ti frulla già da un po’ in mente e vorresti un esordio che fosse ad effetto veramente? Per far iniziare a far battere il cuore di un blog battendo i tasti io ne ho pensati quattro di effetti. Ma leggili solo se sei uno scrittore che in tutto ciò che fa ci mette il cuore.
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5 w(eb) domande per il primo post sul tuo blog

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Aprire un blog? È come aprire una latta di pomodori. Pelati, naturalmente. Perché prima di iniziare un blog ti strappi i capelli a furia di pensare, progettare, rimuginare. E perché, per aprire un blog, proprio come per aprire una lattina, ti servono gli strumenti giusti e una volta scoperchiata la confezione, a mo’ di vaso di Pandora, devi avere idea di cosa cucinare per non tradire le speranze dei tuoi invitati. Ti serve una ricetta per far leccare le dita ai tuoi lettori mentre sfogliano le pagine del tuo blog.  L’aria fritta fa male al cuore del lettore e tu non hai nessuna intenzione di apparire un pesce lesso sin dalle prime righe. (altro…)