Web writing in 3 parole: sale, core, more

web writing in 3 parole
Se la buona scrittura fosse figlia della musica vuoi sapere secondo me che genitori avrebbe? Un genitore sarebbe una di quelle melodie immortali. Una di quelle melodie che riescono a vivere in eterno perché ognuno che le incontra se le porta per un po’ dentro. L’altro genitore sarebbe invece un ritornello.
Sì, ho proprio detto ritornello. Una strofa orecchiabile. Uno di quei versi che ti colpiscono subito, appena li senti. Una di quelle cose che ti rimangono in testa. D’altronde se dedichi così tanto tempo alla scrittura è perché la scrittura si è presa oltre alle tue dita anche la tua testa.
Per non lasciare storpio il tuo talento da scribacchino e far sì che tu faccia di te un web writer, o uno scrittore, un poeta o un autore ho allora pensato di storpiare quel ritornello che diceva “dammi tre parole: sole, cuore e amore“. E poi, dato che sono così anticonformista, ho iniziato dalla fine: sì, dalle more.
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C’era una volta uno Scrittore… (e un Web Writer, un Poeta, un Autore…)

c'era una volta uno scrittore...
Ogni volta che scrivi un articolo, un post, un editoriale, una recensione, un verso, un capitolo del tuo prossimo libro,  ogni singola volta che tracci una parola nuova di questa parola ti resta una traccia. Una traccia che, se di scrivere quello che è scritto ne è valsa la pena, è una traccia che ti migliora.
Perché ogni parola entra a far parte della tua storia. Ma tu, che tanto ami e sai scrivere, di che storia vuoi essere protagonista? Vedi il tuo rapporto con la scrittura come un harmony in cui si racconta un amore non ricambiato? O vedi la tua vita sempre a fianco delle parole come una trilogia dell’orrore dove tanti, troppi, segni lasciati dalle tue penne?
Invece prova a vivere con la scrittura una fiaba: il messaggio del post di oggi te lo darò con l’AMP Ciclico (perché ci vuole sempre un messaggero perché giunga a destinazione lo stimolo.)
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Web writer: 9+1 consigli tutti da… masticare

Web writer: 9+1 consigli tutti da… masticare
A Seattle c’è un muro. E tu penserai “e quindi? I muri sono ovunque”. Sì, hai ragione. I muri sono ovunque. Come sono ovunque, nel web, anche gli scrittori. Ma a volte i muri sono diversi, particolari. Proprio come accade con le persone.
Questo muro a Seattle, di cui puoi ammirare qua sopra la foto, (se ti sei avvicinato allo schermo per cercare di capire meglio di che si tratta hai fatto la stessa cosa che ho fatto io appena ho visto quest’immagine)è un muro tappezzato di chewing-gum. Sì, tappezzato proprio di quelle gomme che mastichi come mastichi le parole che ti nutrono prima di sfamare con esse i tuoi lettori.
Tu pensa a quanto all’inizio queste gomme devono essere state un problema per la città. Immagina quante volte si sarà cercato di interrompere questa abitudine di attaccare le gomme. Poi qualcosa è cambiato: un problema è diventato un’opportunità. Un po’ come stai facendo tu con la tua irresistibile voglia di scribacchiare: stai lavorando per incanalare la tua passione e per aumentarne l’attrattiva. Proprio come il muro di Seattle che è diventata una grande attrazione turistica.
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4 miti da reinventare per diventare un mitico blogger/web writer

4 miti da reinventare per diventare un mitico blogger/web writer
Questo post nasce da un dialogo. Del resto quando scrivi, e ciò che scrivi lo pubblichi, non stai forse iniziando un dialogo? Ti dirò di più: io dico che per scrivere (e quando dico “scrivere” intendo “scrivere bene”, lo sai) serve il metodo DICI. In che consiste?

  • Dialogo: quel dialogo fondamentale che riesci a instaurare col tuo lettore
  • Interesse: sia l’interesse che tu stesso nutri verso ciò che fai sia l’interesse che riesci a suscitare
  • Confronto: la voglia di metterti in gioco confrontandoci senza sosta
  • Impegno: l’impegno che profondi nello scrivere ogni singola parola

Sai, io ci ho messo impegno a scrivere questo post. Perciò spero accenda il tuo interesse e la tua voglia di un confronto. E che faccia nascere un dialogo.
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Il blogger, Baudelaire e l’ispirazione al tempo del web writing

Il blogger, Baudelaire e l’ispirazione al tempo del web writing
Quando smetti di bocciare a priori ogni tua idea sono tante le cose che possono sbocciare. Può sbocciare l’amore per la scrittura, perché la scrittura sì che sa come farsi amare, possono sbocciare diversi progetti, svariate trame che erano già state seminate nella tua fantasia e che aspettavano solo la stagione giusta per fiorire sulla carta, ma possono anche sbocciare oleandri bianchi e da questi bisogna sapersi guardare.
Trasformare l’ispirazione in azione significa anche questo: saper coltivare i fiori migliori del giardino delle proprie idee. Ma qualche volta si può trarre ispirazione anche dai fiori del male: che ne diresti perciò di dare un’occhiata a delle citazioni dall’omonima opera di Baudelaire per scoprire cosa certi grandiosi artisti del passato possono insegnare a un blogger?    (altro…)