Colgo il suggerimento di @strafui e vi ricordo le precedenti edizioni https://t.co/WkfWBgBOx6
— (Eudai)Mønia (@eudai_monia) December 28, 2020
In principio fu una notte buia e tempestosa che alla fine ci fece capire come non contasse molto altro

Poi abbiamo giocato a Prometeo con le copertine, finendo però con l’essere noi a prendere fuoco

Quindi abbiamo addirittura creato due racconti, inanellati come un uroboro

Finché ci siamo chiesti se esistessimo davvero e ci siamo anche risposti che forse si esiste finché si ha qualcosa da dire

E a questo giro?
Regole semplici: apri a caso una pagina di un libro che stai leggendo e scrivi qui, nei commenti, una frase tratta da questa pagina (indicando anche titolo del libro e nome dell’autore).
Se visibili altri commenti (cercherò di approvarne il meno possibile) ignorali e vai dritto per la tua frase.
Il gioco sarà aperto fino alle 12,12 di domani
Ecco il mio incipit
“Sfoggiava un sorriso palesemente frutto di un’estrema forza d’animo più che di spontanea felicità e i bei ricci da donna preraffaellita le pendevano ai lati del viso come alghe flosce”
(La felicità del cactus di Sarah Haywood)
Cominciamo?
9 commenti
SeoPigro · Febbraio 15, 2021 alle 10:37 am
“Un mattino partì per questa caccia. Il termometro, fuori, segnava diciotto
gradi sotto zero. Il sole non era ancora spuntato e il cacciatore sperava di sor-
prendere le bestie nelle adiacenze del Wildstrubel”
(G.d.M. – Il rifugio)
😉
Vale · Febbraio 15, 2021 alle 11:19 am
Il suono di una campana la colpì nel cuore. Si sentì prendere per mano. “Vieni!” I mari di tutto il mondo le si riversarono in cuore. E lui ve la stava trascinando dentro: per annegarla.
Gente di Dublino, “Eveline”- James Joyce
Segnoditerra1 Gea Zema · Febbraio 15, 2021 alle 11:55 am
Iris guardò dalla finestra della sua camera. Detestava gennaio. Detestava anche febbraio, e gli acquazzoni di marzo e aprile. A maggio era allergica al polline, a giugno faceva troppo caldo.
Gli occhi gialli dei coccodrilli di Katherine Pancol
unggnu · Febbraio 15, 2021 alle 5:46 pm
Desde aquel dia no volvieron a dirigirse la palabra. Cuando las obligaban las circunstancias, se mandaban recados, o se dician las cosas indirectamente.
Cien anos de soledad, Gabriel García Márquez
Valeria · Febbraio 15, 2021 alle 7:34 pm
Quant’era facile calare un velo tra lui e quel gruppo di persone che erano la sua famiglia. Sfocavano piacevolmente, diventavano indistinte quel tanto da riuscire ad amarle.
“Daddy” di Emma Cline
Italo Rizzo · Febbraio 15, 2021 alle 8:06 pm
Nessuno dice mai “dare il buio”, anche se sono in un certo senso la stessa questione, eventi, non cose. E “mettere al mondo”, l’azione che in genere implica la presenza del medico: chi mette cosa? È la madre che viene messa di nuovo al mondo, come un prigioniero rilasciato? No di certo; né è la madre che decide quando mettere al mondo il bambino, come se il figlio fosse una lettera da mettere in una cassetta della posta.
Margaret Atwood, dal racconto “Dare alla luce”
Antonello Auteri · Febbraio 15, 2021 alle 9:25 pm
“Il giorno dopo scendiamo dalla corriera tutti vestiti a festa e camminiamo fino al palazzo dove ci avevano affidati alle nuove famiglie. All’ingresso ci sono di nuovo i tavoli apparecchiati e la banda musicale”
(Il treno dei bambini di Viola Ardone)
chiara strafui · Febbraio 15, 2021 alle 9:26 pm
Nei corridoi c’è gente che non dice e non fa. Che arranca nel sudiciume della deriva fisica, con i capelli come erba marcita e la curvatura in avanti di chi vada verso il basso, di chi si lasci smottare versi i piedi a chiudere il cerchio del corpo.
(Andrea Bajani, Cordiali saluti)
Federico · Febbraio 16, 2021 alle 10:04 am
…non può fare a Amor riparo, se non gente rozze e ingrate.