Un post, 9 con(s)igli e i post-umi pasquali

Un post, 9 con(s)igli e i post-umi pasquali
Ancora devi riprenderti dai post-umi della Pasqua, no? Che poi, in effetti, Pasqua chissà quando è finita per te. Niente è finito finché non è finito. Perché le fini sono fatte così: perseguono fini ignoti ai più così scelgono di giungere nei momenti che ritengono più adatti a raggiungere i loro scopi. Inutile tentare di tenersi stretti i momenti: la fine, di quell’esperienza, prima o poi arriva. E quasi sempre arriva quando meno te l’aspetti. Ma ora basta fare le teste d’uovo: è il momento di divorare 9 consigli a sfondo pasquale con la stessa velocità con cui dai fondo alla dispensa e divori le uova di cioccolata.

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Scrittori sulle nuvole e un quadrato di consigli spazio-temporali

Scrittori sulle nuvole e un quadrato di consigli spazio-temporali
Questa cosa di scombinarmi da sola i piani inizia a diventare divertente. Qualcosa da centellinare, certo, ma da godersi appieno se capita una volta ogni cento. Oggi che è successo?
Oggi succede che canno l’orario di pubblicazione del post quotidiano perché dimentico che il mio blog ha un concetto del tempo tutto suo (sì, dovrei modificare le impostazioni di WordPress. Sì, mi dimentico sempre di farlo) e così mi sembra quasi un segno mandato dal folletto di WordPress-Landia a insegnarmi che non importa se hai già un colpo in canna: potresti, proprio all’ultimo momento, renderti conto che faresti meglio a cambiare arma.
Così mi fermo a leggere i commenti al post precedente. Parole-confessione incise dentro il loro autore. Assolutamente meravigliose. E penso a come questi momenti di condivisione meritino spazio e tempo. Più spazio e più tempo di quello che normalmente forse ci concediamo come scrittori. Perciò se tu, caro lettore tentennante vorrai tentare di lasciare anche tu una tua traccia mi regalerai un sorriso che mi illuminerà tutta la faccia ma, intanto, continua a leggere qui. Per fare altro c’è tempo. Per il resto c’è spazio.
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Voglio fare con te ciò che la primavera fa con i ciliegi

voglio fare con te ciò che la primavera fa con i ciliegi
Se c’è una cosa che mi piace della con-divisione è che, a dispetto del nome, non divide affatto. La condivisione unisce. Unisce perché fa sentire le persone intimamente connesse come fiori cresciuti nella stessa aiuola. Fiori che, per quanto mani diverse potranno raccoglierli e nastri differenti tenerli legati in improbabili mazzi colorati, resteranno per sempre in qualche modo legati. Gli uni agli altri.
Mentre scrivo penso a Truffaut e ai suoi 400 colpi. E penso che, in questo colpo di testa con cui ho deciso di pubblicare l’impubblicabile, di dare voce al più ostinato dei silenzi, ho dato vita alla mia personalissima operazione di ribellione. A colpi di 500 parole.
Ti spiego: tu adesso leggerai lo scritto in assoluto più vecchio (ergo per antonomasia più adorabilmente imbarazzante) che ho trovato sul mio pc. Insomma, ti sto per fare una confidenza. Anzi, quasi una confessione.
Quindi qual è, tra le tante cose che potresti fare, per reazione, la migliore? Naturalmente darmi pan per focaccia e, in tutta risposta a questo mio perdere (del tutto) la faccia pubblicare ovunque tu voglia, spedire in cielo con uno striscione, affiggere su un cartellone, qualcosa scritto da te. Un racconto intero o, come in questo caso, solo un incipit. 500 parole mandate alle Termopili in sacrificio per noi. Affinché poi ci si senta rigenerati come dopo due giorni alle terme.
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Epopea di un blogger: braccio di ferro per un tozzo di popolarità

Epopea di un blogger: braccio di ferro per un tozzo di popolarità
Proemio: il Muso di questo post è stato Mr Tozzo con un suo commento a un mio post. Sì, proprio quel Mr Tozzo che ha fatto il suo ingresso da pioniere nel mondo informatico armato di “un favoloso Amiga 500”.
Alla fine ce l’hai fatta. Un attimo prima di salire quell’ultimo gradino hai sentito tutto il peso dell’esitazione farti levitare il piede. I timori, che nella levità di un’antica spensieratezza avresti dimenticato in giro come maglioni di un inverno ormai passato, in quell’istante, per un istante, ti hanno letteralmente gelato il sangue. L’ansia da prestazione, un minuto prima di quella tanto attesa presentazione, ti avrebbe permesso di passare comunque all’azione? Quando la suola della tua scarpa ha sentito il terriccio sul palco e quella gomma masticata e poi buttata da chissà chi lo hai capito: c’eri riuscito, eri sul palco. Così ti sei schiarito la voce e, dopo i primi convenevoli, hai iniziato ad aspettarti qualche applauso. Anche a costo di apparire venale.
Ma, anche se il concerto del tuo blog è iniziato già da un po’, non stai di certo ricevendo un fiume di commenti e complimenti, di condivisioni e riconoscimenti. Insomma, non ti sdrai di certo su un effluvio di fiori lanciati sul palco insieme per tessere le tue lodi. Più che altro è il tuo piagnucolare per lo sconforto che potrebbe riempire il letto del Po.

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La stagione della scrittura (Parte 1)

la stagione della scrittura (parte 1)
Scrivere su un blog significa anche avere la penna sempre porta a partire. E leggendo si fa il pieno alla propria penna. Difatti il primum movens per questo mio scritto è stato proprio il leggere un post scritto da un’altra penna: l’adesione di PennaBlu a un meme sulla propria scrittura mi è sembrata un’idea così aderente alla mia inesausta curiosità che ho pensato “devo proprio scriverne!
L’idea poi, naturalmente, si è evoluta. In fondo, scrivendo, noi non facciamo che inneggiare continuamente all’evoluzione? Le singole lettere si uniscono e insieme, forti del fatto che l’unione fa la forza, evolvono in parole. E poi le parole diventano frasi e le frasi diventano libri e i libri diventano mondi. Questo post, quindi, più che un flusso di coscienza in cui riversare il fiume in piena del mio rapporto con la scrittura sarà come una piscina: siete invitati a nuotare con me anche una volta finita l’estate. Nuoteremo infatti attraverso i dodici mesi dell’anno. Perché la stagione dell’amore per la scrittura non è sempre rose e fiori ma anche quando è neve invernale o foglie gialle d’autunno è una stagione che vale la pena vivere.

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Il tuo blog è come il FAR west?

Il tuo blog è come il FAR west?
Da quando hai visto che il jogging è troppo faticoso hai deciso di darti al blogging: ormai sai che le parole sanno essere proiettili e, anche quando hai tanti scritti pronti in canna, ci pensi bene prima di premere il grilletto del tasto “pubblica” e correre il rischio di cannare. Eppure certi sbagli ti sembrano proprio impossibili da non fare.
Prima di diventare blogger guardavi alla blogsfera come a una terra di frontiera. La frontiera, al tempo stesso, separa e unisce, divide e collega. Attraversando il confine tra la scrittura conservata come privata e la pubblicazione dei tuoi scritti online hai varcato un ideale confine avventurandoti in una terra dove tutto era per te ancora in larga misura da scoprire: una terra da esplorare proprio come il selvaggio west.

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Il filo rosso della scrittura che si fa amare tra remi, rame e trame

Il filo rosso della scrittura che si fa amare tra remi, rame e trame
Remando, sulla tua barchetta fatta di curiosità, per navigare nel mare di internet scopri che (citando Wikipedia) la coppia di termini “tema” e “rema” (rispettivamente dal greco θῆμα, thema, “ciò che viene posto”, e ῥῆμα, rhema, “parola”) serve a distinguere, nel contesto di un enunciato, quanto si riferisce a ciò di cui si parla (tema) da quanto su di esso viene detto (rema).
Pensi così a come scrivere sia un po’ come preparare un piatto di ramen: di ramen in Giappone ne esiste una gran varietà come di varianti di stili di scrittura ce n’è un’infinità. Quando mescoli gli ingredienti della tua ricetta di scrittura i diversi sapori che il tuo inchiostro può avere li stai intrecciando.
Proprio come intrecci le parole quando costruisci una trama e lasci che i pensieri corrano legati da un filo come il filo rosso del destino che ti lega alla tua “anima gemella”: la scrittura. Perché la scrittura è per te l’altra metà della mela.

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La scrittura è l’altra metà della mela?

bicibaco
Tu sei qui, con me, e noi due dobbiamo parlare: prima di immergerti nella lettura ci sono alcune cose che devi sapere. Giusto per scegliere meglio che maschera (da sub) indossare. Si parlerà di mele, è vero, ma non è un post di diete, ché qui, in effetti, la linea di cui più ci importa è quella editoriale. Se uno scritto al giorno toglie il medico di torno non sarà forse che la scrittura può essere la mela-nina che colora le tue giornate? Soprattutto se il sole della passione ti ha accecato con uno dei suoi raggi e ora pedali sulle ruote a raggi della scrittura perché il sogno di scrivere è una bicicletta che hai voluto con tutte le tue forze.

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Semeiotica del blogging professionale (Parte 2)

Semeiotica del blogging professionale (Parte 2)
Hai una caterva di testi da mettere a posto mettendo in campo tutta la tua verve, una complessa strategia di comunicazione ancora tutta da impostare ma non fai altro che posticipare. Perché? Perché hai così tanti spunti appuntati in testa come post it che non sai proprio da dove cominciare! Ciò di cui hai bisogno è il potere della cartella: devi studiare i protagonisti del tuo progetto come se fossero pazienti e con pazienza organizzare tutto in un’ideale cartella. Perché per colpire nel segno devi leggere i segni sia dei clienti che ti commissionano gli articoli che delle aziende concorrenti, sia dei lettori sostenitori che di quelli che si comportano da detrattori.

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