
Sai quando cerchi una parola? Stai facendo un discorso (o, meglio ancora, lo stai scrivendo) e senti che la parola giusta è lì. Come il momento giusto che hai la sensazione si diverta a spostare a caso le lancette del tuo orologio, la persona giusta che non è lui/lei ma non sei neanche tu, la risposta giusta che arriva, se arriva, al momento ormai sbagliato.
La parola giusta è sempre sulla punta della lingua perché, tu che ami scrivere, la tua proprietà di linguaggio non perdi occasione per farla allenare per avere più armi con cui competere contro gli ostacoli che potrebbero frapporsi tra te e gli obiettivi che hai puntato.
La parola giusta, in questo caso, non è voglia. Certo tu hai voglia di scrivere perché, anche se non sempre ti piace perché è come usare la punta della bic per rimescolarsi il contenuto del torace, se dovessi rinunciare a scrivere non sapresti darti pace. E la parola giusta non è neanche desiderio perché, anche se stai cercando di far avverare i tuoi sogni in punta di penna come una ballerina che sulle punte esegue il suo saggio e saggia le sue abilità, nessun genio potrebbe realizzare per te ciò che desideri.
La parola giusta è volontà. Per questo in questo post la protagonista indiscussa sarà proprio la volontà.
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