Impressioni diaframmatiche (e altri echi)

Legheranno gli autunni
I soffi sofferti
Dei tuoi polsi scordati
Suonati nei miei versi
Saranno erose
Le mie caviglie
Senza radici e innestate
Nelle tue metastasi di primavera.

Legheranno gli autunni
I soffi sofferti
Dei tuoi polsi scordati
Suonati nei miei versi
Saranno erose
Le mie caviglie
Senza radici e innestate
Nelle tue metastasi di primavera.
Mi sfiori le labbra e scovi la lebbra. È la pelle caduta nelle collutazioni per l’incoscienza delle costellazioni. Librille Libri salvati, libri baciati, libri sognati, libri recuperati, libri abbandonati, libri (mai) dimenticati, libri che sono diventati coralli, libri che hanno fatto troppi sbagli, libri per cui faresti tanti sbagli, ibri Leggi tutto
Distruggendo mandorle Faremo esplodere Palloncini di paure Inconsapevoli C’è il leone nei ruggiti Tu Guardi le mosche? Piangono blu Quaranta giorni, quattro fasi, e in quattro e quattr’otto hai quarantaquattro gatti che ti regalano vite e ti seguono ovunque 40 giorni di terapia Dal 10 ottobre al 19 novembre 4 Leggi tutto
Estirperò le tue voglie Come denti da latte cariati Aggrappati A tumefatti silenzi. I tuoi cieli avariati Squilleranno Contro la ruggine dei tuoi Soffitti spenti. Trenta giorni, tre materie, troppe sorprese, dica trentatré sennò sviene Le 3 materie: Anatomia I, Biologia, Chimica I 30 giorni: dal 2 al 31 ottobre Leggi tutto

Bevo perché dentro sono arido.
Per uccidere questa cosa che ho dentro e che non vuole mai il bene,
vuole continuamente il meglio.
Ci siamo mescolati così a fondo, entrati così dentro,
che andando via ci siamo staccati a stento.
Non sei una prigione, al massimo sei la ragione
per cui uno sarebbe pronto ad andarci, in prigione
ma a volte le Madonne sbagliano croce
e le parole non portano indietro le persone,
al massimo le spingono più lontano
così lontano che
ti ripassano davanti perché il mondo, in fondo, un po’ cerchio è.
Vorrei che gli occhi chiudendosi facessero più rumore,
sembrerebbe una più degna conclusione,
nella mia scuola elementare c’era un muretto
i tuoi occhi hanno quello stesso colore.
Scendiamo le scale.
Sono bagnate.
Per fortuna andiamo piano.
Per fortuna?
Sì, ci siamo.
Ci stiamo.
Ci stiamo allontanando.
Ma (camminiamo) piano.
Per questo non te ne accorgi.
E non lo ammettiamo.

“La mia teoria generale fin dal 1971 è stata che la Parola è letteralmente un virus, e che non è stata riconosciuta come tale perché ha raggiunto uno stato di relativamente stabile simbiosi con il suo ospite umano; vale a dire, il Virus Parola (l’Altra Metà) si è imposto così saldamente come parte accettata dall’organismo umano da poter adesso sghignazzare dietro ai virus gangster come la varicella e spedirli all’Istituto Pasteur. Ma la Parola porta chiaramente l’unica caratteristica di identità del virus: è un organismo senza altra funzione interna che quella di replicare se stesso”
(William S. Burroughs)

Questo post è un po’ come l’amore per i Joy Division e un po’ come il senz’ossa quando è inverno: ti farà a pezzi ma ha anche già fatto a pezzi se stesso.

Ancora è troppo freddo. Non riesci a mangiarlo.
Ma allora, esattamente, cosa fai?
“Esattamente” niente.
Come, vedo che fai un sacco di cose!
Non “esattamente”.
Che vuoi dire?
Che non riesce a cogliere, nella mia voce, le virgolette.
Ora sì, puoi assaggiarlo. La lingua potrebbe restare attaccata come se tu fossi un novello Pavese che si è innamorato di una ballerina che volteggia sul ghiaccio e allora ora bacia i lampioni gelati sotto un inverno impietoso che non aspetta nessuno mentre lui, Cesare, sì che ha aspettato, ma a cosa è servito?
Al diavolo l’attesa, addenti il ghiacciolo.
Non ti seguo.
Ok. Ricominciamo. Faccio diverse cose. Spesso le sbaglio. Qualche volta ne azzecco una mentre avrei voluto azzeccarne un’altra come se mi avessero dato una pistola con la canna deviata.
Non ti servono pistole, tu hai le tue parole.
Questa mi è piaciuta. Ora ho proprio voglia di continuare a parlare con te.

Luglio è il mese più crudele.
Ma non era novembre?
Aprile. Perché parlate se non sapete le cose? Il mese più crudele è aprile.
A me è sempre stato sullo stomaco Maggio.
Guarda che i mesi si scrivono con la minuscola.
Ma come fai a sapere con che lettera lo avrebbe scritto se stiamo parlando?
Il tono. Ma come può capire il tono gente che pensa che il mese più crudele sia luglio.

A questo punto della discussione ci starebbe bene una storiella che racconto spesso.
Quale?
Quella della scimmia e dello scorpione. Sai, sul fiume, lo scorpione deve attraversare..
Ma non erano uno scorpione e una rana?
Secondo alcuni una tartaruga. Ma nella mia versione è una scimmia, ok?
Se me la racconti tu puoi metterci al posto della rana anche un airone.
Ecco, allora…