Sei uno scrittore magnum?

sei uno scrittore magnum?
Il fatto è che a noi piacciono le parole, vero? Ci piacciono così tanto che quando ci troviamo di fronte a una parola che può avere più di un senso ci sembra di stare davanti a un caleidoscopio di emozioni di cui osservare ogni sfumatura. Oggi ti va di scrivere in pompa magna giocando con uno dei significati della parola magnum?
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C’era una volta uno Scrittore… (e un Web Writer, un Poeta, un Autore…)

c'era una volta uno scrittore...
Ogni volta che scrivi un articolo, un post, un editoriale, una recensione, un verso, un capitolo del tuo prossimo libro,  ogni singola volta che tracci una parola nuova di questa parola ti resta una traccia. Una traccia che, se di scrivere quello che è scritto ne è valsa la pena, è una traccia che ti migliora.
Perché ogni parola entra a far parte della tua storia. Ma tu, che tanto ami e sai scrivere, di che storia vuoi essere protagonista? Vedi il tuo rapporto con la scrittura come un harmony in cui si racconta un amore non ricambiato? O vedi la tua vita sempre a fianco delle parole come una trilogia dell’orrore dove tanti, troppi, segni lasciati dalle tue penne?
Invece prova a vivere con la scrittura una fiaba: il messaggio del post di oggi te lo darò con l’AMP Ciclico (perché ci vuole sempre un messaggero perché giunga a destinazione lo stimolo.)
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Scrittura di successo: dalle stalle alle stellate (cellule)

Scrittura di successo: dalle stalle alle stellate (cellule)
Eri proprio convinto che lì, in quel punto esatto, ci fosse un buco nero. Ma non uno di quei buchi neri che, semplicemente, risucchiano tutto. Un buco nero atipico. Un buco nero in cui le cose non spariscono ma si trasformano. E si trasformano tanto che intere giornate diventano inchiostro nero. Poi hai capito che no, non avevi in testa un buco nero. Ma un viale di (cellule che sembrano) stelle. Così, in pieno stile Walk of Fame, hai iniziato a capire come uscire dal luogo comune (e quindi troppo affollato, inflazionato) del blocco dello scrittore, come tirarti fuori dal tuo stato di stallo e raggiungere le stelle. Pedalando sulle tue penne come se fossero di una ruota i raggi.
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Iniezione di motivazione (per) n°1

Iniezione di motivazione n°1
Lo sai che di tanto in tanto mi piace cambiare in corsa i programmi, anche i miei stessi programmi, no?  Perché, in effetti, normalmente nella vita succede proprio così. E allora possiamo scegliere di fornire nel nostro blog una versione edulcorata della realtà. Un teatrino di marionette. Qualcosa come i “santini latte e miele” citati da Emma ne “Il lupo della steppa”. Oppure possiamo scegliere di essere autentici.  Perché se quando scrivi storie ti sforzi di essere credibile quando scrivi la storia della tua vita è a essere incredibile che devi sforzarti.
Così ho pensato di indossare un paio di scarpe nuove. Quelle che per antonomasia sono più scomode delle altre perché, per quanto tu abbia imparato a adattare le tue parole a ogni contesto ci vuole un po’ di rodaggio prima di riuscire a dare un calcio alle proprie reticenze e rendere la propria scrittura calzante al nuovo percorso.
Intanto, però le sfide incalzano senza sosta. Tu sei pronto a imparare la lezione dell’albatros?
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Spesso il male di scrivere ho incontrato

Spesso il male di scrivere ho incontrato
Ogni mattina il cartellino più bello lo timbri quando ti metti a lavorare alle tue passioni. Quelle passioni a cui dichiareresti il tuo amore con un cartellone, quelle passioni che, quando hai l’occasione di coltivarle ti senti fortunato come se avessi beccato la cartella vincente giocando a tombola e senti che nessun guaio potrà mettere becco nel tuo momento di grazia perché la tua passione è al tempo stesso il tuo nido e la spinta a spiccare il volo.
Ti immagino lì, con la tua cartella. Pronto a imparare sempre cose nuove e a compilare la cartella delle vite delle persone che ti trovi a leggere, pronto a riempire miriadi di cartelle editoriali ben consapevole di come la scrittura può essere un impagabile strumento. Anche quando il tuo strumento è spesso il fonendo. Perché, se è pur vero che uno scritto al giorno toglie il medico di torno è anche vero che se si usa nella cura la scrittura può essere più piacevole avere un medico intorno.
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La stagione della scrittura (Parte 3)

La stagione della scrittura (Parte 3)
Gli ombrelloni sono ancora aperti. Ombrelloni che potrebbero ben ripararti da una pioggia di occasioni. Quelle occasioni che a volte si preferisce schivare per paura delle conseguenze che dopo averle colte si dovranno sopportare. Gli ombrelloni però presto si chiuderanno. Come le porte che si chiudono in faccia al vecchio anno quando sulla soglia ce n’è già uno nuovo. Un nuovo anno in compagnia della scrittura. Gli ombrelli si chiuderanno perché “l’estate sta finendo”. Quindi un anno se ne va. E stai diventando grande. Anche se, magari, non ti va perché non ti va di cambiare classe come durante gli anni della scuola. Perché, anche se sai che per te la classe non è acqua ma inchiostro, l’idea di cambiare la classe del tuo vagone ti fa venire il magone. Perché, anche quando si tratta di far fare un salto di qualità alla tua scrittura, saltare vuol dire sempre rischiare e trovare il coraggio per iniziare  un nuovo percorso come scrittore.
Il meme che mi ha incuriosito sul blog di Daniele Imperi ha dato vita a una reazione a catena. A un post che da uno è diventato trino. Del resto siamo qui per scrivere, non per alle bambole pettinare il crine. Se l’inverno, prima che una stagione, è uno stato d’animo, ogni stagione della scrittura può esplodere in tutta la sua potenzialità se si riesce a esprimersi senza catene. Ti va di vedere come sono concatenati i mesi dell’anno alla scrittura?
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Il lettore sullo scritto che scotta

Il lettore sullo scritto che scotta
Tutti gli scrittori sognano lettori pronti a fare le fusa a ogni loro scritto. Ma per riuscire a infondere in ogni lettore la voglia, anzi, quasi la necessità di arrivare fino in fondo alla pagina, al racconto, a un intero libro, è necessario aver prima infuso in ogni singola parola passione e impegno.
Se tu hai una cotta per la scrittura sai bene quanto a volte la relazione con le parole possa essere complicata. Anche quando si è assolutamente convinti che la scrittura è l’altra metà della mela. La verità scottante è che, pure se la passione per la scrittura è bruciante, può essere difficile, in prima battuta, trovare lettori desiderosi di farsi scaldare dal sole delle proprie parole. Purtroppo è decisamente più probabile che le proprie parole restino sole, senza nessuno sguardo che si posi su di esse e le inciti a spiccare il volo.
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La stagione della scrittura (Parte 2)

La stagione della scrittura (Parte 2)
È la notte del 31 dicembre. È quasi mezzanotte e eccolo, lui è lì, davanti la porta pronto a entrare: è il nuovo anno che non vuole tardare ad arrivare. Quando poi il nuovo anno (finalmente o purtroppo dipende molto da come si è passato l’anno appena passato) è ormai iniziato non lo puoi di certo fermare. Brutto o bello che sia sei in ballo e devi ballare. Quando cominci a scrivere succede un po’ la stessa cosa: inizi e poi continui a far ballare le dita sulla tastiera augurandoti di essere in grado di offrire ai tuoi lettori uno spettacolo di alto livello.
La settimana scorsa, le stagioni dell’amore per la scrittura si sono fermate alla soglia dell’estate. Oggi, invece, questa soglia è il momento di varcarla. Perché, in fondo, siamo tutti attesi a un qualche varco. Quindi non ci resta che brindare con tutto l’entusiasmo che abbiamo al varo di ogni nostro progetto e imbarcarci con tutto il coraggio che ogni timoniere del proprio destino è indispensabile abbia. Tu, intanto, sei sbarcato in questo articolo: perciò perché non ti immergi nella lettura del post?

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Voglio fare con te ciò che la primavera fa con i ciliegi

voglio fare con te ciò che la primavera fa con i ciliegi
Se c’è una cosa che mi piace della con-divisione è che, a dispetto del nome, non divide affatto. La condivisione unisce. Unisce perché fa sentire le persone intimamente connesse come fiori cresciuti nella stessa aiuola. Fiori che, per quanto mani diverse potranno raccoglierli e nastri differenti tenerli legati in improbabili mazzi colorati, resteranno per sempre in qualche modo legati. Gli uni agli altri.
Mentre scrivo penso a Truffaut e ai suoi 400 colpi. E penso che, in questo colpo di testa con cui ho deciso di pubblicare l’impubblicabile, di dare voce al più ostinato dei silenzi, ho dato vita alla mia personalissima operazione di ribellione. A colpi di 500 parole.
Ti spiego: tu adesso leggerai lo scritto in assoluto più vecchio (ergo per antonomasia più adorabilmente imbarazzante) che ho trovato sul mio pc. Insomma, ti sto per fare una confidenza. Anzi, quasi una confessione.
Quindi qual è, tra le tante cose che potresti fare, per reazione, la migliore? Naturalmente darmi pan per focaccia e, in tutta risposta a questo mio perdere (del tutto) la faccia pubblicare ovunque tu voglia, spedire in cielo con uno striscione, affiggere su un cartellone, qualcosa scritto da te. Un racconto intero o, come in questo caso, solo un incipit. 500 parole mandate alle Termopili in sacrificio per noi. Affinché poi ci si senta rigenerati come dopo due giorni alle terme.
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La stagione della scrittura (Parte 1)

la stagione della scrittura (parte 1)
Scrivere su un blog significa anche avere la penna sempre porta a partire. E leggendo si fa il pieno alla propria penna. Difatti il primum movens per questo mio scritto è stato proprio il leggere un post scritto da un’altra penna: l’adesione di PennaBlu a un meme sulla propria scrittura mi è sembrata un’idea così aderente alla mia inesausta curiosità che ho pensato “devo proprio scriverne!
L’idea poi, naturalmente, si è evoluta. In fondo, scrivendo, noi non facciamo che inneggiare continuamente all’evoluzione? Le singole lettere si uniscono e insieme, forti del fatto che l’unione fa la forza, evolvono in parole. E poi le parole diventano frasi e le frasi diventano libri e i libri diventano mondi. Questo post, quindi, più che un flusso di coscienza in cui riversare il fiume in piena del mio rapporto con la scrittura sarà come una piscina: siete invitati a nuotare con me anche una volta finita l’estate. Nuoteremo infatti attraverso i dodici mesi dell’anno. Perché la stagione dell’amore per la scrittura non è sempre rose e fiori ma anche quando è neve invernale o foglie gialle d’autunno è una stagione che vale la pena vivere.

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