Scrittura di successo: dalle stalle alle stellate (cellule)

Scrittura di successo: dalle stalle alle stellate (cellule)
Eri proprio convinto che lì, in quel punto esatto, ci fosse un buco nero. Ma non uno di quei buchi neri che, semplicemente, risucchiano tutto. Un buco nero atipico. Un buco nero in cui le cose non spariscono ma si trasformano. E si trasformano tanto che intere giornate diventano inchiostro nero. Poi hai capito che no, non avevi in testa un buco nero. Ma un viale di (cellule che sembrano) stelle. Così, in pieno stile Walk of Fame, hai iniziato a capire come uscire dal luogo comune (e quindi troppo affollato, inflazionato) del blocco dello scrittore, come tirarti fuori dal tuo stato di stallo e raggiungere le stelle. Pedalando sulle tue penne come se fossero di una ruota i raggi.
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Socialolimpo: tu che divinità da social media sei?

Socialolimpo: abecedario delle divinità da social media
Sei alle pendici di quelle montagne altissime che ti sembrano i social media. Hai deciso di spendere il tuo tempo creando dei profili in diversi social network ma hai paura di mandare tutto a monte. Mentre il tuo obiettivo sarebbe raggiungere la vetta.
Vorresti usare le opportunità offerte dalla rete per mettere in luce le tue qualità ma per farlo devi prima scalare una montagna di piccoli grandi ostacoli. Vuoi sapere come si fa a salire di quota per arrivare alla cima dell’Olimpo luminoso?
Alla domanda “come si fa” non può esserci una risposta univoca. Ma si può trarre spunto dal modus operandi dei soggetti più disparati e ci si può misurare con le varie possibilità immaginando come gestirebbe la propria presenza sui social quell’individuo lì o quel personaggio là. Perciò, per esempio, perché non divertirsi a ipotizzare come userebbero i social network alcune divinità?
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Iniezione di motivazione (per) n°1

Iniezione di motivazione n°1
Lo sai che di tanto in tanto mi piace cambiare in corsa i programmi, anche i miei stessi programmi, no?  Perché, in effetti, normalmente nella vita succede proprio così. E allora possiamo scegliere di fornire nel nostro blog una versione edulcorata della realtà. Un teatrino di marionette. Qualcosa come i “santini latte e miele” citati da Emma ne “Il lupo della steppa”. Oppure possiamo scegliere di essere autentici.  Perché se quando scrivi storie ti sforzi di essere credibile quando scrivi la storia della tua vita è a essere incredibile che devi sforzarti.
Così ho pensato di indossare un paio di scarpe nuove. Quelle che per antonomasia sono più scomode delle altre perché, per quanto tu abbia imparato a adattare le tue parole a ogni contesto ci vuole un po’ di rodaggio prima di riuscire a dare un calcio alle proprie reticenze e rendere la propria scrittura calzante al nuovo percorso.
Intanto, però le sfide incalzano senza sosta. Tu sei pronto a imparare la lezione dell’albatros?
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Spesso il male di scrivere ho incontrato

Spesso il male di scrivere ho incontrato
Ogni mattina il cartellino più bello lo timbri quando ti metti a lavorare alle tue passioni. Quelle passioni a cui dichiareresti il tuo amore con un cartellone, quelle passioni che, quando hai l’occasione di coltivarle ti senti fortunato come se avessi beccato la cartella vincente giocando a tombola e senti che nessun guaio potrà mettere becco nel tuo momento di grazia perché la tua passione è al tempo stesso il tuo nido e la spinta a spiccare il volo.
Ti immagino lì, con la tua cartella. Pronto a imparare sempre cose nuove e a compilare la cartella delle vite delle persone che ti trovi a leggere, pronto a riempire miriadi di cartelle editoriali ben consapevole di come la scrittura può essere un impagabile strumento. Anche quando il tuo strumento è spesso il fonendo. Perché, se è pur vero che uno scritto al giorno toglie il medico di torno è anche vero che se si usa nella cura la scrittura può essere più piacevole avere un medico intorno.
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Questa non è una recensione

Questo non è un post
Sì, hai proprio letto bene. Questa non è una recensione. Forse non è neanche un vero e proprio post. Quindi prendi questo non-post come uno spunto spuntato all’improvviso. Uno spunto che dà una spinta alla tua voglia di spingerti oltre. Un post che ti spinge a dare una spuntata alla tua continua voglia di cercare altrove risposte. Un post che parte da un libro come si parte da una stazione con la convinzione che tutti i treni siano uguali per il solo fatto di essere figli della stessa stazione. Ma non è mai così. Ti va di combinare i tuoi binari coi miei?
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Il blogger, Baudelaire e l’ispirazione al tempo del web writing

Il blogger, Baudelaire e l’ispirazione al tempo del web writing
Quando smetti di bocciare a priori ogni tua idea sono tante le cose che possono sbocciare. Può sbocciare l’amore per la scrittura, perché la scrittura sì che sa come farsi amare, possono sbocciare diversi progetti, svariate trame che erano già state seminate nella tua fantasia e che aspettavano solo la stagione giusta per fiorire sulla carta, ma possono anche sbocciare oleandri bianchi e da questi bisogna sapersi guardare.
Trasformare l’ispirazione in azione significa anche questo: saper coltivare i fiori migliori del giardino delle proprie idee. Ma qualche volta si può trarre ispirazione anche dai fiori del male: che ne diresti perciò di dare un’occhiata a delle citazioni dall’omonima opera di Baudelaire per scoprire cosa certi grandiosi artisti del passato possono insegnare a un blogger?    (altro…)

La stagione della scrittura (Parte 3)

La stagione della scrittura (Parte 3)
Gli ombrelloni sono ancora aperti. Ombrelloni che potrebbero ben ripararti da una pioggia di occasioni. Quelle occasioni che a volte si preferisce schivare per paura delle conseguenze che dopo averle colte si dovranno sopportare. Gli ombrelloni però presto si chiuderanno. Come le porte che si chiudono in faccia al vecchio anno quando sulla soglia ce n’è già uno nuovo. Un nuovo anno in compagnia della scrittura. Gli ombrelli si chiuderanno perché “l’estate sta finendo”. Quindi un anno se ne va. E stai diventando grande. Anche se, magari, non ti va perché non ti va di cambiare classe come durante gli anni della scuola. Perché, anche se sai che per te la classe non è acqua ma inchiostro, l’idea di cambiare la classe del tuo vagone ti fa venire il magone. Perché, anche quando si tratta di far fare un salto di qualità alla tua scrittura, saltare vuol dire sempre rischiare e trovare il coraggio per iniziare  un nuovo percorso come scrittore.
Il meme che mi ha incuriosito sul blog di Daniele Imperi ha dato vita a una reazione a catena. A un post che da uno è diventato trino. Del resto siamo qui per scrivere, non per alle bambole pettinare il crine. Se l’inverno, prima che una stagione, è uno stato d’animo, ogni stagione della scrittura può esplodere in tutta la sua potenzialità se si riesce a esprimersi senza catene. Ti va di vedere come sono concatenati i mesi dell’anno alla scrittura?
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Il lettore sullo scritto che scotta

Il lettore sullo scritto che scotta
Tutti gli scrittori sognano lettori pronti a fare le fusa a ogni loro scritto. Ma per riuscire a infondere in ogni lettore la voglia, anzi, quasi la necessità di arrivare fino in fondo alla pagina, al racconto, a un intero libro, è necessario aver prima infuso in ogni singola parola passione e impegno.
Se tu hai una cotta per la scrittura sai bene quanto a volte la relazione con le parole possa essere complicata. Anche quando si è assolutamente convinti che la scrittura è l’altra metà della mela. La verità scottante è che, pure se la passione per la scrittura è bruciante, può essere difficile, in prima battuta, trovare lettori desiderosi di farsi scaldare dal sole delle proprie parole. Purtroppo è decisamente più probabile che le proprie parole restino sole, senza nessuno sguardo che si posi su di esse e le inciti a spiccare il volo.
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Il blogger che ride

Il blogger che ride

Questa è una cieca. È un’anomalia? No. Noi siamo tutti dei ciechi.

Raccolgo l’uomo che ride di Victor Hugo da terra. I libri hanno un potere speciale: sanno come catapultarsi giù dai ripiani quando sentono che ciò che ti serve per fare il pieno è essere catapultato dentro una storia. Lo prendo, apro una pagina a caso e leggo. Rifletto su come, per quanto ci sforziamo di leggere tra le righe, di guardare oltre, a volte proprio non riusciamo a vedere più in là del nostro naso. E mentre rifletto fiuto l’occasione di offrirti un pezzetto di questo mio momento, e del successivo spezzatino di riflessione, spezzettando per te il brano. E commentando insieme, indossando le lenti di chi scrive, un passo alla volta ogni passaggio della citazione.

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La stagione della scrittura (Parte 2)

La stagione della scrittura (Parte 2)
È la notte del 31 dicembre. È quasi mezzanotte e eccolo, lui è lì, davanti la porta pronto a entrare: è il nuovo anno che non vuole tardare ad arrivare. Quando poi il nuovo anno (finalmente o purtroppo dipende molto da come si è passato l’anno appena passato) è ormai iniziato non lo puoi di certo fermare. Brutto o bello che sia sei in ballo e devi ballare. Quando cominci a scrivere succede un po’ la stessa cosa: inizi e poi continui a far ballare le dita sulla tastiera augurandoti di essere in grado di offrire ai tuoi lettori uno spettacolo di alto livello.
La settimana scorsa, le stagioni dell’amore per la scrittura si sono fermate alla soglia dell’estate. Oggi, invece, questa soglia è il momento di varcarla. Perché, in fondo, siamo tutti attesi a un qualche varco. Quindi non ci resta che brindare con tutto l’entusiasmo che abbiamo al varo di ogni nostro progetto e imbarcarci con tutto il coraggio che ogni timoniere del proprio destino è indispensabile abbia. Tu, intanto, sei sbarcato in questo articolo: perciò perché non ti immergi nella lettura del post?

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