Lo scrittore felice fece i libri brutti. (Sottotitolo: almeno è breve)

Solo le labbra delle ferite dicono la verità.
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Solo le labbra delle ferite dicono la verità.
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Una delle cose più belle di aprire un blog è ricevere un calderone di stimoli. Qualcuno ha bisogno della tua bacchetta magica (che magica non è ma è un caleidoscopio della magia che ci circonda), qualcuno ti chiede la ricetta di un incantesimo di scrittura e tu, rimestando la pentolaccia del tuo blog, cerchi di trovare per ognuno un consiglio su misura, una formula da applicare, una parola magica da sussurrare o, meglio ancora, alcuni ingredienti indispensabili che chi scrive dove sempre tenere nel cassetto, al posto dei sogni. E sì, anche al posto dei libri di un certo maghetto ché tanto la vera Scuola di Magia la stiamo già vivendo. (altro…)

Il libro perfetto è come il delitto perfetto. Non esiste. Ma esistono scrittori (colpevoli di aver scritto capolavori) perfetti per certe vittime perfette per esser colpite con le armi di quegli scrittori: le loro penne.
Tu stai uccidendo l’inchiostro che ti ribolle dentro o stai preparando il tuo prossimo lancio di parole come proiettili?
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Siamo (fatti dal) le cose che tocchiamo, quelle che ci toccano e anche quelle in cui ci riconosciamo. Per questo quelli che sono fatti di scrittura sono così aggrovigliati: la penna è una rete.
Spesso cerchiamo altre “tazze rotte nello stesso punto” per non cadere a pezzi e apprezzare meglio ciò che ci circonda ma, a volte, più che di compagni di talamo abbiamo bisogno di compagni di Calamo.
Sì, caro compagno, il soggetto raffigurato nell’immagine che stai guardando è proprio un incredibile calendario.
Appena l’ho visto ho pensato “ci somigliamo”. Perché funzioniamo a inchiostro. Anche tu vai avanti a biro, amore e fantasia? Allora dovresti proprio prendere parte al gioco #Scrittura28.
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Quando ti chiedono di intervenire con la tua cassetta di pronto soccorso…

Non puoi che intervenire subito. Raccontando come, secondo te, si può fare a non farsi contagiare dalla voglia di buttare giù storie su storie e magari pubblicare un libro e diventare uno scrittore.
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Scrittori, self-publishing, blog d’autore, twitter… Ecco le parole d’ordine per aprire le porte di questo post.
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C’è un verso, nella canzone Brain Damage, che recita “you raise the blade, you make the change”. Questo vale anche quando si parla della mente che sta dietro un blog: quando vuoi preservare il meglio possibile il cervello pulsante del tuo bloggare devi essere pronto a affilare le tue parole meglio di quanto affileresti una lama e colpire chi ti legge con più sicurezza e precisione di un lanciatore di coltelli. Solo così potrai preparare di volta in volta il prossimo passo della tua scrittura, il successivo scalino del tuo percorso da scrittore, quel cambiamento che fa fortunatamente rima con evoluzione.
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Gira che ti rigira chi ama scrivere non può che finire col scrivere del suo amore. Soprattutto quando si ritrova dentro un girotondo di anime belle che oltre a girare in tondo sanno fare tante cose belle come svoltare, andare avanti, girare pagina e poi, fermi a un punto della storia, tornare indietro, fino alla copertina, e chiedersi qual è stato l’incipit di questa storia d’amore con la scrittura.
Questo post nasce a seguito di uno splendido post di Grazia Gironella. Se alla fine di questo post avrai voglia di partecipare anche tu scrivendo un articolo con il tuo post non devi far altro che metterti a scrivere, citando la fonte. Potrai poi naturalmente condividere il link al tuo post tra i commenti. Io so che Daniele Imperi e Chiara Solerio non hanno perso tempo e hanno colpo la palla, per nulla avvelenata, al balzo!)

Rispondi a uno per dare uno spunto a cento
Il giorno dell’anno con più ore di luce sarà pure passato ma c’è un bagliore che non si spegne mai: la scintilla che i lettori sanno accendere nella lampadina che abita nel Calamo di questo blog.
Nasce così una nuova rubrica (?). Un nuovo appuntamento. Saltuario quanto basta per farti sorridere quando aprendo la pagina scopri che è lì, è il suo momento. Costante abbastanza per non scivolare nell’oblio.
Quest’annuncio però, in realtà, dovresti essere tu lettore a farlo a me e non io a te. Perché questo post nasce da quelle domande sussurrate da voci ora più squillanti, ora più grevi, ma tutte con un destinatario in comune: la mia casella email.
Perché se è vero che Calamo, proprio come un calamaro, ama spargere il suo inchiostro nel mare del web, è anche vero che ama farsi porto e accogliere i lettori che bussano alla porta di questo posto.
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