Tutte le traiettorie portano al #BOOKaniere

Tutte le traiettorie portano al #BOOKaniere
Ci sono esseri umani che sono pianeti finché qualcuno non si accorge che sono troppo aridi perché qualcuno abiti dentro di loro. E poi ci sono persone che sono globi di terra sparati a caso nell’universo finché tanta gente non si rende conto che hanno tanta acqua da offrire. E allora quella persona più che popolare diventa (una terra) popolata.
Ci sono storie che nascono quando vengono mandate in orbita certi personaggi e vengono spediti a spasso per una galassia di eventi seguendo binari inconsueti per una destinazione che lo scrittore probabilmente non conosce. Ma il lettore sì. (Come tutte le traiettorie che portano al #BOOKaniere a dispetto di tutte le cose che non scrivi.)
E tu intanto la prendi. Anche se la prendi male. La prendi male. Sempre. Ma la prendi a modo tuo. Con quella presa stretta ma non salda, coi segni che ti restano e restano tanto che sembrano ormai essere segni di qualcosa che c’è sempre stato. La prendi male ma la lasci bene. La vedi scivolare, prendere velocità, la lasci fare e poi la raccogli prima che abbia bisogno di essere raccolta.
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Ma guarda un po' che coincidenza!

Ma guarda un po' che coincidenza!
Il primo Calamorso ha visto la luce pochissimi giorni fa ma ecco che il primo racconto scritto per vincere l’ammirazione dei Calamisti e un Calamoquio è già qua. Di treni che ti sfrecciano davanti e pensieri che vanno indietro eppure nel loro riesumare memorie ti fanno rinascere facendoti fare un balzo in avanti… Ecco di che cosa in questo primo racconto in concorso si parlerà.
(Ricordo all’autore/autrice di questo racconto e agli autori/autrici dei successivi che conto sulla loro collaborazione affinché le loro identità restino segrete… fino a quando non lo dirò io!)
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Calamorso e… Chat

Calamorso e... Chat
Leggere questo post prima del precedente non è come mangiare il dolce prima del primo (cosa che vuoi lo puoi fare, se ti va puoi pure concederti questa inversione senza che qualcuno si faccia male, davvero). No. Leggere questo post prima di aver letto En train de (il primo Calamorso) è severamente vietato da tutte le convenzioni che avrebbe questo posto se questo posto avesse delle convenzioni ed è fortemente sconsigliato da 10 medici su 10.
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En train de (il primo Calamorso)

en train de

Dei nostri risvegli condivisi

salgo a bordo ogni volta che deraglio.

Dormono i binari uccisi

su tragitti abbandonati in travaglio.

Rinati percorriamo a ritroso i nostri vizi.

Ma c’è una verità che non osi pronunciare:

ci siamo affezionati agli inizi

e no, non possiamo cambiare.

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Pianto

 

Pianto

La gente è brava
http://www.arcanami.com/artisti-dettaglio.php?Prodotto=191&Artista=41


Ho in testa una testa che sta bene su tutto come il prezzemolo ma invece che di prezzemolo è piena di basilico e spero che tu sia per me il vaso.
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Perché la scrittura è… Goya

perché la scrittura è goya (cavie)

Booboo, la cavia più famosa del webbb


Era lì, con gli occhi talmente sgranati che veniva da domandarsi quanto male stesse fotografando il mondo. Era lì, con le pupille talmente spalancate, che veniva da chiedersi se dentro avesse davvero tanto spazio per accogliere tutto quello che passando dalle pupille gli si sarebbe potuto facilmente infilare dentro. Era lì e ci ripeteva avrete sempre una qualche scusa per non vivere la vostra vita” (Ciao Palahniuk, papà di tutte le cavie d’inchiostro, tante grazie, sempre tante)”. Per questo l’annuncio, la proposta, l’idea sparata in faccia come pallottole a aria compressa, ci sembrava così allettante da volerci tirare indietro eppure così spaventosa da non poter far altro che coglierla al volo:

“Doveva essere un ritiro per scrittori. Un posto sicuro. Una colonia appartata di scrittori, dove avremmo potuto lavorare… Nient’altro che persone che leggono storie ad alta voce. Persone in cerca di un’idea capace di emanare la sua eco per l’eternità”.

 

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Di corsi e discorsi

di corsi e discorsi
 
(Cucciolo di cane Corso -ah ah ah che ironia sottile, che raffinato gioco di parole, che elegante danza di assonanze e consonanze- con occhi blu. Che poi si fa presto a dire “blu”. Gli occhi, sulla carta, per tenere altri incollati, alla carta, dovrebbero essere occhi color “mercurio”, o “petrolio” o “cielo di marzo dipinto a acquerello dentro una soffitta fredda che tanto è marzo e il peggio è passato”, o color “ambra” anche se a volte, saper conservare le cose dal tempo, per tanto tempo, non è poi questa gran dote se ti ritrovi solo insetti brutti e inclusioni fastidiose).
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2015 incanti(ere)

2015 incanti(ere)
Io questo articolo non l’ho scritto per te. Mi dispiace.
Perché tu te ne stai lì immobile e ti racconti cheè giusto così mentre qualcuno ti calpesta i fianchi e ti senti un po’ franare ma nessuno ti ha insegnato a urlare. No, non l’ho scritto per te, montagna. Ma per chi se si rende conto che è il caso di venire da te ci viene pure. Tanto poi ti scala. Con sogni grandi come elefanti dentro corpi di farfalle.
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