Quello che i #blogger non dicono

le cose che non dici
In principio furono le donne. Loro, con le loro gambe lunghe (ma oltre le gambe c’è di più), loro che lasciano cambi il vento mentre loro… Cambiano? Mannò(ia). Poi anche uno scrittore in gamba come Nicholas Sparks decise di iniziare a non dire certe parole. Tanto per non far annoiare il lettore. Tu, invece, proprio tu che le tue parole, invece che affidarle a una bottiglia, hai deciso di spedirle a passeggiare nell’imbottigliatissima autostrada del blogging hai qualcosa che (pensi ma) non dici?

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Web writing in 3 parole: sale, core, more

web writing in 3 parole
Se la buona scrittura fosse figlia della musica vuoi sapere secondo me che genitori avrebbe? Un genitore sarebbe una di quelle melodie immortali. Una di quelle melodie che riescono a vivere in eterno perché ognuno che le incontra se le porta per un po’ dentro. L’altro genitore sarebbe invece un ritornello.
Sì, ho proprio detto ritornello. Una strofa orecchiabile. Uno di quei versi che ti colpiscono subito, appena li senti. Una di quelle cose che ti rimangono in testa. D’altronde se dedichi così tanto tempo alla scrittura è perché la scrittura si è presa oltre alle tue dita anche la tua testa.
Per non lasciare storpio il tuo talento da scribacchino e far sì che tu faccia di te un web writer, o uno scrittore, un poeta o un autore ho allora pensato di storpiare quel ritornello che diceva “dammi tre parole: sole, cuore e amore“. E poi, dato che sono così anticonformista, ho iniziato dalla fine: sì, dalle more.
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C’era una volta uno Scrittore… (e un Web Writer, un Poeta, un Autore…)

c'era una volta uno scrittore...
Ogni volta che scrivi un articolo, un post, un editoriale, una recensione, un verso, un capitolo del tuo prossimo libro,  ogni singola volta che tracci una parola nuova di questa parola ti resta una traccia. Una traccia che, se di scrivere quello che è scritto ne è valsa la pena, è una traccia che ti migliora.
Perché ogni parola entra a far parte della tua storia. Ma tu, che tanto ami e sai scrivere, di che storia vuoi essere protagonista? Vedi il tuo rapporto con la scrittura come un harmony in cui si racconta un amore non ricambiato? O vedi la tua vita sempre a fianco delle parole come una trilogia dell’orrore dove tanti, troppi, segni lasciati dalle tue penne?
Invece prova a vivere con la scrittura una fiaba: il messaggio del post di oggi te lo darò con l’AMP Ciclico (perché ci vuole sempre un messaggero perché giunga a destinazione lo stimolo.)
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Voluntas Scrivendi Pt.2

Voluntas Scrivendi Pt 2 (Waldo_Is_An_Ink_Splatter_by_Nero84)
Tu vuoi scrivere.  Ne hai voglia ma non solo. Perché la voglia può passare facilmente con un colpo di spugna. Mentre tu sei una spugna solo quando si tratta di assorbire inchiostro e poi, come un polpo, usarlo per imbrattare i fogli.
Sai che per scrivere ci vuole oltre alla voglia anche la volontà di scrivere. Allora tira fuori gli artigli.  Lustrati il pelo per presentarti a orde di lettori al meglio, finisci di leccarti i baffi su cui sono rimaste ancora alcune parole dell’ultimo libro che hai letto, sbroglia la matassa delle storie e dei progetti che ti frullano in testa e preparati a partorire non un gattino cieco, figlio della fretta, ma uno scritto… graffiante.
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Voluntas Scrivendi (Pt.1)

voluntas scrivendi
Sai quando cerchi una parola? Stai facendo un discorso (o, meglio ancora, lo stai scrivendo) e senti che la parola giusta è lì. Come il momento giusto che hai la sensazione si diverta a spostare a caso le lancette del tuo orologio, la persona giusta che non è lui/lei ma non sei neanche tu, la risposta giusta che arriva, se arriva, al momento ormai sbagliato.
La parola giusta è sempre sulla punta della lingua perché, tu che ami scrivere, la tua proprietà di linguaggio non perdi occasione per farla allenare per avere più armi con cui competere contro gli ostacoli che potrebbero frapporsi tra te e gli obiettivi che hai puntato.
La parola giusta, in questo caso, non è voglia. Certo tu hai voglia di scrivere perché, anche se non sempre ti piace perché è come usare la punta della bic per rimescolarsi il contenuto del torace, se dovessi rinunciare a scrivere non sapresti darti pace. E la parola giusta non è neanche desiderio perché, anche se stai cercando di far avverare i tuoi sogni in punta di penna come una ballerina che sulle punte esegue il suo saggio e saggia le sue abilità, nessun genio potrebbe realizzare per te ciò che desideri.
La parola giusta è volontà. Per questo in questo post la protagonista indiscussa sarà proprio la volontà.
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#Blogging: la #scrittura è fatta a… Scale

Blogging: la scrittura è fatta a... Scale
Oggi iniziamo in medias res. Vuoi sapere perché? Perché quando la vita ti racconta cosa ti succederà da lì a pochi istanti (e poi te lo fa succedere) non si preoccupa dei convenevoli. Salta i preamboli. Quindi fallo anche tu: prova a rompere gli indugi e catapultare il lettore nella scrittura di quello spettacolo di post di cui tu sei l’autore ma lui, in quanto fruitore, è il principale attore.
Sto leggendo dei disturbi di personalità in psichiatria mentre ascolto Starway to Heaven. C’è l’evitante e l’istrionico, il narcisista e il paranoico… Mi sciolgo i capelli, una ciocca muove le cuffie e la traccia arriva alle orecchie disturbata. Come quando dici qualcosa e ciò che dici viene travisato. Oppure non parli proprio perché hai paura che il tuo messaggio venga distorto. Come quando mentre stai salendo, gradino dopo gradino, la tua scala per il cielo ma una distorsione alla caviglia ti fa rallentare e tu non lo sai se sei in grado di continuare.

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Sei un mito: spunti divini per spuntarla nell'Olimpiade social

sei un mito spunti divini per spuntarla nell'Olimpiade dei social

Immagina quante persone si scoprirebbero atleti professionisti così, improvvisamente, se esistesse l’Olimpiade del dito più veloce a scrivere sullo smartphone. Pensa a quante cover d’oro a mo’ di medaglie sarebbero distribuite se valesse come disciplina sportiva il lancio del tweet, oltre che del martello, e se riuscire far sollevare  i pollici dei Like postando su Facebook fosse considerato alla stregua del salto con l’asta.
Sarebbe esilarante vero? E in fondo è un po’ così, solo che la coppa in palio è una luminosa visibilità. Un po’ come quella che si può avere svettando sui social network, standosene in cima al monte Olimpo (della condivisione) insieme alle divinità.

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Web writer: 9+1 consigli tutti da… masticare

Web writer: 9+1 consigli tutti da… masticare
A Seattle c’è un muro. E tu penserai “e quindi? I muri sono ovunque”. Sì, hai ragione. I muri sono ovunque. Come sono ovunque, nel web, anche gli scrittori. Ma a volte i muri sono diversi, particolari. Proprio come accade con le persone.
Questo muro a Seattle, di cui puoi ammirare qua sopra la foto, (se ti sei avvicinato allo schermo per cercare di capire meglio di che si tratta hai fatto la stessa cosa che ho fatto io appena ho visto quest’immagine)è un muro tappezzato di chewing-gum. Sì, tappezzato proprio di quelle gomme che mastichi come mastichi le parole che ti nutrono prima di sfamare con esse i tuoi lettori.
Tu pensa a quanto all’inizio queste gomme devono essere state un problema per la città. Immagina quante volte si sarà cercato di interrompere questa abitudine di attaccare le gomme. Poi qualcosa è cambiato: un problema è diventato un’opportunità. Un po’ come stai facendo tu con la tua irresistibile voglia di scribacchiare: stai lavorando per incanalare la tua passione e per aumentarne l’attrattiva. Proprio come il muro di Seattle che è diventata una grande attrazione turistica.
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4 miti da reinventare per diventare un mitico blogger/web writer

4 miti da reinventare per diventare un mitico blogger/web writer
Questo post nasce da un dialogo. Del resto quando scrivi, e ciò che scrivi lo pubblichi, non stai forse iniziando un dialogo? Ti dirò di più: io dico che per scrivere (e quando dico “scrivere” intendo “scrivere bene”, lo sai) serve il metodo DICI. In che consiste?

  • Dialogo: quel dialogo fondamentale che riesci a instaurare col tuo lettore
  • Interesse: sia l’interesse che tu stesso nutri verso ciò che fai sia l’interesse che riesci a suscitare
  • Confronto: la voglia di metterti in gioco confrontandoci senza sosta
  • Impegno: l’impegno che profondi nello scrivere ogni singola parola

Sai, io ci ho messo impegno a scrivere questo post. Perciò spero accenda il tuo interesse e la tua voglia di un confronto. E che faccia nascere un dialogo.
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