Quello che i #blogger non dicono

le cose che non dici
In principio furono le donne. Loro, con le loro gambe lunghe (ma oltre le gambe c’è di più), loro che lasciano cambi il vento mentre loro… Cambiano? Mannò(ia). Poi anche uno scrittore in gamba come Nicholas Sparks decise di iniziare a non dire certe parole. Tanto per non far annoiare il lettore. Tu, invece, proprio tu che le tue parole, invece che affidarle a una bottiglia, hai deciso di spedirle a passeggiare nell’imbottigliatissima autostrada del blogging hai qualcosa che (pensi ma) non dici?

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C’era una volta uno Scrittore… (e un Web Writer, un Poeta, un Autore…)

c'era una volta uno scrittore...
Ogni volta che scrivi un articolo, un post, un editoriale, una recensione, un verso, un capitolo del tuo prossimo libro,  ogni singola volta che tracci una parola nuova di questa parola ti resta una traccia. Una traccia che, se di scrivere quello che è scritto ne è valsa la pena, è una traccia che ti migliora.
Perché ogni parola entra a far parte della tua storia. Ma tu, che tanto ami e sai scrivere, di che storia vuoi essere protagonista? Vedi il tuo rapporto con la scrittura come un harmony in cui si racconta un amore non ricambiato? O vedi la tua vita sempre a fianco delle parole come una trilogia dell’orrore dove tanti, troppi, segni lasciati dalle tue penne?
Invece prova a vivere con la scrittura una fiaba: il messaggio del post di oggi te lo darò con l’AMP Ciclico (perché ci vuole sempre un messaggero perché giunga a destinazione lo stimolo.)
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#Blogging: la #scrittura è fatta a… Scale

Blogging: la scrittura è fatta a... Scale
Oggi iniziamo in medias res. Vuoi sapere perché? Perché quando la vita ti racconta cosa ti succederà da lì a pochi istanti (e poi te lo fa succedere) non si preoccupa dei convenevoli. Salta i preamboli. Quindi fallo anche tu: prova a rompere gli indugi e catapultare il lettore nella scrittura di quello spettacolo di post di cui tu sei l’autore ma lui, in quanto fruitore, è il principale attore.
Sto leggendo dei disturbi di personalità in psichiatria mentre ascolto Starway to Heaven. C’è l’evitante e l’istrionico, il narcisista e il paranoico… Mi sciolgo i capelli, una ciocca muove le cuffie e la traccia arriva alle orecchie disturbata. Come quando dici qualcosa e ciò che dici viene travisato. Oppure non parli proprio perché hai paura che il tuo messaggio venga distorto. Come quando mentre stai salendo, gradino dopo gradino, la tua scala per il cielo ma una distorsione alla caviglia ti fa rallentare e tu non lo sai se sei in grado di continuare.

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4 miti da reinventare per diventare un mitico blogger/web writer

4 miti da reinventare per diventare un mitico blogger/web writer
Questo post nasce da un dialogo. Del resto quando scrivi, e ciò che scrivi lo pubblichi, non stai forse iniziando un dialogo? Ti dirò di più: io dico che per scrivere (e quando dico “scrivere” intendo “scrivere bene”, lo sai) serve il metodo DICI. In che consiste?

  • Dialogo: quel dialogo fondamentale che riesci a instaurare col tuo lettore
  • Interesse: sia l’interesse che tu stesso nutri verso ciò che fai sia l’interesse che riesci a suscitare
  • Confronto: la voglia di metterti in gioco confrontandoci senza sosta
  • Impegno: l’impegno che profondi nello scrivere ogni singola parola

Sai, io ci ho messo impegno a scrivere questo post. Perciò spero accenda il tuo interesse e la tua voglia di un confronto. E che faccia nascere un dialogo.
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Il blogger, Baudelaire e l’ispirazione al tempo del web writing

Il blogger, Baudelaire e l’ispirazione al tempo del web writing
Quando smetti di bocciare a priori ogni tua idea sono tante le cose che possono sbocciare. Può sbocciare l’amore per la scrittura, perché la scrittura sì che sa come farsi amare, possono sbocciare diversi progetti, svariate trame che erano già state seminate nella tua fantasia e che aspettavano solo la stagione giusta per fiorire sulla carta, ma possono anche sbocciare oleandri bianchi e da questi bisogna sapersi guardare.
Trasformare l’ispirazione in azione significa anche questo: saper coltivare i fiori migliori del giardino delle proprie idee. Ma qualche volta si può trarre ispirazione anche dai fiori del male: che ne diresti perciò di dare un’occhiata a delle citazioni dall’omonima opera di Baudelaire per scoprire cosa certi grandiosi artisti del passato possono insegnare a un blogger?    (altro…)

Il blogger che ride

Il blogger che ride

Questa è una cieca. È un’anomalia? No. Noi siamo tutti dei ciechi.

Raccolgo l’uomo che ride di Victor Hugo da terra. I libri hanno un potere speciale: sanno come catapultarsi giù dai ripiani quando sentono che ciò che ti serve per fare il pieno è essere catapultato dentro una storia. Lo prendo, apro una pagina a caso e leggo. Rifletto su come, per quanto ci sforziamo di leggere tra le righe, di guardare oltre, a volte proprio non riusciamo a vedere più in là del nostro naso. E mentre rifletto fiuto l’occasione di offrirti un pezzetto di questo mio momento, e del successivo spezzatino di riflessione, spezzettando per te il brano. E commentando insieme, indossando le lenti di chi scrive, un passo alla volta ogni passaggio della citazione.

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Un post, 9 con(s)igli e i post-umi pasquali

Un post, 9 con(s)igli e i post-umi pasquali
Ancora devi riprenderti dai post-umi della Pasqua, no? Che poi, in effetti, Pasqua chissà quando è finita per te. Niente è finito finché non è finito. Perché le fini sono fatte così: perseguono fini ignoti ai più così scelgono di giungere nei momenti che ritengono più adatti a raggiungere i loro scopi. Inutile tentare di tenersi stretti i momenti: la fine, di quell’esperienza, prima o poi arriva. E quasi sempre arriva quando meno te l’aspetti. Ma ora basta fare le teste d’uovo: è il momento di divorare 9 consigli a sfondo pasquale con la stessa velocità con cui dai fondo alla dispensa e divori le uova di cioccolata.

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Epopea di un blogger: braccio di ferro per un tozzo di popolarità

Epopea di un blogger: braccio di ferro per un tozzo di popolarità
Proemio: il Muso di questo post è stato Mr Tozzo con un suo commento a un mio post. Sì, proprio quel Mr Tozzo che ha fatto il suo ingresso da pioniere nel mondo informatico armato di “un favoloso Amiga 500”.
Alla fine ce l’hai fatta. Un attimo prima di salire quell’ultimo gradino hai sentito tutto il peso dell’esitazione farti levitare il piede. I timori, che nella levità di un’antica spensieratezza avresti dimenticato in giro come maglioni di un inverno ormai passato, in quell’istante, per un istante, ti hanno letteralmente gelato il sangue. L’ansia da prestazione, un minuto prima di quella tanto attesa presentazione, ti avrebbe permesso di passare comunque all’azione? Quando la suola della tua scarpa ha sentito il terriccio sul palco e quella gomma masticata e poi buttata da chissà chi lo hai capito: c’eri riuscito, eri sul palco. Così ti sei schiarito la voce e, dopo i primi convenevoli, hai iniziato ad aspettarti qualche applauso. Anche a costo di apparire venale.
Ma, anche se il concerto del tuo blog è iniziato già da un po’, non stai di certo ricevendo un fiume di commenti e complimenti, di condivisioni e riconoscimenti. Insomma, non ti sdrai di certo su un effluvio di fiori lanciati sul palco insieme per tessere le tue lodi. Più che altro è il tuo piagnucolare per lo sconforto che potrebbe riempire il letto del Po.

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Il tuo blog è come il FAR west?

Il tuo blog è come il FAR west?
Da quando hai visto che il jogging è troppo faticoso hai deciso di darti al blogging: ormai sai che le parole sanno essere proiettili e, anche quando hai tanti scritti pronti in canna, ci pensi bene prima di premere il grilletto del tasto “pubblica” e correre il rischio di cannare. Eppure certi sbagli ti sembrano proprio impossibili da non fare.
Prima di diventare blogger guardavi alla blogsfera come a una terra di frontiera. La frontiera, al tempo stesso, separa e unisce, divide e collega. Attraversando il confine tra la scrittura conservata come privata e la pubblicazione dei tuoi scritti online hai varcato un ideale confine avventurandoti in una terra dove tutto era per te ancora in larga misura da scoprire: una terra da esplorare proprio come il selvaggio west.

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