Risposte dal Calamo: scrivi col Metodo Moka (Web Writing in tazzina)

Per dare una sferzata alla scrittura non c’è nulla di meglio di un web writing macchiato in tazzina riscaldata. Come ottenerlo? Scrivendo col metodo Moka, naturalmente!
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Per dare una sferzata alla scrittura non c’è nulla di meglio di un web writing macchiato in tazzina riscaldata. Come ottenerlo? Scrivendo col metodo Moka, naturalmente!
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Caro scrittore,
ti scrivo perché tu, a dispetto del nome, di metterti a scrivere sembri non avere alcuna intenzione. È per questa ragione che ho cercato alleati per prendere le foglie delle tue aspirazioni proprio mentre erano pronte a spirare e farne fogli su cui scrivere qualcosa per farti sospirare. Di alleati ne ho trovati una ventina. Incorruttibili come atomi. Quindi in realtà pronti, all’occorrenza, a farsi spezzare per rompere i pregiudizi su chi è pronto a scrivere anche se non così convinto di poterlo fare.

Ce ne stiamo in giro per i corridoi del reparto con le flebo d’inchiostro appese al braccio e da dietro la porta ascoltiamo i lamenti sommessi di chi viene medicato dopo che gli hanno tirato fuori quel libro che gli era rimasto dentro, incastrato e tutti gli accertamenti a cui ci sottoponiamo parlano chiaro: il male di scrivere è in noi ben radicato. Ma vogliamo guarire dalla scrittura?
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Attenzione, questo post è sconsigliato a chi ha deciso di gambizzare le proprie velleità scrittorie.

In principio sei un uovo. Sei un uovo con tanto di guscio che ovatta le cose brutte, certo, ma anche quelle belle ma tu sei un uovo, un uovo ancora con il guscio per giunta, e non immagini ancora che ci siano tutte queste cose belle capaci di risucchiarti in un vortice come fanno le bottigliette vuote con i tuorli.
Poi il guscio si incrina e tu prima vorresti provare a rimediare e riattaccare quei pezzi di te che sembrano aver voglia di andarsene usando la colla che hai negli occhi quando leggi gli scritti degli altri. Ma poi ti sei ricordato di quella frase che dice che una crepa c’è in ogni cosa ma va bene così perché è da lì che entra la luce. Allora pensi che forse è il momento di venir fuori.
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Dicono che “tutte le famiglie felici si somigliano, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo”.
(Il disegno stupendo che stai ammirando racconta di #Scrittura28 è frutto delle mani e della mina di Gaspare Burgio alias Nuvole Prensili che si è preso tutto il nostro stupore e sono certa si prenderà anche il tuo)
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Una delle cose più belle di aprire un blog è ricevere un calderone di stimoli. Qualcuno ha bisogno della tua bacchetta magica (che magica non è ma è un caleidoscopio della magia che ci circonda), qualcuno ti chiede la ricetta di un incantesimo di scrittura e tu, rimestando la pentolaccia del tuo blog, cerchi di trovare per ognuno un consiglio su misura, una formula da applicare, una parola magica da sussurrare o, meglio ancora, alcuni ingredienti indispensabili che chi scrive dove sempre tenere nel cassetto, al posto dei sogni. E sì, anche al posto dei libri di un certo maghetto ché tanto la vera Scuola di Magia la stiamo già vivendo. (altro…)

Il libro perfetto è come il delitto perfetto. Non esiste. Ma esistono scrittori (colpevoli di aver scritto capolavori) perfetti per certe vittime perfette per esser colpite con le armi di quegli scrittori: le loro penne.
Tu stai uccidendo l’inchiostro che ti ribolle dentro o stai preparando il tuo prossimo lancio di parole come proiettili?
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Siamo (fatti dal) le cose che tocchiamo, quelle che ci toccano e anche quelle in cui ci riconosciamo. Per questo quelli che sono fatti di scrittura sono così aggrovigliati: la penna è una rete.
Spesso cerchiamo altre “tazze rotte nello stesso punto” per non cadere a pezzi e apprezzare meglio ciò che ci circonda ma, a volte, più che di compagni di talamo abbiamo bisogno di compagni di Calamo.
Sì, caro compagno, il soggetto raffigurato nell’immagine che stai guardando è proprio un incredibile calendario.
Appena l’ho visto ho pensato “ci somigliamo”. Perché funzioniamo a inchiostro. Anche tu vai avanti a biro, amore e fantasia? Allora dovresti proprio prendere parte al gioco #Scrittura28.
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Quando ti chiedono di intervenire con la tua cassetta di pronto soccorso…

Non puoi che intervenire subito. Raccontando come, secondo te, si può fare a non farsi contagiare dalla voglia di buttare giù storie su storie e magari pubblicare un libro e diventare uno scrittore.
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