Quello che le ginocchia dicono

quello che le ginocchia dicono
Cinque anni, la coda di cavallo, la tuta verde, di un verde più verde di un verde pistacchio, di un verde bottiglia, vuota, scolata, dopo che il lavandino ha finito di gorgogliare l’ultimo sputo di pioggia di detersivo, quella tuta, soppiantata dai pantaloncini blu, di un blu chimico, come il solfato rameico che ancora non conosco perché non so niente di chimica, come l’angelo azzurro che ancora non conosco perché non so niente di drink e dentro le gambe, sotto la pelle, incastonate nella carne come gravi delusioni dopo che sono andate in cancrena le promesse, ci sono schegge luccicanti di sangue e asfalto.
Ho cinque anni e sono caduta. Succede spesso, ma, come spesso accade, la frequenza non rende affatto l’esperienza più dolce.
(altro…)

Il cenone del cannibale

Il cenone del cannibale
Se rinasco chiamatemi Crisostomo.
Avrò occhi grandi, color del miele, capelli sottili e così bianchi da sembrare, come rugiada, trasparenti, ma non sarò un vecchio narciso che a furia di specchiarsi ha chiesto la vita eterna dimenticandosi l’eterna giovinezza.
Chiamatemi Crisostomo così farò ingelosire la mattina di Misery.
Perché si è tanto più speciali quanto più si è gli unici a avere qualcosa che luccica sulle labbra.
(altro…)

Alza la testa dal libro: fuori è magnifico

alza la testa dal tuo libro: fuori è magnifico
Fuori tutto è magnifico (come canta Fedez in una delle canzoni che qualche giorno fa mi è sembrata la colonna sonora perfetta per uno di quei momenti in cui ti alzi dal letto e tutti pensano che allora, dato che ti sei alzato dal letto, sei pronto a ascoltare gli altri.
Invece no.
Perché hai ancora nelle orecchie una canzone che ti dice che fuori tutto è magnifico. Ma tu un po’ di più. Perché tu sei come un ventricolo in cui una certa valvola non funziona bene: hai dentro di te non solo il sangue che giustamente devi avere ma anche il sangue che ti resta dentro, che torna indietro da tutto il resto e tu provi a abbracciare tutto il rosso che ti circonda. Finché tutto finisce in un tramonto. E dopo c’è pace nera.
(altro…)

Scrivi come il Barone Posso

scrivi come il barone posso

“Ti sembra tutto visto tutto già fatto
tutto quell’avvenire già avvenuto
scritto, corretto e interpretato
da altri meglio che da te.”

Se non hai mica vent’anni ma (dentro) molti di meno puoi continuare a leggere. Ti prometto che ci stupiremo (o ci proveremo, almeno).

(altro…)

Braining d'autore

training d'autore e l'accademia delle belle storie
Pro-ces-sio-ne. Guarda che parola faticosa solo a dirsi. Una parola che ti dà l’idea di un percorso che si snoda lungo vie lunghe su cui si sono intrecciati i piedi e gli sguardi e i programmi di persone che magari pensavamo di non avere nulla in comune e invece. Invece hanno capito che non sempre scegli qualcuno con cui fare un pezzo di strada e poi cerchi la strada.
A volte sai solo la meta e chiedi a un orgoglioso abitante di Via del Calamo quale strada puoi fare per arrivare dove vuoi arrivare. Qui lo hanno fatto in tanti. Chiedendo, più o meno pubblicamente, dove trovarli questi compagni di viaggio necessari come sarebbe necessario un unicorno per spostarsi da un punto all’altro di un regno incantato.
(altro…)