Alza la testa dal libro: fuori è magnifico

alza la testa dal tuo libro: fuori è magnifico
Fuori tutto è magnifico (come canta Fedez in una delle canzoni che qualche giorno fa mi è sembrata la colonna sonora perfetta per uno di quei momenti in cui ti alzi dal letto e tutti pensano che allora, dato che ti sei alzato dal letto, sei pronto a ascoltare gli altri.
Invece no.
Perché hai ancora nelle orecchie una canzone che ti dice che fuori tutto è magnifico. Ma tu un po’ di più. Perché tu sei come un ventricolo in cui una certa valvola non funziona bene: hai dentro di te non solo il sangue che giustamente devi avere ma anche il sangue che ti resta dentro, che torna indietro da tutto il resto e tu provi a abbracciare tutto il rosso che ti circonda. Finché tutto finisce in un tramonto. E dopo c’è pace nera.
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Scrivi come il Barone Posso

scrivi come il barone posso

“Ti sembra tutto visto tutto già fatto
tutto quell’avvenire già avvenuto
scritto, corretto e interpretato
da altri meglio che da te.”

Se non hai mica vent’anni ma (dentro) molti di meno puoi continuare a leggere. Ti prometto che ci stupiremo (o ci proveremo, almeno).

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Braining d'autore

training d'autore e l'accademia delle belle storie
Pro-ces-sio-ne. Guarda che parola faticosa solo a dirsi. Una parola che ti dà l’idea di un percorso che si snoda lungo vie lunghe su cui si sono intrecciati i piedi e gli sguardi e i programmi di persone che magari pensavamo di non avere nulla in comune e invece. Invece hanno capito che non sempre scegli qualcuno con cui fare un pezzo di strada e poi cerchi la strada.
A volte sai solo la meta e chiedi a un orgoglioso abitante di Via del Calamo quale strada puoi fare per arrivare dove vuoi arrivare. Qui lo hanno fatto in tanti. Chiedendo, più o meno pubblicamente, dove trovarli questi compagni di viaggio necessari come sarebbe necessario un unicorno per spostarsi da un punto all’altro di un regno incantato.
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L'avvento degli scrittori

l'avvento degli scrittori
Sono qui, dietro lo schermo, come quando sono dietro in macchina e devo completare una frase che inizia con “l’attesa del piacere è…” e mi chiedo se, ammesso che leggere questo post in questo posto possa essere annoverato tra i piaceri, ecco, ammessa questa incidentale lunga, così lunga, come un tamponamento, magari cardiaco, in cui uno spazio che dovrebbe essere virtuale diventa così reale da accogliere qualcosa e allora capisci che a volte quando qualcosa da virtuale diventa, dolorosamente, reale è perché qualcosa è andato storto. Quindi circolare, circolare, non c’è niente da guardare.
Dicevamo, mi chiedo se, se questo post per te è un piacere magari il fatto che sia stato s-post-ato, che sia post-unpo’digiorni dall’ultimo può essere stata un’attesa che (ti/mi/ci) ha fatto bene.
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Come un gallo sui trampoli

come un gallo sui trampoli
Non ti scrivo per essere letta. Non penso di saper far volare la tua immaginazione abbastanza in alto da diventare pagina del tuo diario e bigliettino scambiato sotto il banco e gomitata data furtiva tra un cambio dell’ora e l’altro. Che poi, dimmi, tu te li scambi con qualcuno i bigliettini da sotto il banco?
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Nati per (farsi) leggere

nati per (farsi) leggere
Il sindacato dei lunedì oggi mi ha chiamato e mi ha detto che a volte avere a che fare coi lunedì è proprio strano. Perché più tutto, di settimana in settimana, resta uguale, più tutto diventa peggiore. Anche quando si è nel bel mezzo di una settimana (anzi, qualche giorno in più di una settimana) in cui l’imperativo dovrebbe essere leggere. Per questo Calamo ha passato la mattinata a allungarsi i muscoli perché in questi giorni si sta scaldando. Ma…
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