Perché la scrittura è… Goya

perché la scrittura è goya (cavie)

Booboo, la cavia più famosa del webbb


Era lì, con gli occhi talmente sgranati che veniva da domandarsi quanto male stesse fotografando il mondo. Era lì, con le pupille talmente spalancate, che veniva da chiedersi se dentro avesse davvero tanto spazio per accogliere tutto quello che passando dalle pupille gli si sarebbe potuto facilmente infilare dentro. Era lì e ci ripeteva avrete sempre una qualche scusa per non vivere la vostra vita” (Ciao Palahniuk, papà di tutte le cavie d’inchiostro, tante grazie, sempre tante)”. Per questo l’annuncio, la proposta, l’idea sparata in faccia come pallottole a aria compressa, ci sembrava così allettante da volerci tirare indietro eppure così spaventosa da non poter far altro che coglierla al volo:

“Doveva essere un ritiro per scrittori. Un posto sicuro. Una colonia appartata di scrittori, dove avremmo potuto lavorare… Nient’altro che persone che leggono storie ad alta voce. Persone in cerca di un’idea capace di emanare la sua eco per l’eternità”.

 

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2015 incanti(ere)

2015 incanti(ere)
Io questo articolo non l’ho scritto per te. Mi dispiace.
Perché tu te ne stai lì immobile e ti racconti cheè giusto così mentre qualcuno ti calpesta i fianchi e ti senti un po’ franare ma nessuno ti ha insegnato a urlare. No, non l’ho scritto per te, montagna. Ma per chi se si rende conto che è il caso di venire da te ci viene pure. Tanto poi ti scala. Con sogni grandi come elefanti dentro corpi di farfalle.
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L'ultimo post

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C’è quell’angolo, sì proprio quell’angolo all’incrocio tra quello che sarebbe potuto essere e quello che è stato, che è un angolo che ti è sempre piaciuto tanto. Per questo a tratti ti fermi e la trattativa col futuro si blocca e tu sei un congegno di cui non ricordi più il codice per farlo partire e allora ti volti e pensi “è proprio un bel posto”. “Un bel posto ma non ci vivrei”. Perché quando i posti in cui vai sono posti in cui torni puoi accarezzarne il riflesso come una polaroid venuta bene ma non puoi restare una vita intera fermo in posa per un quadro che ti fa sentire appeso.
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Mamma TV e il prodigarsi di scrittura

mamma tv  e il prodigarsi di scrittura #SelvaggiaNonMentire
Poi un bel giorno (tutto quello che è successo prima è irrilevante perché, a un certo punto, tutti sembrano convinti che basti guardare il risultato, dove sei arrivato, più che come ci sei arrivato. Questa perversione di conoscere i modi. Verbali e non solo) succede che sei sul tuo nido del cuculo a immagazzinare parole come farebbe coi pesci il pellicano e leggi che nell’aria c’è qualcosa.


In genere selezioni con cura di cosa, di quello che c’è nell’aria, occuparti. Perché, ehi, lo sappiamo tutti che le percentuali non sono a tuo favore: solo il 21% dell’aria è respirabile. Se ti risparmi il tentativo di imbottirti di azoto i polmoni ti fai un favore.
Ma a volte occorre fare la pulce che ha la tosse.
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