Chi scrive è una mina vagante

uno scrittore è una mina vagante
C’è un bambino. Con le mani appiccicose lascia un’impronta delle sue dita piccole e paffute sulla sedia di vimini della nonna, la fissa con quei suoi occhi troppo grandi per quello che nel mondo merita di essere visto e con gli angoli della bocca ancora sporchi di marmellata le chiede:

“Stai scrivendo una storia che è capitata a noi? E che magari parla di me.”

La risposta della nonna non tarda ad arrivare

“È vero, sto scrivendo qualcosa di te. Tuttavia, più importante delle parole, è la matita con la quale scrivo. Vorrei che la usassi tu, quando sarai cresciuto.”

Il bambino è sbigottito

“Ma è uguale a tutte le altre matite che ho visto nella mia vita!”

Ma la nonna, senza esitazioni, ribadisce:

 “Dipende tutto dal modo in cui guardi le cose. Questa matita possiede cinque qualità: se riuscirai a trasporle nell’esistenza, sarai sempre una persona in pace con il mondo.”

(Le citazioni sono tratte da “Sono come il fiume che scorre” di Paulo Coelho)

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Un #blog è una loco(e)motiva

un blog è una loco(e)motiva
Tutta la scrittura inizia da un’invenzione. Che poi, a dirla tutta, per inventare oltre all’inventiva che ti rende in grado di creare serve la pazienza di scavare e di continuare a credere che c’è qualcosa da scovare. Sì, perché la parola “invenzione” deriva da “invenire” e “invenire” vuol dire proprio trovare.

Tu sei pronto a fare il trovatore usando il blog come detector?

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La scrittura? Un circo. Rosso e bianco

Il bianco e il rosso della scrittura
La scrittura è un circo in cui tu sei al tempo stesso ogni singola attrazione, il trapezista, il pagliaccio e perfino il tendone. Quel bianco e quel rosso insieme sono ipnotici e indispensabili. Affili le parole come coltelli e pensi a come gestire al meglio, mirando a con-turbare il lettore con i tuoi spettacoli d’inchiostro, altri due dei 6 cappelli per pensare: il cappello bianco e il cappello rosso.

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Quell'ossigeno chiamato #scrittura

quell'ossigeno chiamato scrittura
C’è chi proprio non riesce a fare a meno dell’odore della carta. Io, più che altro, non riesco a fare a meno dell’odore delle parole. Quando stai troppo tempo senza respirare gli inchiostro degli altri, leggendo, e il tuo stesso inchiostro, scrivendo, non ti manca il respiro? Ma per librarsi nell’Olimpo degli scrittori amati e raggiungere una scrittura mozzafiato sono tanti gli aspetti del respiro da calibrare…
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Tu sai scrivere come le api? Provaci in 15 passi

scrivere come le api
 
La vita di chi scrive è come una luna (un lunapark, un’alternanza di maree, un ciclo con momenti di pienezza e giorni di assoluta mancanza…). Un’eterna luna di fiele. Ma anche un’eterna luna di miele. Chi scrive è come un’ape che, operosa, lavora per produrre il nettare della propria scrittura e che conosce bene le potenzialità del proprio pungiglione. E poi chi scrive deve imparare a oscillare tra il (cappello) giallo e il (cappello) nero (sì, ho letto “6 cappelli per pensare” di Edward de Bono).

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Sei uno scrittore magnum?

sei uno scrittore magnum?
Il fatto è che a noi piacciono le parole, vero? Ci piacciono così tanto che quando ci troviamo di fronte a una parola che può avere più di un senso ci sembra di stare davanti a un caleidoscopio di emozioni di cui osservare ogni sfumatura. Oggi ti va di scrivere in pompa magna giocando con uno dei significati della parola magnum?
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